Una generazione di ninfomani?

Ho una domanda.
Prima ho la premessa, però: qualcuno sa già che mi onoro di avere un’amica sadica quanto affettuosa quanto con maggiore disponibilità economica di me. Insomma, ieri Marta arriva a casa mia portando arance e, sì, una copia fresca fresca di Danze dall’inferno. Cosa è mai il libro? Semplice: una raccolta di racconti ad argomento “paranormal-adolescenziale”, inclusiva di un lungo esemplare firmato Meyer. Copertina nera con rosa bianca al centro.
“Perchè?” le ho chiesto.
“Per documentazione”, mi ha risposto. “Non penserai mica di leggere solo le cose che ti piacciono? E poi so che la Meyer ha scritto un racconto che parla di demoni. Ti tocca”.
Intanto mi è quasi salita la febbre. Poi, dal momento che ha ragione lei, e che non bisogna fare gli schizzinosi a prescindere, ho letto il primo racconto, a firma di Meg Cabot (non la conosco, ma sicuramente è colpa mia).  Location: ballo scolastico di fine anno. E qui già avevo la nausea, un pochino. Storia: giovane ammazzavampiri, per salvare l’amichetta del cuore molto oca, molto bella, molto fashion-addicted (che caspita la salva a fare?) e soprattutto per vendicare la mamma vampirizzata da Dracula in persona, riesce ad ammazzare il Draculino, figlio di cotanto padre, ma solo con l’aiuto di compagno di scuola figo.
Il tutto ad alto tasso ormonale vorrei-ma-ancora-non-si-fa, però quanto lo voglio, accidenti.

Ecco la domanda: sembra strano, ma sono stata adolescente anche io. Ora: pur avvertendo, come tutti, l’istinto primordiale, ricordo bene che la copula non era esattamente l’unico pensiero che aleggiava nel mio cervello. Ce n’era qualcun altro: la voglia di viaggiare, di leggere, di conoscere cose nuove, di capire quale fosse la strada che volevo percorrere, persino tre o quattro utopie di quelle solide.
Com’è che, stando almeno al tipo di libri che vanno per la maggiore, le attuali adolescenti penserebbero solo, esclusivamente, ossessivamente a quel che Meyer, con ammirevole – ugh- raffinatezza chiama “annegare in acque profonde”?
Sono sbagliata io? Erano sbagliati gli adolescenti di quindici anni fa? Sta succedendo qualcosa e non me ne sono accorta?

Ps. Chi mi legge, sa perfettamente che sono tutt’altro che poco incline a infilare il sesso nelle storie. Ma dove serve e quando serve, non in ogni singola riga.

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37 Risposte to “Una generazione di ninfomani?”

  1. Marco Says:

    Un demone significa così tanto per te, cara Lara? ;-) noi galleggiamo in questi giorni in una leggera ebbrezza tessuta di parole e sguardi, dopo notti di smarrimeni e lontananze. Il piacere che provi dopo aver trascorso qualche ora con il tuo demone, nella bella libertà dei ricordi è contagiosa.
    Questo demone ti vuole e trattiene la scrittura di un pensiero dispettoso, costruisce uno sguardo dove specchiarti, dove anni fa l’unica preoccupazione era entrare nel mondo, dove oggi ti chiedi il modo di non abbandonarlo questo mondo. Sai che dovresti fermarti qui, ma non ci riesci. Tutto il resto non vogliamo nemmeno immaginarlo. Il demone ti chiede sempre più spesso se non succederà anche a te di non rimanere più sola e tu non sai darti una risposta. ^_^ (sono solo pensieri, Lara, io ho avuto questa antologia della Fazi appena uscita e mi è piaciuta)

  2. Lara Says:

    Sai che tu mi fai un po’ paura, Marco? Come caspita fai a leggermi nella mente?

