Occì! (salute)

Come al solito, sia lode ai commenti, insostituibile fonte di meditazione.

Ieri Mele ha scritto una cosa che suonava più o meno: “il mio personaggio è OOC? Chi se ne importa”. Per quei pochi che, passando da queste parti, non sanno cosa significhi l’acronimo, sta per Out of character (o anche: out of canon). Significa, grosso modo, che nella fan fiction il personaggio originale che conosciamo ha tutt’altra psicologia. Se sono stata spiccia, in giro ci sono molte definizioni interessanti e più complesse della mia: una  qui , per esempio. E poi il bellissimo saggio Ritorno al canon di Laurie.

Però, però.

Per esempio, l’OOC di Mele ha un suo senso preciso, e c’è una coerenza interna, nelle sue storie, che lo rende plausibile.
E allora mi viene da pensare anche a come si possa modificare il canon e farne altra cosa, legittimamente.

Mi metto in discussione: io non sono affatto IC, In Character. Rispetto al modello originale, la strada che i miei due personaggi hanno preso è tutt’altra. Per esempio, nel manga di partenza si è completamente perso, e quasi subito, l’aspetto che per me è il più importante. Il sovrannaturale. L’alterità rispetto al mondo degli uomini. Quel brivido di rispetto e paura che dovrebbe cogliere ogni mortale al cospetto di un’entità aliena.
Doveva esserci, nell’originale. Ma non c’è. E’ come un sottotesto dato per scontato ma vanificato immediatamente. Però, per me, la chiave era quella, giusta o sbagliata che fosse.

Faccio un altro esempio, ispirata dalla lettura del romanzo di Dimitri (che libro! che libro! lo sto divorando): in un certo senso, Pan è la fan fiction del Peter pan di James Barrie. Allo stesso modo, magari, in cui American Gods di Neil Gaiman è la fan fiction dell’Anello del Nibelungo: nella maniera più ampia e sfumata possibile.
Ma da Barrie Dimitri parte, eccome: ci sono tutti i personaggi che conosciamo, ma c’è, in più, la stessa cosa che a me mancava nel manga. Loro. Gli esseri divini. Quelli che vivono Altrove, ma che sono anche parte del nostro mondo (e, fra parentesi, ecco un altro che pensa che i sogni siano porte…non sapete quanto la cosa mi mandi in sollucchero).

E allora? Beh, quel che volevo dire è che bisogna distinguere fra OOC e OOC, così come fra AU e AU (Alternative Universe, universo alternativo). Certo, pure io mi accascio singhiozzando davanti all’ennesima trasposizione di un mondo fantastico in ambito scolastico: e uno shinigami in versione Moccia mi fa ribollire il sangue. Ma quella è un’altra faccenda: è mescolare due letture per farne un ibrido che non sa di nulla: non è la scuola in sè a non funzionare (del resto, il mondo scolastico è ampiamente presente anche negli originali).

Il senso è: se si conoscono le regole, le medesime possono anche essere infrante. Purchè tutto torni, però. E purchè ci sia davvero una storia da raccontare, e la voglia di farlo.

E, oddio la parolona, l’amore per farlo.

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20 Risposte a “Occì! (salute)”

  1. Luthien Dice:

    Hai detto secondo me la parola magica, anzi le parole magiche: Purchè tutto torni.
    Una delle cose che non digerisco proprio nei vari fandom che leggo è proprio la mancanza di coerenza nella narrazione, di trait’d'union, di perchè che si svelano, di personaggi, che anche se OCC, hanno un senso…
    Si, l’amore e la passione di raccontare una storia, come se fossimo virtualmente riuniti tutti davanti al fuoco acceso, come dicevi nel tuo post precedente.
    Un gioco, scrivere, almeno per me.
    Ma anche per giocare ci vogliono delle regole, magari piccole, che non si limitano solamente alla grammatica e all’ortografia, ma al desiderio di dire qualcosa, e di regalarlo agli altri.

