Scrivo perchè è necessario.
Scrivo perchè è la mia vita.
Scrivo perchè è la mia missione.
Scrivo perchè l’arte mi chiama.
Scrivo perchè respiro.
Ogni tanto mi faccio un giretto fra i gruppi di scrittura e lettura del Faccialibro. E c’è sempre un topic su “perchè si scrive”. E ogni volta sono l’unica che prova a dire: “scrivo perchè è bello condividere una storia”.
Mi sa che sono strana forte.
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febbraio 20, 2009 alle 12:30 pm |
Per me già se te lo chiedi hai problemi mentali, non ho mai sentito un attore chiedersi perché recita o un imbianchino perché dipinge muri ò_o
(comunque di solito la pomposità delle risposte a questa domanda è inversalmente proporzionale al valore degli scritti)
febbraio 20, 2009 alle 1:42 pm |
Verissimo Caska. xD
febbraio 20, 2009 alle 2:05 pm |
Scrivo perché non so fare altro
febbraio 20, 2009 alle 2:32 pm |
Scrivo perchè riesco a parlare meglio con la carta che con le parole. (è vero)
febbraio 21, 2009 alle 12:48 am |
Che post meraviglioso.
febbraio 21, 2009 alle 10:51 am |
Perché si scrive? Primo Levi (nel breve saggio, con questo titolo, compreso ne “L’altrui mestiere”) ne dà nove, possibili motivazioni:
1) Perché se ne sente l’impulso o il bisogno.
3) Per insegnare qualcosa a qualcuno.
4) Per migliorare il mondo.
5) Per far conoscere le proprie idee.
6) Per liberarsi da un’angoscia.
7) Per diventare famosi.
8) Per diventare ricchi.
9) Per abitudine.
La tua, Laretta, è qui:
2) Per divertire o divertirsi. Fortunatamente, le due varianti coincidono quasi sempre: è raro che chi scrive per divertire il suo pubblico non si diverta scrivendo, ed è raro che chi prova piacere nello scrivere non trasmetta al lettore almeno una porzione del suo divertimento. A differenza del caso precedente, esistono i divertitori puri, spesso non scrittori di professione, alieni da ambizioni letterarie o non, privi di certezze ingombranti e di rigidezze dogmatiche, leggeri e limpidi come bambini, lucidi e savi come chi ha vissuto a lungo e non invano. Il primo nome che mi viene in mente è quello di Lewis Carroll, il timido decano e matematico dalla vita intemerata, che ha affascinato sei generazioni con le avventure della sua Alice, prima nel paese delle meraviglie e poi dietro lo specchio. La conferma del suo genio affabile si ritrova nel favore che i suoi libri godono, dopo più di un secolo di vita, non solo presso i bambini, a cui egli idealmente li dedicava, ma presso i logici e gli psicanalisti, che non cessano di trovare nelle sue pagine significati sempre nuovi. È probabile che questo mai interrotto successo dei suoi libri sia dovuto proprio al fatto che essi non contrabbandano nulla: né lezioni di morale né sforzi didascalici.
Voilà: rien d’autre à dire.
febbraio 21, 2009 alle 2:33 pm |
Scrivo perché se non mi viene il mal di testa.
(Se abitassi tra i pinguini, ad esempio, farei la menestrella. Va’ che figo).
febbraio 21, 2009 alle 3:42 pm |
Xavier, sposami.
febbraio 21, 2009 alle 7:04 pm |
Subito! Purché celebri Don Pizzarro… (ricevuti i due video?).
;-D
febbraio 21, 2009 alle 8:03 pm |
Sì, STUPENDI! Grazie!
Convoca Don Pizzarro!
febbraio 22, 2009 alle 5:01 am |
Scrivo per bisogno, perchè non riesco a farne a meno, purtroppo… ^^”
Tu non sei certo strana a dire che scrivi per condividere una storia, penso che tutti quelli che scrivono e rendono pubblici i loro scritti lo facciano per il tuo stesso motivo, no? ^_^
febbraio 22, 2009 alle 10:22 am |
Scrivo perché le storie sono creazione e non mi sentirò mai altrettanto viva e cudele come quando scrivo.
febbraio 22, 2009 alle 8:42 pm |
Scrivo… mh. Per sentirmi un po’ più creatore e un po’ meno creatura?
Bah. Influssi filosofici della Grecia. (O forse mi devo ancora riprendere dalle 5 ore giornaliere di pullman…)
Ah! Ma Larù! Vuoi metter su un asilo?!
febbraio 23, 2009 alle 12:13 pm |
No, non voglio mettere su un asilo! Perchè?
marzo 4, 2009 alle 12:14 pm |
Scriviamo per VENDETTA
marzo 4, 2009 alle 12:49 pm |
Sì! Mi piace!