  3. Anghelos Says:

    Non penso che il termine “sbagliato” sia adeguato, né all’oggi né al passato. Fermo restando che, parlando di comportamenti, non so nemmeno se esistano passato e presente, o se ci sia invece un continuum evolutivo.
    Se la letteratura adolescenziale sta abbandonando sempre di più l’aspetto avventuroso a favore di quello erotico forse è dovuto anche al fatto che un tempo questo secondo elemento (importante quanto il primo) era molto emarginato, e ora assistiamo ad uno squilibrio in suo favore come reazione a quello precedente.
    Ma probabilmente è più sensato il discorso che fa Luca Sofri sul suo blog: anche se si riferisce più al conformismo, il ragionamento sullo slittamento delle età può valere anche per questo argomento. http://www.wittgenstein.it/2009/04/21/aggiungere-dieci/

  4. Marco Says:

    quando la vita ci accomuna e le esperienze sono simili, cara Lara, può succedere di tutto: perchè si è tentati di restare, di tornare indietro, perchè ogni felicità ha il seme della propria costruzione e della distruzione ;-P

  5. Lara Manni Says:

    Marco, è così. E ogni felicità ha comunque un termine. L’esperienza, il ciclo, di Esbat, a livello di scrittura, sta comunque finendo per me. E, ecco, a volte vorrei tornare a quando è iniziata…
    Anghelos, interessante il post di Luca Sofri. Un po’ preoccupante anche, però.

  6. Caska Says:

    Così, d’acchito, direi che semplicemente l’ormone è ciò che accomuna tutti. Tutti gli adolescenti, come tutti gli esseri umani, sono diversi. C’è l’adolescente pensieroso, quello cupo, quello semplice, quello sregolato…andare infondo a queste cose implica automaticamente un ristringimento del mercato, perché comunque ti occupi solo di una fetta, vale a dire della fetta che si riconosce nella tipologia descritta (d’altra parte, niente fu mai etichettato e stereotipato in classi come gli adolescenti, ma questa non è una cosa nuova). L’ormone invece è il linguaggio universale *_* Tutti hanno la fregola, alternativi, pariolini, quindi potenzialmente stai vendendo a TUTTI, e questo mi viene un po’ confermato dal fatto che gli adolescenti di quel tipo di racconto (Bella Swan lo era in primis, ma non era l’unica) sono dei contenitori vuoti nel modo più assoluto. Non si capisce che cosa gli piace, come passano il loro tempo, che musica ascoltano, che film guardano, che cosa pensano del mondo, come si relazionano tra loro…ci sono generici riferimenti al fare ancora più genericamente “delle cose” che “ti rendono speciale” (Bella doveva essere una specie di lettrice colta e onnivora, ma intanto legge due volte in croce e sempre cose che si relazionano alla sua storia col moroso), ma niente di più. Un po’ come il mitico filone degli “adolescenti che soffrono” che però mica ci provano a dirti tipo, uh, perché, li limitano ad accampare scuse sulla società e bla bla bla…insomma, sono colpi sicuri, perché vanno d’accordo con tutti e contro a nessuno (a parte al buon gusto).

  7. Lara Manni Says:

    Brava ragazza. Hai notato un particolare importante: questo tipo di adolescenti sono assolutamente privi di connotazione. Non sappiamo nulla di loro se non che prima o poi si sfileranno le mutande (marca imprecisata) o che desiderano farlo.

  8. Caska Says:

    Ma sì, perché comunque appunto dare una caratterizzazione già include che qualcuno troverà il personaggio simpatico e qualcuno antipatico, cosa che a me e a te non frega perché possiamo amare il libro anche se il protagonista è uno stronzo o un piagnone, ma i lettori non abituali (a maggior ragione ragazzini) la prendono per una cosa personale (anche perché identificano il protagonista con l’autore, sic) e mettono via il libro ò_o

  9. Lara Manni Says:

    Questa cosa di identificare protagonista e autore mi preoccupa MOLTO. :)

  10. Caska Says:

    xDDDD Nel tuo caso è divertentissimo xDDDDD (nel mio che fanno, mi sdoppiano?)