  2. StellaMaris Dice:

    Ahahah, pensa che nella recensione al capitolo 16 ho appena scritto che Sesshomaru è perfettamente IC!
    A me personalmente l’OOC piace se è poco (il solito, il giusto sta nel mezzo), motivato e comunque la base caratteriale torni al modello originale. Nelle storie di Mele (che trovo bravissima) non vedo personaggi OOC, in quando essendo trasposti nell’era attuale, qualche cambio è d’obbligo, ma il carattere di fondo è quello.
    In sostanza, quando leggo una fanfic mi chiedo “Ma farebbe/direbbe questa cosa in questa situazione?” è in questo caso la risposta è sì.
    Stessa cosa per Esbat e Sopdet. A volte leggevo e mi dicevo “Ma questa cosa l’ha scritta la Takahashi”, oltretutto la bravura sta anche nel saper far affrontare al personaggio nuove situazioni (la presa di coscienza di Sesshomaru di un sentimento verso Adelina) senza essere ridicoli o assurdi.

    Poi appunto, l’aggiunta della dimensione divina nella tua fiction, effettivamente nel manga mancava, anche se me ne sono accorta solo dopo averla letta… e soprattutto è interessante vedere come i più forti debbano vedersela anche con dei e similari, ancora più potenti di loro.

  3. Vy Dice:

    Ma grazie! *_*

    L’OOC è una questione controversa. Anche perchè, come giustamente dici tu, se il personaggio sconfina nell’OOC ma la cosa è dovuta alla scelta, motivata e coerente, di un cambiamento sostanziale nell’ambientazione, come si fa a capire se è OOC o no? O forse è ancora OOC ma non importa più, per dirla in maniera spiccia.
    E poi se vogliamo complicare le cose, esiste anche “l’altra faccia dell’OOC”. Cioè l’AU. XDD

  4. Mr.Tambourine Dice:

    Gli StatiUnitensi hanno una vera ossessione per gli acronimi.
    FYI, ASAP, ED, in alcuni casi ho sentito addirittura dire I got a STID (Sexual Transmitted Infective Disease).
    Insopportabile, mancano solo le emoticon. ;-)
    (Appunto)

  5. laramanni Dice:

    Tamburino, eggià. :)
    Comunque è un bel pasticcio: è giusto che esistano paletti rigidi nel mondo delle fan fiction. Però, appunto, occorrono i distinguo.
    E occorre impegnarsi un poco di più: sono convinta che una sana rilettura, magari doppia, trasformerebbe molti OOC “deboli” in OOC “credibili…

  6. Laurie Dice:

    La mia posizione la conosci, no?
    Io non sopporto l’OOC. Perché se è OOC in cui si stravolge completamente un personaggio che senso ha scrivere una fanfiction?
    Ok, è vero che American Gods potrebbe essere una fanfiction del Nibelungenlied, ma forse è meglio parlare di rilettura? Giusto per distinguere tra un lavoro da fan, che in virtù del suo essere fan scrive una storia su personaggi amati e che conosce bene e quindi rispetta le loro caratteristiche, rispetto ad un lavoro di completa ricostruzione di un personaggio.
    Il discorso in effetti è particolare per la tua fanfiction; ma credo che Esbat continui ad essere fanfiction, almeno l’Esbat che conosco, quella che hai pubblicato sul portale, e che Sesshoumaru e Naraku siano IC. Perché tu comunque parti dal canon e fai una riflessione sui personaggi basandoti sul canon, poi ci metti del tuo per come vedi i personaggi. E be’, questo è prevedibile, succede in ogni caso: per quanto possiamo essere fedeli, non siamo gli autori. Abbiamo una sensibilità, talvolta una cultura totalmente differenti da quella dell’autore originale.
    Ma appunto io vedo l’essere IC come uno sforzo per aderire quanto più possibile al testo, senza escludere per questo la propria visione personale dei fatti. Ma quando quest’ultima porta in una direzione completamente differente, forse bisognerebbe essere onesti e dire: questa non è una fanfiction. E’ uno scritto mio, ma non una fanfiction. Perché mi trovo sempre più spesso davanti a storie con personaggi che nulla (NULLA) hanno a che fare con quelli della storia da cui sono tratti se non il nome.
    E questo viene giustificato con pretese di originalità oppure con il fatto che “ah, be’, tanto è OOC”. Impegnarsi, no, eh? Si può essere originali, nel senso di raccontare qualcosa di nuovo, anche attinendosi al canon.

