Nemmeno nei miei sogni più arditi

Stamattina non ero proprio di umore eccellente: primo, perchè mi sono scottata al mare. Secondo, perchè stanotte riparto e dormirò poco. Terzo, perchè ieri pomeriggio, mentre mi arrostivo, ho questionato con un amico della mia amica a proposito di romanzi-esordienti-Internet. In breve, il tizio sostiene che scrivere in rete serve a pochissimo: meglio farsi il proprio bel dattiloscritto e contare sulle conoscenze giuste, come fanno tanti/tutti. Naturalmente (oddio, l’avverbio) io sostenevo l’esatto contrario.

Niente di grave, ma ero seccata e ci sono rimasta.

Poi, stamattina, ho aperto il blog di Angelo.

E ho trovato questo. Un saggio. Un saggio su Esbat e, addirittura, New Italian Epic, che è una delle discussioni più interessanti che sto seguendo sul web negli ultimi tempi.

Non ho parole. Davvero non ho parole, se non una: GRAZIE. GRAZIE. GRAZIE.

Tag: ,

7 Risposte a “Nemmeno nei miei sogni più arditi”

  1. avalon9 Dice:

    Non concordo affatto con il tizio
    Tanto più che esite una casa editrice, la Unititl.Ed che ricerca proprio su blog e vari luoghi di scrittura virtuale possibili autori e giovani scrittori esordienti.
    Non che il vecchio sistema delle cartelle dattolografate e inviate a vari case editrici sia da scrtare del tutto, ma adesso la risorsa di Internet offre maggior possibilità di emergere, se si è capaci.
    E quanto al fatto che tutti fanno come il sopracitato esplicita…Scusa, tu sei la seconda persona che conosco che pubblica un libro avendolo prima proposto in internet.
    Più “prova autoptica” di così…

    (Complimenti ad Angelo per il saggio! E’ davvero molto interessante e ben fatto!)

  2. Laurie Dice:

    L’amico dell’amica non sa che per molta gente il sogno di poter fare leggere i propri scritti ad altri passa per la rete.
    Io mi accontento di questo.

    (Almeno per ora, non si sa mai)

    Io dovrei ancora finire il saggio del Wu Mingo uan, e tra l’altro ho salvati tutti gli interventi venuti fuori su Carmilla a proposito del NIE. Sarà la volta buona che mi decida a leggere così capisco qualcosa dell’articolo di Angelo! xD

  3. Blackvirgo Dice:

    Io quoto sia Avalon9 che Laurie: la rete è un grandissimo calderone di idee tra le quali una, ogni tanto, può eccellere. Ed Esbat (che io ritengo un capolavoro e di cui vorrò la copia firmata) ne è la prova.
    Poi ci sono quelli come me che non pretendono di più.
    Internet… secondo me ne parla male o con superficialità chi non ne comprende le potenzialità. O chi lo ritiene il Problema della nostra società perchè, come direbbe il buon vecchio Murphy, “un capro espiatorio è buono quasi quanto una buona soluzione”.
    P.S.: recuperato il pc? Spero che tu debba partire per le vacanze… cmq buon viaggio!

  4. Luthien Dice:

    Credo che l’opportunità che da la Rete sia unica e per certi versi irripetibile.Si è sottoposti tout court agli occhi di tutti,indistintamente.
    ed al giudizio,senza sovrastrutture.
    per questo non credo che spedire i propri scritti ad una casa editrice sia la conditio sine qua non…

    Il talento emerge,limpido e cristallino,comunque
    Esbat me è un chiaro e lampante esempio…
    XD
    Buone vacanze!!!

  5. Teiresias Dice:

    Io invece do ragione a questo tizio che ti ha fatto venire il nervoso per un semplice motivo: la letteratura italiana è allo sfascio ed è già un miracolo che vengano pubblicati dei libri nuovi dalle case editrici maggiori, figuriamoci se qualche editore ha la “voglia” di spulciare su Internet alla ricerca di qualche nuovo talento!
    Certo, non dico che sia tutto inutile pubblicare su Internet (io stesso pubblico), sia chiaro, penso che sia un ottimo veivolo per confrontarsi con altri, farsi aiutare sulle questioni più tecniche, vedere se ciò che uno scrive può piacere, ma credo proprio che qui in Italia se uno vuole vedere la sua roba pubblicata debba ancora fare i conti con i vecchi testi dattiloscritti da spedire alle case editrici. Poi, se uno vuole può anche usare Internet e farsi aiutare dagli editori “virtuali” può sempre farlo, ma sono pochi quelli che davvero riescono.
    Ricordate, questi non sono gli USA, dove gli autori di fanfiction vengono scoperti e appoggiati per pubblicare romanzi oppure le riviste comprano racconti da pubblicare per soldi: qui siamo in Italia, dove vengono pubblicati solo ed esclusivamente coloro che si sa già daranno degli introiti, come Moccia & Company, e gli altri si attaccano al tram…l’unica, per me, sarebbe rivolgersi a delle piccole compagnie specializzate in certi generi, ma non saprei…
    Poi, questo è il mio parere. Vedo che comunque Lara c’è riuscita, forse mi sbaglio.

  6. laramanni Dice:

    Ciao gente, salutino dal mare, fa troppo caldo per fare altro!
    Io ho qualche perplessità sugli editori virtuali, almeno fin qui. Invece, penso che Internet sia soprattutto una grande palestra, dove è possibile rivedere collettivamente un testo, provarlo, verificare quanto funziona.
    Sai, Teiresias, sto pensando a quello che hai scritto: io non sono mica tanto sicura che si pubblichino solo quelli di cui si è certi, quanto a vendite. Si pubblica tanto, in Italia, negli ultimi tempi.
    Ci penso.

  7. Teiresias Dice:

    Sarà, ma a mio parere le case editrici italiane sono messe male…si limitano a seguire l’onda senza davvero pubblicare nulla di “nuovo”, basta pensare alle ondate di gialli, fantasy, libri adolescenziali…mah, forse sono io a essere pessimista XD
    Internet, come ho detto io e hai confermato tu, è utile per allenarsi e far vedere un po’ i propri lavori, basta pensare ai beta-reader, agli archivi di fanfiction, a quelli di poesia, alle comunità che promuovono le liste di temi su cui scrive: da questo punto di vista, internet è utilissimo per farsi le ossa. Ma siamo ben lontani dal poter pubblicare in rete o sperare in qualcuno che capiti per caso e ti proponga di pubblicare. Lì bisogna fare alla vecchia maniera andando a rompere i coglioni alle case editrici u_u

Lascia una Risposta