Come sarebbe bello

Oh, ecco. Uno scrittore sotto i trent’anni ha vinto lo Strega, che io ho sempre associato nella mente a scrittori bacucchi e non eccessivamente bravi, con la sola eccezione di Ammaniti. Ho letto La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano e mi è piaciuto: non tantissimo, non al punto di mettere il libro nello scaffale dei preferiti, ma è una buona storia.

Però nessuno mi toglie dalla testa che la sua vittoria sia anche simbolica: visto? chi dice che non lasciamo spazio ai giovani? Gli facciamo anche vincere un bel premio letterario, li pubblichiamo, gli facciamo festa.

E poi penso che quando un esordiente ottiene tanto successo con il suo primo romanzo gli staranno tutti addosso come falchi per stroncargli il secondo.

Come sarebbe bello un mondo dove si giudicano solo i testi, senza prendere in considerazione l’età, l’aspetto fisico, il “corpo” di chi scrive. Ma vabbè.

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12 Risposte a “Come sarebbe bello”

  1. ChaDo Dice:

    Senza togliere nulla al romanzo di Giordano, che non ho letto: il Premio Strega da anni non vale niente (il problema è: da quanti anni?). Non a livello di vendite, eh, parlo del valore delle opere premiate e candidate. Ma, lo devo ammettere, ogni volta è una farsa molto godibile. (La scrematura dai 13 ai 5 finalisti è divertente, la puoi fare anche tu a giorni dalle votazioni: basta prendere i grandi editori e buttare via i medio-piccoli. Azzeccare il vincitore alle volte è più difficile, per questo si possono fare delle scommesse, basate sul colore della copertina, la fama e la simpatia dell’autore, le vendite e la popolarità del libro prima del Premio… ecc.) Ma in tutto questo i libri non c’entrano niente, davvero.

  2. Aislinn Dice:

    Sono capitata qui per caso e il tuo blog mi è piaciuto, me lo segno così non lo perdo più:-) Un saluto…

  3. Celina Dice:

    Lara ricorda che non si può avere tutto dalla vita, bisogna chinare il capo ed andare avanti. Ahimè, non conosco il nuovo vincitore del Premio Strega, sono felice che sia stato un giovane, ma credo che non leggerò la sua opera ho già troppe cose da leggere ^^. Sarò strama, ma sto rileggendo un libro che una persona mi regalò per il mio compleanno, un autore sconosciuto, ma molto bravo l’unico in grado di farmi davvero piangere…perdona questa risposta delirante.
    Un bacio e a presto.

  4. Mele Dice:

    XDDDDD… Lo Strega…. XD! Vero, vero, è uno scandalo. Quest’anno toccava alla Rizzoli, invece ha vinto ancora la Mondadori. L’anno prossimo dovrebbe essere… mh. Einaudi. Così si dice, si calcola.
    Bah. Scusa per la risposta inarticolata, ma sto ascoltando dei bambini costretti a cantare come adulti. Spero non si rovinino le corde vocali.

  5. Luthien Dice:

    Mi sorge il dubbio di acquistare o no sto libro..
    mah?

  6. Laurie Dice:

    “Come sarebbe bello un mondo dove si giudicano solo i testi, senza prendere in considerazione l’età, l’aspetto fisico, il “corpo” di chi scrive. Ma vabbè.” –> be’, per questo esistono gli pseudonimi, no? A me sembra, ad esempio, che nel panorama nipponico del fumetto gli autori sono molto più schivi e quindi si considerano più le opere. Ma è un’impressione. Forse anche all’estero è così, chissà…
    L’unica aspetto che l’età può influenzare in un libro è l’originalità: nel senso che noi giovani siamo più legati agli autori che ci piacciono, e tendiamo più ad emulare. Ma è fisiologica l’emulazione ed è possibile trovare autori giovani che sono abbastanza maturi da muoversi senza ricalcare le orme altrui.

  7. ChaDo Dice:

    Laurie: c’è anche da dire che i fumettisti giapponesi sotto contratto con le riviste se vogliono essere pagati devono stare tutto il giorno nel loro studio, assistenti o no, a “produrre” un nuovo capitolo. Si tratta di un lavoro diverso dalla scrittura di un libro, anche ai tempi del roman feuilleton. (Sarà che ho letto troppi “1/4 di pagina”.)
    Comunque, la giovane età non conta così tanto alla fine, IMHO: Thomas Pynchon ha esordito a 26 anni con “V.”: che piaccia o no, si tratta di un romanzo importante, e continua a essere letto dopo oltre 40 anni. Non so se sarà lo stesso per Paolo Giordano. Tutto questo hype non mi convince, è il libro del momento e stravende. Come per altri libri di successo, aspetto la prossima stagione - ne parlerà ancora qualcuno? (Pensate agli ultimi 5-6 vincitori - libri e autori - del Premio Strega.)

  8. Laurie Dice:

    ChaDo, più che 26 anni io pensavo agli adolescenti. Ultimamente c’è un’invansione.

  9. Teiresias Dice:

    Ormai i premi sono superflui, specialmente in un luogo come l’Italia dove la meritocrazia è sempre più usata come facciata XD scrivi quello che ti piace e prega i santi del paradiso che te lo pubblichino, dico io.

  10. Blackvirgo Dice:

    Purtroppo sono d’accordo con Teiresias: non ho idea come funzionino i premi letterari e in base a quali criteri vengano vinti, ma vedendo come vanno le cose in altri ambiti temo che siano solo una facciata. O una questione politica… non saprei fino a che punto conti il merito, temo poco. Alcuni fra i libri preferiti sono stati scritti da gente che raramente qualcuno ha mai sentito nominare prima che fossi io a parlarne… e a volte mi è anche capitato un dialogo del tipo: sto leggendo questo libro. Risposta: - ma sai che ha vinto il premio pinco pallino?. E io: davvero??

  11. Anghelos Dice:

    Non vorrei peccare di ottimismo o di ingenuità, però c’è anche da dire che da quest’anno la fondazione del premio Strega è diretta da Tullio De Mauro, che è un intellettuale serio. Secondo me la “novità” della vittoria di Giordano (sia per la sua età che per la rottura del sistema dell’alternanza tra case editrici) potrebbe essere il segnale di una inversione di tendenza, anche se ovviamente perché il cambiamento diventi concreto dovrà essere fatto molto altro, e non è detto che sarà consentito. Il tempo ci dirà

  12. laramanni Dice:

    Beh, Angelo ha ragione: da quando ne ho memoria io, è la prima volta che un “fuori gara” vince. In genere i premi sono sempre stati decisi prima, e sempre assegnati, con l’eccezione di Ammaniti, a pessimi libri. In questo caso mi pare che Giordano sia un po’ come Saviano, che è “esploso” fra le mani della casa editrice senza che questa se ne sia resa conto…:)

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