    P.S. Ma che sorpresa che hai ricordato il mio saggio! xD Più o meno quel che ho scritto qui sopra rispecchia le mie idee del saggio, con qualche differenza dovuta che nel frattempo è passato un anno xD E nel frattempo mi sono pure posta il problema dei comic americani: ma sono tutte fanfiction l’uno dell’altro?

  7. Mele Dice:

    O///O… occielo, Lara, ma che fai…!

    (Ok, mi sono ripresa.)

    Beh, ma appunto!
    Ogni tanto mi sembra che sia il fandom a crearsi l’IC che preferisce.
    Posso fare un esempio un po’ cattivo?
    Sesshoumaru non fa una figura un po’ meschina, all’inizio del manga? Vuole la spada, ma non si è informato delle sue caratteristiche, tipo *chi può usarla; fa un po’ il figo, si distrae e sottovaluta InuYasha e finisce col rimetterci un braccio.
    Ma sei stordito?
    Poi si riprende quasi subito (l’episodio del braccio di Naraku), però il danno è fatto.
    Nel resto del manga si assiste invece ad un suo lento estraniarsi, no? Chissà che pensieri profondi, avrà… *L’universo è finito o infinito? Quale sarà il 1000esimo decimale del numero aureo (2, mi sembra)? Moko moko s’infeltrirà se mi lavo a temperature superiori a 30 gradi?
    Però OOC e IC non dovrebbero centrare colla coerenza della storia, o la sua struttura… Non è l’IC che tiene su tutto.

    Poi. Io so che esagero sempre, e finisce che a forza di insistere su un certo lato di un personaggio stravolgo un po’ le cose. Considerando che la maggior parte delle mie storie è umoristica, posso considerarmi giustificata? – A parte che io trovo l’atteggiamento di alcuni personaggi (Sesshoumaru, ovviamente) già comico di partenza… –

    L’OOC di genere. Bazzico nello slash e nello Yaoi, ho presente un’infinità di situazioni.
    A parte per pochissime cose (tipo i manga yaoi), quei due generi sono per forza OOC, e fin qui siamo tutti d’accordo. Torniamo a HP, posso? Tutti odiano Harry, per caso? A me sta simpatico, povero. Sarà anche un poco tardo, se non ha i suoi guizzi, e ha un cuore grande così. Allora? Giustifica che faccia la figura della ragazzina, nelle fanfiction?
    E scusate se insisto. Draco ha avuto un fondo pazzesco nel sesto libro. Che è anche dove fa la sua unica azione da bullo riuscita, u ni ca. Ciò non toglie che se non fosse stato spaventato come un coniglio e avesse ragionato un pelo di più (visto che lui è *infinitamente più intelligente di Potter, come mai fa i suoi stessi errori), magari ne avrebbe parlato con Severus e sarebbero riusciti a cavare qualche ragnetto in più dai buchi degli armadi nella Stanza delle Necessità.
    E che si lamenti di essere finito tagliuzzato! Lanciava maledizioni, oh!

    Riguardo a te. (Sembra una minaccia, aspetta che punto il dito e faccio scena)
    Non lo so. Io non ti paragonerei alla Takahashi. Secchan è duro e puro, Naraku ha quella meschinità intestina che ti viene voglia di prenderlo a ciabattate (e con quell’intestina non alludevo a *niente…), ma quello che tu aggiungi non è solamente il sovrannaturale (che penso in InuYasha manchi perché ti trovi un demone per strada un giorno sì e l’altro pure, se tutte le volte devi sentire l’organo Hammond che ti fa vibrare le mutande, e che stress!), ma è l’inabissamento di quei poveri due cristi, anzi, diciamo di quel povero cristo di Sesshoumaru, in un casino mentale così stratosferico che è bello se non diventa psicopatico. Non è OOC. È sadismo.
    Niente Takahashi. Quella fa majokko al confronto.

