Come lacrime nella pioggia

Io sono una che piange: nel senso, sono una a cui piace piangere, ma che non piange spesso per le cose che le succedono, anche quando ce ne sarebbero i motivi. A me piace piangere quando leggo o quando guardo un film. E a volte, come è accaduto qualche giorni fa mettendo mano ad una scena di Sopdet decisamente…beh…fatidica, piango anche mentre scrivo.

Ogni tanto mi chiedo perchè sono così facile alla commozione quando si tratta di finzioni e così restia quando si tratta della vita reale. La risposta non è facile, o comunque non sono mai riuscita a darmela. Forse, azzardo, perchè quando si è davanti alla fantasia, o presunta tale, ci si “autorizza” a reagire, mentre quando camminiamo nel mondo siamo comunque dotati delle dovute difese.

Il bello è che piango come un vitello: quando ho visto per la prima volta Blade runner, ho proprio singhiozzato. Ho pianto per il Dracula di Coppola e per Across the universe. Mi sono usciti i lacrimoni persino davanti ad un film che non ho affatto amato come Il gladiatore. E tutte le volte che leggo Le affinità elettive di Goethe tiro su col naso, per non parlare de Il maestro e Margherita di Bulgakov. O di Manituana dei Wu Ming: ebbene sì, mi hanno fatto consumare i fazzoletti anche loro, apparentemente così attenti soprattutto alla perfezione della macchina narrativa.

Secondo me, poi, piangono anche gli uomini in queste circostanze: solo che non ne ho mai incontrato uno che lo ammette. Ma questa è un’altra storia.

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11 Risposte a “Come lacrime nella pioggia”

  1. La turriaca Dice:

    Eh Lara, quanto ti capisco. Io piango come e più di te leggendo libri e guardando film, ma piango moltissimo anche nella vita. Da bimba, in famiglia, mi chiamavano “salice piangente”. Da adolescente il mio motto era: un pianto al giorno toglie il medico di torno.
    E infatti, minimo minimo una singhiozzata al giorno me la facevo.

    Quanto agli uomini: alcuni non piangono per niente (non è che non lo dicono, proprio non gli viene: tipo mio fratello, ma anche i miei zii). Quei pochi che piangono, invece… be’, hai fatto caso che spesso piangono senza lacrime? Cioè: contraggono tutta la faccia, specie gli occhi, sussultano forte con le spalle, mandano rumori strani ma che gli venisse un colpo se buttano una stilla.

    Forse però ho in mente soprattutto gli uomini siciliani, non so. Da queste parti ancora seguono il modello Fiorello-che-fa-Ignazio-La-Russa: pan grattato al posto del borotalco, per intenderci. Sicuramente ci sono variabili culturali e sociali di cui dobbiamo tenere conto.
    Ciao!

  2. Luthien Dice:

    Mal comune…
    Mi è capitato di sentire salire le lacrime agli occhi ascoltando una canzone alla radio…
    O ricordando momenti,film,pagine di libri che ho amato…
    E per fortuna che mi considero abbastanza “scorza”…

    Io ho un po’ paura degli uomini che non piangono mai…o che dicono di non piangere mai.
    Credo che ci siano ancora gabbie culturali in questo senso…

  3. Teiresias Dice:

    Dipende dalla sensibilità: ci sono persone che piangono raramente, ma non per questo non sono sensibili.
    Io, ad esempio, non piango spesso, non mi riesce semplicemente perché, nel caso di libri o film, mantengo sempre un certo distacco emotivo dal tutto: poi non vuol dire. Ad esempio, finito Silent Hill 2, sono stato a un passo dal cedere. Idem per Final Fantasy X.
    E posso aver visto già venti volte Schindler’s List, ma tutte le volte non riesco a trattenere le lacrime…
    Tutti piangono. C’è chi lo fa spesso, chi lo fa di meno, semplicemente.

