Vedere un braccialetto e scrivere un capitolo

By Lara Manni

Fa troppo caldo per stare nella spiaggetta e mi prendo una pausa-veranda. Anche perchè mentre sguazzavo, ho visto un braccialetto di corda sotto il pelo dell’acqua e  mi è venuta un’idea per Sopdet. Voglio buttarla giù prima che scappi.

A voi succede?

Per esempio, nel capitolo precedente, tutta la tristezza e la malinconia di Misia per il tempo che passa sono venute fuori da una targa stradale dedicata a Federico Ozanam. Passeggiavo, l’ho vista, mi sono soffermata sulle date di nascita e di morte e mi è venuta in mente la scena di questa strana vecchietta seduta in riva al mare, in una giornata d’inverno. Così come, in Esbat, una delle giovani vittime della Sensei è modellata quasi completamente su una ragazzina sconosciuta che mi aveva colpito per il modo in cui si guardava intorno e in cui piegava le labbra in una smorfia di disgusto assoluto.

Vero vero, è banale la questione dell’ispirazione. Non la chiamerei neanche così, visto che non credo alle Muse. Se qualcuno trova un sinonimo per “i dettagli della vita quotidiana sono l’impalcatura delle storie”, lo bacio sulla fronte.

Il Maestro, per esempio, scrisse il canovaccio di Misery su un tovagliolino, in aereo, dopo un sogno e una divagazione mentale sui fan.

Molto umilmente (l’avverbio!), consumo molti quadernetti.

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11 Risposte a “Vedere un braccialetto e scrivere un capitolo”

  1. Luthien Dice:

    A me capitano i “flash”,nei posti più impensabili,in macchina,al lavoro a casa… anche mentre sto nuotando (con il rischio di fermarmi a metà vasca e bere!)
    Sono squarci che si aprono nella mente e che non sempre riesco a mettere su carta…
    Molte volte sono legati all’ascolto di una particolare musica o nell’inquadrare il viso di una persona …Flash appunto :) che illuminano una storia che si ha in mente,che danno il “la”per proseguire in una direzione piuttosto che in un altra…
    Buon Mare..

  2. Roberto (YD) Dice:

    Mmm. Poiché le mie esperienza come scribacchino ^_- si riducono quasi a zero non saprei dire.
    L’ispirazione credo sia una cosa molto personale.
    Può essere uno stimolo esterno che riverbera dentro di noi (vuoi usare “riverbero” come sinonimo di ispirazione?).
    Da quel poco che ho provato a scrivere io mi succede un po’ al contrario.
    Non qualcosa che da fuori entra per uscire rielaborato, ma qualcosa da dentro che vuole essere articolato.
    Infatti mi chiedo: perché questo personaggio fa così? Cosa comporteranno le sue azioni? E soprattutto, cosa prova mentre le sta facendo?
    Chissà, una delle differenze tra uomini e donne (dicono! che poi vai a sapere…) è che le donne credono di poter esprimere in parole quel che provano, mentre gli uomini no. Trovo delle verità in questa affermazione. King, che ha questa abiutudine di raccontare alcuni segreti di noi maschietti xD, scrive una cosa quasi identica nell’apertura della terza Stagione Diversa “le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori”.
    Nel mio piccolo, per ora la mia unica preoccupazione o quasi è lottare contro questo “rimpicciolimento”. Il che è una faticcaccia infame, ma anche molto appagante.
    In quanto alle idee, se sono buone è difficile che mi scappino. Sono afflitto da una memoria feroce …
    Ok, ho divagato e non ho risposto alla tua domanda. Scusa XDD
    Goditi il mare, piuttosto che perdere tempo qua con noi!!

  3. laramanni Dice:

    Ma io ADORO perdere tempo così! xD Non sono propriamente una che sta a mollo tutto il tempo, e adesso, mangiata la pasta al pomodoro di rito, trovo invece bellissimo chiacchierare.
    Sto pensando molto a quello che hai scritto, Roberto. E penso che tu abbia ragione: per quanto la si voglia negare, una diversità c’è. Noi donne tendiamo ad ingrandire piccole azioni dietro le quali c’è un universo, voi, in effetti, tendete a raccontare un’azione grande e ad interrogarsi sui motivi per cui viene compiuta. Questa, probabilmente, è la differenza: non sta nella banale affermazione per cui gli uomini NON scrivono d’amore. BALLE. Solo per rimanere al Maestro, Mucchio d’ossa è un meraviglioso romanzo d’amore (salvo poi, mi chiedo: quell’amore è verso la scrittura o verso una donna di carne?).
    Riverbero mi piace MOLTISSIMO. Molto meglio di ispirazione. Mi verrebbe da usare la parola “risonanza”, anche, se non fosse che era un titolo di Madame T….xD
    Luthien, anche a me succede qualcosa di simile: ma non con la musica, pensa. L’inserimento della musica, nelle mie storie (e ce n’è tanta, è sempre a posteriori). Buffo.

  4. Laurie Dice:

    A me le idee migliori vengono a letto. Non nel sonno, proprio nel dormiveglia o mentre tento di addormentarmi. Spesso l’intera storia mi viene in mente, ma naturalmente non posso alzarmi e scrivere, altrimenti non dormirei mai!

  5. Luthien Dice:

    bella l’idea del riverbero che è un effetto musicale…rinforza il suono della sorgente…

  6. laramanni Dice:

    Laurie, ma un registratorino sul comodino? xD

  7. Teiresias Dice:

    Io sono sommerso dalle idee, specialmente quando dormo XD di solito ho un blocchetto di appunti SEMPRE dietro (un’abitudine che ho preso anni addietro per altri motivi), quindi trovo sempre il modo di segnarmi le idee…tra queste ci sono: uno psicologo di licantropi, una testa che cambia corpo a proprio piacimento e la rivolta delle anime all’Oltremondo XD

  8. avalon9 Dice:

    Oh, l’ispirazione!
    Il mio professore ripeteva spesso: Non ho educazione, solo ispirazione, di Bob Marley. Insomma, che ogni più piccolo particolare può rivelarsi potenziale parola, inchiostro, trama, storia. Anche quattro oggetti in una scatola, tirati fuori a caso. L’importante è prendere, prendere, prendere. Qualsiasi cosa colpisca, interessi, sfiori. Senza fermarsi subito a chiedersi a cosa potrebbe servire: costruire un piccolo magazzino di risorse indefinite.
    L’ispirazione mi ricorda un baluginio, i limoni di Montale, la mela di Saffo. Un po’ tutto, insomma. Tutto quello che può passarmi davanti agli occhi, nella testa, attraverso le orecchie.
    Personalmente, il discorso “ispirazione” (ma sì! Usiamo ancora questo concetto megalomane) è ostico. Di certo, non scirvo quasi nulla. Una volta avevo un quadernetto, ma poi…Non potevo certo tirarlo fuori in ogni più piccolo momento! Allora, ho cambiato: adesso, uso soprattutto la testa (e i post-it disseminati per tutta casa XD).
    Comunque. Di solito, l’idea, l’imput è improvviso e inaspettato. Poi il resto si elabora. Lentamente. So dove andare a parare, ma non ho mai idea di come ci arriverò. Le scalette? Pessima idea! Non valgo molto come falegname. Mi riescono sempre storte o non mi vengono prorpio. E due pali senza pioli sono un po’ difficili da salire, non trovi?

    Buona serata!

  9. Laurie Dice:

    Registratore? Mmmm.

    Al quadernetto, però, non rinuncio. Con la memoria che ho, una volta che vedo qualcosa ed elaboro l’idea devo scriverla altrimenti perdo. Appena posso ovvio. E appena posso significa che già l’ho elaborato tanto, la prima impressione che qualche evento mi ha dato.

    La scrittura è un processo di digestione, fondamentalmente.

  10. Blackvirgo Dice:

    A me le idee vengono in qualunque momento prendendo spunto da qualsiasi situazione… la mia mente è un grande magazzino in cui c’è tantissima roba… cosa ne salta fuori è sempre un mistero!
    Poi c’è tutto il processo di digestione (questa mi è piaciuta! :) ) e di ruminazione…
    Il quadernino ce l’ho sempre con me… e quando non ho quello mi appunto le idee tipo sms nel cellulare… sennò spero nella buona memoria!

  11. laramanni Dice:

    Piace pure a me il concetto di digestione. :)
    Aggiungo, pure di “connessione”: mettere insieme varie immagini, eventi, emozioni slegati fra loro e renderli fluidi mentre li riversi in una storia…

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