De te fabula narratur

By Lara Manni

Specchio specchio delle mie brame…Cosa vedo di me in una storia che leggo? Sicuramente quello che mi tocca in un libro rientra in due categorie: le inadeguatezze del passato e le emozioni del presente. Esempio: perchè ho amato Carrie? Perchè sono stata una ragazzina grassa, goffa e molto emarginata dalle compagne delle medie. Non mi hanno mai gettato degli assorbenti in faccia, come è avvenuto alla poverina: però, un episodio che ho inserito in Esbat è vero. Già: la ragazza bella e agile che negli spogliatoi della palestra mi scaccia al grido di “che guardi tu?” è ancora nella mia mente. E aveva ragione, guardavo: stavo facendo una comparazione mentale tra il suo fisico perfetto con tette e la mia forma a barilotto senza tette. Chiaro che l’effetto di identificazione fu retroattivo: oggi ho le tette, non somiglio a un contenitore per invecchiare il whisky e se qualcuno mi dicesse “che guardi?” potrei rispondere con colorite espressioni romanesche che riguardano gli avi passati a miglior vita. Ma ha funzionato lo stesso.

Altro esempio, stavolta non kinghiano. Quando ho letto, innamorandomene, Cherudek di Valerio Evangelisti ero in un periodo decisamente visionario: una di quelle fasi in cui osservando una cosa banalissima (un foglio che scivola via dal tavolino, uno scricchiolio dell’armadio di notte – perchè gli armadi scricchiolano, la notte? – il color frittata di una luna) partivo per la tangente e mi immaginavo storie di puro delirio che, ovviamente, dimenticavo subito dopo.

Non è una questione di rispecchiamenti “diretti”, insomma. Non è che quando ci si innamora si va  per forza a rileggere i sonetti di Shakespeare. Semmai è una questione di fasi.

Insomma, se esiste un libro con protagonista meditabonda in campagna, fuori il titolo.

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8 Risposte a “De te fabula narratur”

  1. sessho Dice:

    Io di solito non sono uno che si cala nei personaggi che leggo, ma devo ammettere che mi è capitato solo con un manga di vedere qualcosa di me riflessa in un personaggio.
    Però ho sempre pensato che scrivendo uno scrittore a volte mette qualcosa di suo nelle storie, fatti, avvenimenti oppure quello che si vuole essere, quello che si è o quello che si è stati.
    Penso che includendo in un racconto un avvenimento a noi accaduti, viene anche più naturale da descrivere.

  2. Luthien Dice:

    Bella domanda…Mi vengono in mente un sacco di film,ma niente libri e chissà perchè mi viene in mente la Dickinson che visse tutta la sua vita reclusa ad Amherst…Forse un libro,ritorno a Cold Mountain,ambientato in una fattoria…
    Sto divagando,perdono.
    Io mi calo nei personaggi che amo,anzi mi identifico,per questo faccio fatica a leggere l’horror ed ancora adesso credo che Amadeo7Armand si aggiri per Venezia dopo le mezzanotte!
    Non oso pensare cosa ci possa essere di mio in quello che scrivo…non ci ho mai pensato…mmmh

  3. laramanni Dice:

    Vincent, anche perchè quel personaggio sei praticamente tu…xD
    Sì, hai ragione: il problema però è dosare e non esagerare a mettere se stessi, o non farsene accorgere…non troppo…
    Luthien! La Dickinson! A volte fa questo strano effetto anche a me: mi sa che rileggerla è buona cosa…
    (Armand….)

  4. Laurie Dice:

    Significa che ultimamente sono in trip per Ursula Le Guin perché mi piacciono le cose brevi e stringate e guarda caso questa autrice scrive così?
    A dire il vero non ho mai pensato a perché amo un libro, trascendendo dalla qualità dello stesso, ovvio. Non ho mai pensato “Oh, mi ci rispecchio”… o meglio non ho mai pensato “Visto che ci trovo qualcosa di mio, mi piace”. Ad esempio, mi identificavo con i primi volumi di HP perché mi davano un senso di liberazione, il che mi ha probabilmente spinto a continuare a leggere la serie, ma se dovessi dire quanto mi piace, ebbene troverei sicuramente dei difetti. Quindi non riesco ad amare qualcosa senza passare dal cervello ç_ç
    Ah, per quanto riguarda il mettere episodi della propria vita nella storia… ma come ti senti a farlo? Vedo che molti scrittori spesso si lasciano andare a questo tipo di inserzioni, ma io mi sento ancora in imbarazzo. Non voglio che la mia storia (o i miei personaggi) siano me, non voglio scrivere per una sorta di catarsi psicoanalitica. Però mi interessava sapere quanto bisogna venire a patti col fatto che un proprio racconto alla fine ci assomigli.

  5. laramanni Dice:

    Come mi sento? Davvero davvero? Libera. Una volta che mi sono “autorizzata” a raccontare, sta uscendo tutto fuori come le bollicine dello champagne, anche le cose segretissime. Del resto, nessuno sa che alcuni episodi mi appartengono finchè non decido io di raccontarlo, come in questo caso. E poi si tratta di frammenti piccolissimi, a volte ininfluenti ai fini della trama, come la tazza preferita della Sensei bambina che va in pezzi. I miei personaggi non sono affatto me: sono diversissimi, tutti. Solo, che ad ognuno di loro regalo un piccolo particolare della mia vita. Mi sembra un patto equo…O no?

  6. Guimi Dice:

    A me succede più con i manga che con i libri. I personaggi che preferisco sono o quelli molto simili a me o quelli opposti. Magari come vorrei essere ma non riesco.
    Con i libri non so, non credo… oppure ancora non me ne rendo conto.

    ” [...] I miei personaggi non sono affatto me: sono diversissimi, tutti. Solo, che ad ognuno di loro regalo un piccolo particolare della mia vita. [...]”
    Bello Lara, mi piace. E sono anche d’accordo.

  7. laramanni Dice:

    Ma sai che non ci avevo pensato agli opposti? Interessante….xDD

  8. Blackvirgo Dice:

    Generalmente, quando leggo, i personaggi che amo sono quelli diversi di me, quelli che hanno qualcosa che “invidio”. A livello caratteriale, ovviamente.
    Quando scrivo… so che mi ripeto, ma i miei personaggi sono le mie costole, riferendomi alla biblica creazione di Eva dalla costola di Adamo. Il resto del “corpo” si costruisce quasi spontaneamente da sè. Ed è troppo divertente andare a vedere dove vanno a parare queste similitudini-differenze. E il momento più bello è quando prendono la loro propria identità e si slegano da me completamente…

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