    Però, dai. Se ci dobbiamo attenere al canon e basta, fotocopiamo le pagine dei libri/manga e chiudiamola lì. Io preferico una puntina di OOC. Tanto è OOC per gli altri, non per me.
    (StellaMaris ^///^, grazie.)

  8. Mele Dice:

    scusate, ma che significa: “Il tuo commento è in coda di moderazione.” ?

  9. laramanni Dice:

    Mele, significa che WordPress ogni tanto dà i numeri, visto che non avevi messo neanche un link. Bah. xDDD
    Scusa, ti ho tirato in ballo perchè mi avevi dato da riflettere, stamattina, su una questione che proprio con Laurie ho discusso a lungo.
    Dunque. Comincio con Lau: e invece secondo me io non sono IC xD Allo stesso modo in cui non è IC Dimitri.
    E in realtà lo siamo tutti e due: perchè (lui nel suo grande, io nel mio piccolo), andiamo a mettere un risalto un aspetto dei personaggi che negli originali esiste, ma che non è il predominante.
    E’ come quando Stoppard ha scritto Rosencrantz e Guildestern sono morti, insomma: ha preso due personaggi di Amleto e li ha lavorati, fedelmente, ma tirando fuori quel che era sottinteso…
    Mi rendo conto che se vado avanti così arrivo a dire che l’IC non esiste proprio, ma è cosa su cui sto meditando da parecchio.
    A meno che, come diceva Lau, non si va nella direzione COMPLETAMENTE opposta. Tipo, Byakuya Kuchichi di Bleach raccontato come se fosse Fabrizio Corona. xDD

  10. StellaMaris Dice:

    Oh, mamma.
    Diciamo che ero rimasta un po’ in arretrato con alcune svolte finali del manga… lette… cancello tutto.
    Ha ragione Mele, la Taka non avrebbe potuto affatto scrivere una cosa del genere, visto gli ultimi sviluppi. O quella donna ha perso la mano, o a perso il lume della ragione.

  11. Roberto (YD) Dice:

    Toc toc.

    E’ un po di tempo …

    Queste considerazioni mi hanno fatto venire in mente una cosa scritta da Tolkien nel suo saggio sulle fiabe che sono andato a scartabellare.

    ‘La Riscoperta [… ] è un riacquisto, il riacquisto di una chiara visione. Non dico che si tratti di “vedere le cose come sono”, e non mi mescolo coi filosofi, anche se potrei azzardarmi a dire di “vedere le cose come noi siamo (o eravamo) destinati a vederle”, quali cose distinte da noi. Abbiamo bisogno di pulire le nostre finestre, cosicché le cose viste con chiarezza possano essere liberate dal grigio offuscamento della banalità e della familiarità […] le cose che sono trite, o (in senso cattivo) familiari, sono le cose di cui ci siamo appropriati, legalmente o mentalmente. Diciamo di conoscerle. Sono divenute come le cose che un tempo ci hanno attratto con il loro splendore […]: ci abbiamo messo sopra le mani, e la abbiamo rinchiuse col nostro tesoro […] e facendole noste abbiamo smesso di guardarle.’

    Trovo attinenti queste considerazioni.

    Un autore, cosa deve fare? Non deve forse perfettamente autoingannarsi, mentre scrive, rendendo i suoi personaggi cose diverse da sé, così che non gli appartengano?

    Ma al tempo stesso, coloro che leggono hanno una loro visione, quella “che sono destinati a vedere”.