  11. Lara Manni Says:

    Ti dicono che sei schizofrenica. Nel mio, chiamano la polizia.

  12. Caska Says:

    Una cosa è certa, almeno i lettori non verranno a importunarti…xDD

  13. Lara Manni Says:

    Sottovaluti i lettori masochisti. :)

  14. Marco Says:

    I demoni possono svelarci al destino consapevole dell’uomo, mutando insieme alle cose del mondo, facendole proprie. Non sono come gli Angeli che ti insegnano la vita e poi ti abbandonano una volta compiuta la loro “missione”.
    Chi è che diceva che gli angeli non possiedono il linguaggio delle cose, non possono chiamarle, non ne possono gioire e soffrire? Sono indifferenti gli angeli. Ah, il poeta RILKE ;-)

  15. demoniopellegrino Says:

    C’e’ da dire che io non credo che tutte le sedicenni siano ninfomani. Ma c’e’ anche da dire che basta vedere anche film come 13 di qualche anno fa, e si nota sicuramente una sessualita non solo precoce, ma rapace. Dal poco che ho potuto leggere, credo sia un fenomeno che appartiene piu’ all’anglosfera che alla nostra cultura. Non e’ un caso, credo, che gli autori che citi siano anglosassoni. Questa tensione sessuale e’ piu’ forte laddove i precetti morali e religiosi sono talmente forti da escluderne la realizzazione (e non prendiamoci in giro: in italia la chiesa da questo punto di vista non conta niente). Se leggi bnene, gia’ in cose preziose c’e’ un personaggio che avrebbe potuto essere tranquillamente in un libro della meyer: la tipa 18enne battista, ancora vergine, che pero’ passa il tempo a pensare a Gesu’ e al suo ragazzo (in quest’ordine).

  16. Lara Manni Says:

    Vero, demonio. E questa anche è un’osservazione molto interessante, perchè qua e là mi sembra di aver notato che l’attuale generazione di adolescenti è MOLTO più conservatrice della mia. Nei fatti. La fanciulla di Cose preziose esiste e ne circolano molti, incredibilmente molti esemplari.

  17. G.L. Says:

    Bisogna dire una cosa: questi libri non sono scritti da adolescenti. Questo è il modo in cui certe “signorine mooooolto religiose” vedono le adolescenti d’oggi. E, un pochino, secondo me, rosicano…

  18. Lara Manni Says:

    Prendo nota. Assai saggia anche questa affermazione.
    (però, GL, accidenti: quella signorina in particolare ha poco più della mia età. Paura.)

  19. G.L. Says:

    Sì, ma proviene da un contesto diverso. Voglio dire, credo che dopo l’Iran gli USA siano il paese più religioso al mondo. Hanno dio pure sulle monete e nella costituzione. Il guaio è che certi libri sono ottima propaganda che rischia di diffondere una sorta di “emulazione” rovesciata…

  20. Lara Manni Says:

    Hai ragione. Se togli il maquillage sessuale, i libri di Meyer e delle autrici di romance sono, eticamente parlando, anni Cinquanta. Buona morale, sana e robusta costituzione, netta distinzione tra buoni e cattivi, lieto fine. Messa così, è ancora più terrificante, e tutt’altro che innocua.

  21. Mele Says:

    Ecco che si scoprono gli arcani…! Perchè io recentemente ho scoperto nella cerchia delle mie amicizie LA LETTRICE. Della Meyer. Insospettabile.
    Studi classici, flautista ( ex bandista), caratterino puntiglioso e una punta perfido (sotto uno strato di panna), quando mi ha confessato il peccato stavamo parlando di libri perchè stringeva amorevolmente Ragione e sentimento tra le braccia.
    Devo rivalutarla? Pensare che sotto l’intonaco di giovane ragazza mediamente pudica (quando mi metto a parlare di sesso sul pullman fa finta di non conoscermi, ma ridacchia coprendosi la faccia. Forse è disperazione.) ci sia una dominatrice che in segreto veste in latex fucsia?

