Ultimamente faccio sogni tremendi, ma pazienza. Ultimamente frequento abbastanza i gruppi di discussione su aNobii, specie quello di Fantasy Italia. Ultimamente leggo che molti autori sono, insomma, un po’ seccati per la banalizzazione che si dà del fantasy sui giornali. L’ultimo, mi pare, è D’Andrea, l’autore di Wunderkind, che sto appunto leggendo, e che sul suo blog riporta l’articolo di Tuttolibri che lo riguarda.
Ecco, non so, magari è meglio che sto zitta. Di tutta la questione, che è certamente molto più grande di me, mi lascia perplessa solo una cosa: l’identificazione narrativa fantastica=prodotto per teen agers. Questo è piuttosto desolante. Ma sarei ugualmente perplessa se si identificasse un libro con un’altra fascia anagrafica: narrativa per sessantenni. O anche: narrativa per trentenni in carriera. Per cinquantenni depressi. Per quarantenni appena divorziati. E così via.
Le storie sono storie, a prescindere dall’età di chi le legge. La cosa importante è che siano scritte bene.
D’accordo, ho detto la banalità del giorno: è la primavera e sono i brutti sogni.
Etichette: aNobii, Fantasy, Wunderkind
marzo 25, 2009 alle 4:27 pm |
Non sono seccato per la banalizzazione del fantasy. Anche perchè non scrivo fantasy. Banalizzare è ovvio per un giornalista. E’ la stampa bellezza…
marzo 25, 2009 alle 4:49 pm |
Sarà anche una banalità, ma hai ragione: qui sembra che a tutti urga trovare un’etichetta, una scatola, una collocazione di ferro per ogni cosa. E sì che poi queste cose vengono smentite dalla gente…la mia nonnina 89enne ha letto tutti i libri di Harry Potter, per dire, ma ama moltissimo la narrativa dell’800 inglese. E poi fa il sudoku, le parole crociate, e sfoglia l’enciclopedia, e mi venga un colpo se una volta non l’ho beccata a leggere la biografia di Cesare Borgia, e a leggiucchiare un libro di Hawking.
Roba da chiodi. o.O
Dare una fascia d’età ad un libro non ha senso…io da sola le sforerei tutte…^^quindi, non farci troppo caso. Alla fine, come dice giustamente G.L., per il giornalista banalizzare è quasi obbligatorio. Con qualcosa dovranno pur riempire le colonne del giornale destinate al tempo libero…>>
marzo 25, 2009 alle 6:19 pm |
GL, prendo atto e mi scuso se ho banalizzato anche io, ma, credimi, non era mia intenzione. Sul “cosa scrivo” drizzo le orecchie. NEanche io scrivo fantasy, ma nelle mie idee, horror. Eppure.
Rohchan, sì, ma io sogno un altro mondo. Dove non si banalizzi nessuno. Ma tant’è.
marzo 25, 2009 alle 7:20 pm |
Che comunque ci sono anche libri per teen agers/ragazzini adorabili, intelligenti, scritti bene. Meglio di libri “per adulti” o “letteratura alta”.
Sai così, è che si è perso il lato giocoso della scrittura e della lettura. Almeno in Italia il libro è una cosa seria.
marzo 25, 2009 alle 7:43 pm |
Sì…però se cosa seria significa incasellare tutto per fasce d’età e genere, non so se siamo tanto a posto….
marzo 25, 2009 alle 8:49 pm |
Uh. Non so se in Italia il libro sia una cosa seria…seriosa, magari?
marzo 25, 2009 alle 9:53 pm |
Della serie “visto che ci diamo un tono su tutto, diamolo anche ai libri”?
marzo 25, 2009 alle 10:02 pm |
Sì. Ma anche: della serie, i libri li fanno gli Scrittori Seri. Quelli che non immaginano cose che non esistono.
marzo 25, 2009 alle 10:28 pm |
Ma che….
ehm…
seccatura….>>
Diplomaticamente parlando, eh….
marzo 26, 2009 alle 12:32 pm |
Già….