    Può darsi che chi legge veda cose diverse da chi ha scritto. Può anche darsi (e questa, questa è la cosa più interessante) che chi legge veda cosa che chi ha scritto ha messo senza neppure accorgersi. Non è forse questo il caso di Madame Taka, e al tempo stesso la sua forza e la sua debolezza?

    Chi scrive davvero IC, “pulisce le finestre” e vede i personaggi. Chi scrive OOC se ne vuole appropriare, e così facendo li uccide. “Cose che ci hanno attratto con il loro splendore: ci abbiamo messo sopra le mani, e facendole noste abbiamo smesso di guardarle.”

    Ma anche un autore può “smettere di guardare” ciò a cui ha dato vita, e appropriarsi di ciò che non ha il “diritto di possedere”.

    “E’ mio, è mio. Il personaggio è il mio e ne faccio ciò che voglio!!!” Ecco il fatale errore di Madame.

    Ma è inutile che te lo venga a dire, no Lara? Proprio su questa intuizione perfetta, e senza tante chiacchiere, tu hai dato vita al tuo Esbat, a una Taka davvero IC. XD

    La fic IC è tornare a vedere le cose come sono, aggiungendovi sì ciò che “si era destinati a vedere” ma senza volontà di “appropriazione indebita”.

    (direi che sono d’accordo con Laurie, perciò)

  12. Blackvirgo Dice:

    Questo è uno di quegli argomenti che mi mettono in crisi. Perchè il confine fra IC e OOC lo trovo molto sfumato (non sempre ovviamente).

    Sono d’accordo con con la riflessione di Yoda e del Prof. Tolkien… ma c’è un “ma”. Perchè una volta che abbiamo tirato a lucido le finestre il problema rimane nelle cornee ;) !

    Mi riferisco anche io a un saggio di Italo Calvino che credo di aver già tirato in ballo un migliaio di volte. Era sulla comunicazione soggettiva/oggettiva e prendeva come esempio il carteggio che intrattengono Renzo e Lucia-Agnese. Questi tre sono analfabeti, quindi per leggere e scrivere servono intermediari. In breve: Renzo racconta ciò che vorrebbe far sapere alle due donne, lo scrivano che vuol fare il poeta scrive con SUE parole ciò che l’altro dice e il lettore interpreta a modo SUO la missiva. Alla fine a Lucia-Agnese il messaggio di Renzo arriva completamente travisato. E viceversa.
    Nel caso di scrittore-lettore ci sono meno passaggi, ma alcuni di questi filtri rimangono comunque. Per cui l’interpretazione di un personaggio da parte del lettore sarà necessariamente diversa da quella dello scrittore. Perché la mia sensibilità di lettore deforma – almeno in parte – ciò che legge. Ponendo enfasi su certi aspetti, ignorandone altri.
    Ora: quando scrivo di un personaggio io cerco di mantenerlo il più possibile IC. Ma temo sia il mio IC, non quello dell’autore. Se sono fortunata, non mi discosto più di tanto. Se la musa mi assiste magari riesco a farvelo passare per credibile :) .

  13. Mele Dice:

    Scusate. Ho già parlato troppo? XD, sì!
    Per fare il bastian contrario. Io trovo sia legittimo e giusto appropriarsi di un personaggio.
    Lo prendi, lo ami, lo odi, ti ci apri, lo sventri, leggi le sue interiora e le assaggi. Quello che trovi, magari poi te lo tieni per te, per pudicizia, e altro lo usi nelle storie.
    Dite che è inquinato? Che c’è stato troppo interscambio?
    Perché… a me dell’autore interessa poco, una volta che ho conosciuto il personaggio. E penso che il personaggio viva a sé, indipendentemente da robe sovrannaturali, sogni e Phantàsien.
    Forse dipende proprio da quanto personaggio ci teniamo noi dentro.

  14. Vy Dice:

    Tipo, Byakuya Kuchichi di Bleach raccontato come se fosse Fabrizio Corona. xDD

    … Non dire queste cose, ché poi muoio. O_O

  15. Roberto (YD) Dice:

    Adesso parlo tanto io … XD
    Quel che dici è vero, Blackvirgo!