    Bah. Insomma. Non è che sia letteratura erotica.
    E ti assicuro che di adolescenti (e ne conosco una caterva, dai quattordici anni in su) che pensano unicamente al sesso o anche solo prevalentemente al sesso ce ne sono pochissimi. (Uno è mio parente, dev’essere un gene di famiglia… o l’ho traviato da bambini.)
    Non credo che sia il sesso che cercano in quei libri.

    (Poi, tutti conoscono – anche solo di fama, Youporn e simili. C’è bisogno di spendere soldi per un libro?)

    (Ah! Forse siete troppo vecchi per vedere le cose come le vedono gli adolescenti? XP!! — Ok, non picchiatemi! Giù le scarpe!)

    Parola di ninfomane!

  22. Lara Manni Says:

    Aspetta che poso la pantofola.
    Io non ho nulla contro il sesso nei libri, eh Mele, e tu lo sai. :)
    Solo, mi urta che un libro sia costruito “in funzione di”. Specie se, come in Twilight, si tratta di Tensione Sessuale Irrisolta, ma alimentata continuamente. Cavolo, c’è una storia! Ci sono dei personaggi! Non voglio dire c’è il linguaggio, ma insomma, ci sarebbe anche quello, proprio volendo.
    Miliardi di volte meglio la letteratura erotica VERA, dichiarata, scritta bene possibilmente. Ma forse, sì, sono troppo vecchia. E forse sono una depravata perchè a sedici anni leggevo Anais Nin e mi dicevo caspita ma come scrive questa! Oh quanto è brava. xD
    Il vero punto, temo, è che in quei libri cercano il sesso GIUSTIFICATO dall’amore romantico. E dal matrimonio, anche. E forse, sì, lo ripeto: sono troppo vecchia per capirlo. :)

  23. Mele Says:

    Mmmh. Quello che dicevo io era che probabilmente la gente non ci vede sesso, ma qualcosa d’altro. MA sono solo supposizioni.
    Chiederò in prestito il libro alla mia tenera amica, anche se non me lo concederà per paura che glielo insudici colle mie viscide dita da slasher.
    (E per il resto: confrontando attuali trentenni e attuali diciottenni… due pianeti diversi, due galassie separate da un abisso. E’ una cosa inquietante. Rarissime le eccezioni.)

  24. Lara Manni Says:

    Mi sa che non ci siamo capite. Io adoro le slasher, per esempio. Ma quella è un’altra faccenda. E’ un altro atteggiamento. In effetti sono stata poco chiara io nel post: quello che mi spaventa, lo ripeto, è l’atteggiamento PURITANO e insieme (per questo?) ossessivo nei confronti del sesso. FInalizzato a.
    Quanto ai trentenni. Non so cosa spaventi te in loro. Da coetanea, ti dico quello che spaventa me. La tendenza, generalizzando, a parlare solo ed esclusivamente di se stessi, a sentirsi incompresi dall’universo e privati sempre di qualcosa. Nelle diciottenni, non so. Nelle quindici-sedicenni mi spaventa il rigore morale abnorme unito a quanto sopra. Per essere espliciti: per me a sedici anni il sesso era cosa buona, da fare, punto. Ho la sensazione che per molte il sesso sia cosa buonissima, da non fare. Magari da leggere, ma senza mettere in pratica pena la scomunica o qualcosa del genere. Voglio sbagliarmi. Lo voglio sul serio.

  25. Laurie Says:

    Tutto ciò mi fa venire in mente lo shoujo e tante altre bei discorsi sull’immaginario femminile che si meriterebbero un post, minimo.
    (Il sesso mi sta bene, la pruderie della Meyer NO)

  26. demonio pellegrino Says:

    Personalmente non sono d’accordo con chi dice che gli USA sono il paese piu’ religioso, dopo l’Iran. Gli USA sono certamente il paese occidentale nel quale la religione gioca un ruolo piu’ aperto e visible nella vita pubblica, ma non per questo gli USA sono una societa’ religiosa.

