Un avverbio mi aspetta nel sottoscala

Ho scoperto questo sito. Navigando, ci sono molte cose interessanti, tra cui (povera me) il solito rimprovero per chi usa gli avverbi (”stampelle”, li definisce Luisa Carrada). E poi ho trovato questa considerazione che riguarda i blog:

non usate titoli criptici o teaser, che funzionano nella pubblicità o nella stampa, dove si può voltare pagina per leggere l’articolo, ma non sul web, dove c’è un’altra intera pagina da scaricare senza sapere cosa effettivamente si troverà.

Cambio mestiere!
(per adesso mi prendo qualche giorno di vacanza, ma cercherò di collegarmi lo stesso)

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6 Risposte a “Un avverbio mi aspetta nel sottoscala”

  1. Laurie Dice:

    Io ho trovato l’articolo sulla revisione, la mia bestia nera. Riesco a lasciare sempre dei refusi e so sempre perché! Ho un effetto memoria troppo buono *sigh*

  2. Anghelos Dice:

    La questione degli avverbi diventa sempre più spinosa, a quanto pare…
    comunque il consiglio sui titoli criptici non è necessariamente corretto, o meglio, lo è fintanto che le connessioni lente continuano a essere maggioritarie, ma più adsl e wi-max si diffondono e più il problema evidenziato diventerà irrilevante

  3. avalon9 Dice:

    Conosce il sito che hai indicato.
    Da quattro anni. Ce lo aveva consigliato il mio professore di Italiano al liceo. E spesso mi è servito per ripensare alla “metodolia dello scrivere”. L’ho letto e riletto varie volte. Anche perchè, in base all’età, riesco a cogliere sempre un pezzettino, non dico in più, ma diverso

    Ricordo la considerazione sui blog, ma non la condivido totlamente. Un titolo troppo scontato non attira. Anzi: potrebbe avere effetto controproducente. Dall’altra parte, tuttaiva, è vero che, soprattutto sul web, i titoli criptici possono invogliare a passare oltre o riservare brutte sorprese. Forse, però, la soluzione più semplice sarebbe anche la più banale. Il sottotitolo. Quella riga in più, che svela un po’, che chiarisce, e che sembra esser sparita ormai. Tranne, certamente, nei film e nei telegiornali (dove potrebbe essere omessa, a volte).

    Gli avverbi!XD
    Davvero una delle peggiori parti della nostra grammatica. Perchè è un attimo abbondare negli avverbi, o ripetere sempre gli stessi. Un po’ come per i gerundi.
    Personalmente, mentre scrivo, non ci bado molto. E dopo, in fase riscrittura-controllo che mi ci soffermo. Li sottolineo tutti; ad uno ad uno. E poi, libri e vocaboliri alla mano, cerco. Sinonimi, perifrasi, altre espressioni. Riscrivo gli avverbi, insomma. Almeno, lì dove è possibile. Lì dove sono pura abitudine e si possono sostituire senza danni.
    Non ovunque. Perchè credo che ogni parte della grammatica abbia il suo valore, la sua forza semiotica ed evocativa. Il bello è cercare di coglierla e provare a usarla (provare, perchè non è affatto facile).
    (Ti auguro di passare bene questi giorni di vacanza)

  4. laramanni Dice:

    I gerundi non li amo neanche io…anche perchè se non ricordo male dovrebbero indicare un’azione secondaria, e non sempre sono utili, e non sempre si usano con pertinenza, ma ad orecchio. Però gli avverbi. Mi escono dalle dita senza che io lo voglia. Adesso li stanerò, uno ad uno, promesso!

  5. Guimi Dice:

    Che bello sentir parlare di metodi di scrittura.. faccio tesoro di ogni parola!
    Interessante anche il sito linkato ^___^

  6. Blackvirgo Dice:

    Questo blog sta diventando sempre più professionale…
    Anche io tendo sempre a lasciare dei refusi, poco importa che rilegga le cose quaranta volte. Avverbi e gerundi erano problemi che non mi ero ancora posta, quindi sono due problemi nuovi… Senza falsa modestia (non sono il tipo ;) ) credo che il mio livello di scrittura amatoriale sia decisamente troppo basso per porsi certi problemi… Quindi mi rimbocco le mani e inizio a migliorare! Grazie per tutti gli spunti!
    Un bacio!

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