    In effetti, c’è anche in quel che ho scritto. E’ quel che “si era destinati a vedere”. Le cornee, appunto. E’ un po’ come dire: ehi autore! Ma non ti eri accorto di averci messo anche questo!?

    Seguendo l’esempio che mi citi tu, vediamo:
    lo scrivano del Manzoni (sì me lo ricordo vagamente … urca quanti anni) che vuol fare il poeta è stato sfacciatamente OOC.

    Proprio perché ha cancellato il punto di vista di partenza, nella presunzione di migliorarlo.

    L’IC, credo sia questo. Restituire il senso, e dare voce con parole nuove a ciò che l’autore voleva dire. Come pure sottolineare, giustissimo, cose magari rimaste un po’ sottotono, ma che ci sono.

    L’autore di fanfic allora scriverà l’IC (se vuole) come lo vede. Hai ragione. Può sbagliare. Ma può anche azzeccarci! Oppure, può dare uno scorcio nuovo. E’ la sua visione; magari portando alla luce idee a cui l’autore ha dato vita senza rendersene conto.

    Lo scrivano del Manzoni, cosa avrebbe dovuto fare? Non chiedersi: cosa voglio dire io? Come posso migliorare quel che questo povero analfabeta vuole dire? No. Avrebbe dovuto chiedersi cosa voleva dire Renzo, magari “adornare” il suo pensiero, dargli la forma che il povero contadino non riusciva a ottenere, ma restando fedele. Il primo passo è la comprensione. Poter sbagliare fa parte del gioco.

    Quando un paio di recensioni a una mia breve shot su Naraku mi dissero che avevo dato al personaggio parole che sarebbero benissimo potute essere … beh, la cosa mi fece assai piacere. Ma in quella shot, io davo vita a un’ipotesi balzana, sicuramente non della Taka, ma mia, che “ci poteva stare”. Secondo me, il gioco della ff è questo.
    Chiaro che non siamo capaci di giudicarci da noi. L’IC è questo, a mio modo di vedere. Un lavoro di scavo, soprattutto (un divertentissimo lavoro di scavo).

    Per te, Lara, è diverso (rispondo anche a Mele)! Per te, è cominciato come scavo su una storia ma è diventato presto, come tu stessa hai notato altrove, un trampolino (che ti porterà lontano, e poche storie!).
    Che un poco per volta i personaggi assumano una piega OOC (ma solo per certi versi) non mi stupisce o scandalizza. Anzi. Man mano che ti impadronirai della storia sarà sempre più così (OOC nell’IC – questa è bella XD ).
    E, Mele: figuriamoci se mi metto a misurare la “quantità” di interscambio! Solo, un discorso IC/OOC a quel punto ha sempre meno ragione d’essere. Si digerisce e metabolizza per creare storie proprie. Lo spunto di partenza diventa, appunto, soprattutto uno spunto. E allora sì, chissenefrega dell’IC. Mi pare però che si finisca per parlare di due cose diverse.

    In un lavoro originale, si possono trovare le fonti, ma la qualità dell’opera si pesa (anche) sull’originalità.

    In una fanfic, invece, è necessario che il canone sia rispettato, innanzi tutto.

    Per esempio, Tolkien ha rivisitato miti antichi per creare qualcosa di originale. Allora si potrebbe dire che anche Il signore degli Anelli è una fanfic? Io non sono d’accordo. In questo caso, si potrebbe dire che tutto è ff. Non sono d’accordo neppure con questo.

    Le idee e gli archetipi son sempre quelli. Utilizzarli non basta per qualificare una ff. Una buona fanfic deve restare nel solco dell’autore. Sennò, può essere una buona storia, un’ottima storia, di piacevolissima lettura, ma al tempo stesso, una pessima ff.
    Sintetizzando, mi verrebbe da invitare a non confondere un’ispirazione, un’idea di partenza, un trampolino appunto, con una fanfic. Le ritengo due cose diverse (e che rendono una fanfic una cosa molto più maledettamente difficile da scrivere di quanto possa sembrare a prima vista!!).