    La differenza e’ sottile, ma importantissima.

  27. G.L. Says:

    Sono molto religiosi, basta pensare alla preghiera prima di mangiare fatta dalla gente comune, ai telepredicatori, alla miriade di chiese e sette, alle lotte per la censura contro l’horror e il metal (negli anni ottanta la capetta era Tipper Gore – sì, la moglie di Al Gore…) alle lobby antiabortiste che riescono a piegare le Presidenza.

    Bush jr ci ha fatto una carriera. E anchre Obama ficca Dio in ogni discorso. Fa parte della loro cultura. Colt e Bibbia. E impiccalo più in alto, suppongo.

  28. G.L. Says:

    A scanso di equivoci, il mio non è un discorso banalmente antiamericano o cazzate simili. Preferirei mille volte vivere a NY piuttosto che a Teheran.

  29. Lara Manni Says:

    Io mi preoccupo dell’Italia, anche. Ho scoperto che è il paese dove la saga della Meyer ha venduto di più, dopo l’America….e mi sa che non è un caso…

  30. G.L. Says:

    L’Italia non è un paese religioso, penso. Superstizioso sì, religioso, no.

  31. Lara Says:

    Forse è vero, ma noto che ultimamente le cose stanno cambiando in modo, sì, inquietante….

  32. demonio pellegrino Says:

    GL, sono in disaccordo. E’ vero che Obama e Bush citano Dio ogni tre parole, ma questonon vuol dire che siano piu’ o meno religiosi, ma solo che vivino la loro religiosita’ in modo piu’ aperto.

    Che ci siano le sette, mille chiese ecc. e’ verissimo. Ma e’ proprio parte del fatto che la religione e’ parte della loro vita attiva. In europa tendiamo a distinguere nettamente religione e politica. O proviamo a farlo. Negli USA non ne hanno bisogno: sono nati in nome della liberta’ religiosa, gli USA, da un gruppo di eretici fuggiaschi. Per cui non limiteranno MAI la tua liberta’ religiosa. E vivranno la loro religiosita’ apertamente.

    Che poi i vari gruppi religiosi tentino d’influenzare la politica ‘e un altro discorso: proprio perche’ la religione e’ elemento pubblico, le chiese fanno lobby come qualsiasi altro gruppo di pressione (famiglie, imprese, circoli sportivi…).

    Molto diverso.

  33. G.L. Says:

    Infatti. La religione è parte integrante di loro come persone e come cultura. Mica siamo in disaccordo. Quando la religione penetra così a fondo le persone ci troviamo in una società religiosa.

  34. Shizu Says:

    Già. La maggiorparte di noi oggi ha solo il pensiero che tu chiami copula in testa. Me ne accorgo sempre più spesso, e mi sento sbagliata. Sento che sono nata nel periodo sbagliato, che non so adeguarmi ai loro ragionamenti. E poi mi rendo conto che sono loro quelli da mandare a quel paese perchè hanno la mentalità distorta di chi è ‘cresciuto’ troppo presto. Anzi. Di chi sta fingendo di essere già grande.

    Passa dal mio blog se ti va.

  35. Lara Manni Says:

    Shizu, il problema è che il copulapensiero andrebbe e va BENISSIMO, ci mancherebbe altro. Ma non con la pruderie, non con l’ammiccamento. Non perchè, santissimi numi, è “trendy”.
    Passata.

  36. Mele Says:

    La mia cara amica ha avvolto con amore il prezioso volume in uno spesso pezzo di tessuto non tessuto verde PD e me l’ha prestato. Ho letto 24 pagine. Il primo dubbio mi è venuto a pagina 19. Ma non mi esprimo, per ora.
    (PS: Alle mie amiche fa schifo che io slashi. Forse perché lo faccio quasi su tutto — hai presente il film “Il pianista”?)

  37. Lara Manni Says:

    E che male ci sarebbe a slashare? :)
    Ps. Che dubbio? E cosa c’è a pagina 19? Non mi ricordo!

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