  4. Mele Dice:

    È che il pianto libera ormoncini felici e ti fa passare un po’ la tristezza. Le femmine piangono tanto perché hanno sempre dovuto far fronte a cose come famiglie sterminate, papà, mariti, fratelli, figli morti a caccia, in guerra…
    Così evitano in linea di massima le nevrosi.
    I maschi no.
    Infatti loro sono nevrotici.
    O morti.

    (Un po’ più scientificamente: le donne piangono circa quattro volte più degli uomini. Mi sembra centri la prolattina. E il pianto e il riso rilasciano lo stesso ormone non-chiedere-come-si-chiama, con funzione antistress-alleviante-effetto red bull.)

    Sì, inizio a parlare come un bambino di anni 4. Aiuto. Aiuto.

  5. Ari Dice:

    Laruccia, allora quelle faccine piangenti che usi spesso nel forum non sono una finzione! XD
    Lasciando perdere le stupidaggini che inevitabilmente mi escono dalla tastiera, ti dirò che pure una bestia come me si commuove. Non arrivo a piangere, ma comunque sento gli occhi un po’ più umidicci e un certo pizzicore al naso. In genere riesco a ricacciare indietro il fastidio, ma a volte, complici altre preoccupazioni più reali, mi serve persino un kleenex. Questo succede solo quando sono da sola però, non ho mai pianto davanti ad anima viva (cane in agonia compreso). Tutto questo per l’educazione che mi è stata data, cioè che piangere è un segno di debolezza.
    Forse è così anche per gli uomini che non vogliono ammettere di commuoversi leggendo un libro o guardando un film, ma non essendo un uomo non saprei… con questo non voglio dire che ci sia la possibilità che i maschietti siano effettivamente meno sensibili delle femminucce. XD
    Probabilmente sono pregiudizi come dice Luthien.
    Il libro che mi ha commossa di più in assoluto è stato “Intervista con il Vampiro” al momento della morte di Claudia. L’ultimo film è stato “I segreti di Brokeback Mountain”.
    P.s.: il blog è veramente bello ed interessante, mi spiace avere pochissimo tempo per leggere e scrivere commenti. ç_ç
    Bacioni!

  6. Laurie Dice:

    Ma noi piangiamo sulle stesse cose! Nel senso, mi sentivo tanto sciocca a versare lacrime su Il gladiatore ma in compagnia non ti puoi sentire così. Sì, è un ragionamento vigliacco, ma così.
    Io non so, ma ho questa propensione a prendere molto sul serio la finzione, letteraria o cinematografica che sia. Infatti mi irritano un po’ i dietro alle quinte, perché perdo il senso della possibilità che quello che vedo (o leggo) sia vero. Sarà per questo che riesco a commuovermi.

  7. laramanni Dice:

    Mi consolate…quasi quasi piango. xD
    E vogliamo parlare delle MUSICHE che commuovono?

  8. l3la Dice:

    Come ti capisco!
    Anche io piango come una fontana se un film o un libro mi commuove (piango persino per alcune puntate di telefilm, non dico quale perché c’è davvero da vergognarsi :P ), ma per le situazioni della vita vera non verso una lacrima.
    Forse è perché mi hanno cresciuta con l’idea che le brutte situazioni vanno affrontate e piangere non serve a niente, ma con la finzione c’è poco da affrontare, è così e basta, quindi mi faccio pianti su pianti.

  9. laramanni Dice:

    Voglio saperlo, invece :)
    Va bene, confesso il film che mi ha fatto venire male al petto per i singhiozzi: Artificial intelligence. E mi sono infuriata perchè SAPEVO che era stato scritto con quella intenzione….

  10. l3la Dice:

    Ok, confesso anche io xD
    E’ Dawson’s Creek. Per quanto mi renda conto che si tratta di un telefilm stupido non posso fare a meno di piangere ogni volta che vedo la puntata finale.
    Fuggo a nascondermi xD

  11. laramanni Dice:

    Beh, nascondiamoci insieme…xDDD

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