    O forse è a me che piace vedere la cosa così, perché mi permette di fare andare a braccetto la mia metà rigorosamente pignola/matematica con quella pazza e fantasiosa. Chissà!

  16. jekka Dice:

    Per quanto mi riguarda quoto appieno l’intervento di Blackvirgo ed inoltre vorrei sottolineare un aspetto che a me pare fondamentale: ci sono OOC e OOC.
    Mi spiego meglio: un conto è prendere un personaggio e stravolgere completamente il suo carattere -cosa che, personalmente, detesto. Rimane solo il guscio vuoto del corpo senza un’anima-; un altro è prendere un personaggio, cercando di mantenerlo il più possibile IC (certo, ogniuno di noi ne coglierà e ne sottolineerà aspetti diversi, ma è una cosa normalissima) e, attraverso il peculiare percorso che gli facciamo fare durante la storia, egli modificherà il suo carattere in modo da risultare, più o meno evidentemente, OOC rispetto alla partenza.

  17. Mele Dice:

    Aaargh! Non capisco più di cosa si sta parlando…
    Ragazzi, mi fate sentire stupida ç_ç.
    Ok, vado in un angolino a disegnare cerchietti per terra…

    (PS: LAAAAAAAAAAAARA!! Ho trovato Stoppard!! -Stavo cercando L’Aiace ed è comparso lui… O.O Preoccupante. – Sono rimasta mezz’ora con lui da una parte e due raccolte di Auden dall’altra, e alla fine ho ceduto… La prossima volta che capito in una libreria mi fodero il portafoglio di quattrini… XD – Mele si struscia contro un libretto rosso, FrrFrr!- )

  18. laramanni Dice:

    Accidenti! Musica per le mie orecchie!
    Mi piace questo rimbalzo di pov lettore-autore. Credo che sia la cosa più importante su cui riflettere e anche la questione su cui, in realtà, si riflette poco, o si riflette in termini distorti.
    La citazione da Tolkien è splendida e quella di Calvino non è da meno. E a questo punto quasi ho superato il Dubbione di partenza, quello che mi accompagna da quando ho cominciato a pensare a Esbat come a qualcosa che poteva essere letto al di fuori del fandom…
    Perchè se è vero che non tutto ciò che è scritto può rientrare sotto la categoria “fan fiction” è anche vero che molto vi rientra…
    Non Tolkien, Yoda ha ragione. Tolkien ha osservato, ha rivisto le cose come dovevano essere e ha reinventato tutto, partendo da una lingua peraltro (e si parte sempre dal “nominare le cose” nel creare).
    Ma non a caso Tolkien è uno spartiacque di peso immenso nel “dopo”.
    Ma qui sto andando OT, oltre che OOC…xD
    Ps. Mele! Sono felice che tu abbia trovato Stoppard e spero davvero che ti piaccia. Ne hanno anche tratto un film…:)

  19. Laurie Dice:

    Io però sono ancora convinta di quel che ho detto xD
    Perché tu comunque sei partita dal canon, uno che fa OOC il canon lo disprezza. O almeno, io la vedo così.
    Poi magari vedo solo una parte, la più estrema e brutale di canon ù_ù
    Quindi sì, tu parti dal canon, e secondo me sei IC che poi i personaggi in mano tua si siano sviluppati in una direzione imprevista è vero. Ed è tanto più vero ora che leggo Sopdet. Ecco, però tu sei stata brava e la loro evoluzione è coerente con le premesse e con la storia che hai raccontato tu. Il risultato è OK. O altrimenti io mi sarei inbufalita: guarda che sono molto più cattiva di quel che sembro quando si parla di letteratura e se avessi odorato OOC ti avrei stroncata senza pietà XDDD

  20. laramanni Dice:

    xDDD
    Lara si squaglia.

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