Archive for maggio 2009

Cancella?

maggio 29, 2009

Ieri ho tolto quasi tutte le mie storie da Efp. L’ho fatto con il magone: perchè premere il tasto Cancella accanto ai racconti seri o buffi, tristi o ironici scritti in quasi tre anni fa effetto. Ho conservato ogni cosa, però, recensioni incluse, e ho lasciato solo una breve fan fiction a cui sono particolarmente affezionata, e che costituisce il nucleo da cui è nato Tanit.

Ho deciso di fare un passo indietro per un motivo molto semplice: ho amato quelle storie e le ho scritte per chi le ha a sua volta amate e seguite.  In un certo senso, le ho volute sottrarre, almeno temporaneamente, a chi le avrebbe guardate con un altro occhio. Non necessariamente malevolo (continuo a sperare che la o le persone che da tre giorni arrivano sul mio blog digitando “Esbat fa schifo” prima o poi si plachino): sicuramente diverso, però.

Comunque continuerò ad essere presente nel mondo delle fan fiction, leggendo e commentando. Magari, fra un po’, anche scrivendo di nuovo e ripubblicando le vecchie cose.

Perchè è un mondo che mi ha dato molto e dove sono stata bene (sì, c’è stato il plagio, ma pazienza). E che continua a darmi molto: ieri Rohchan mi ha dedicato una fan fiction, e io ne sono onorata. E commossa.

Tanit compilation

maggio 28, 2009

Come è avvenuto per Esbat e per Sopdet, ho pensato di postare qui la compilation della terza parte della storia, Tanit.
Per compilation intendo non la musica che io ho ascoltato mentre scrivevo, ma quella che ho espressamente citato nel testo. Non necessariamente è musica che amo (in molti casi, sì): quello che ho cercato di fare è di renderla conforme a un personaggio (la quattordicenne del primo capitolo che ascolta i Muse, Nadia che ama Delibes) o a una situazione.
Se vi va, cliccando sui link potete ascoltare i brani, via youtube.

Supermassive black hole-Muse

Il cielo è sempre più blu – Rino Gaetano

Lakmè- Delibes: duetto Lakmè e Mallika

Because the night – Patti Smith

Kindertotenlieder n.2 – Mahler

Charlie fa surf- Baustelle

Concerto per clarinetto – Mozart

Ogni adolescenza-Tre allegri morti

The curse of Feanor-Blind Guardian

Ruhe sanft- Zaide- Mozart

Sweet child of mine – Guns’n’Roses

I love Joe

maggio 27, 2009

Sto leggendo Ghosts, di Joe Hill. Ovvero, il figlio di Stephen King, che ha pubblicato sotto pseudonimo. Non dico nulla dei racconti, ma mi fa piacere citare due passaggi.

Il primo è del prefatore, Christopher Golden, che è a sua volta uno scrittore di horror e fantasy. Dice:

“L’horror moderno raramente è sottile. Di questi tempi, gli autori che praticano l’arte dell’inquietudine fin troppo spesso mirano alla giugulare, dimenticandosi che i predatori più implacabili sono  quelli che colpiscono in silenzio”.

Il secondo viene dal primo racconto,  Best New Horror, che è la storia di un editor che è stufo di storie di vampiri che fanno sesso con altri vampiri e che finalmente trova una buona storia, e per cercare di rintracciare l’autore finisce a una convention e qui interviene sull’horror medesimo. E dice:

“Per prima cosa disse che tutta la narrativa è un parto della fantasia, e quindi essenzialmente fantasy, e ogni volta che uno scrittore introduce un elemento di minaccia o di conflitto in un racconto, apre la storia all’horror. Disse di essere stato attratto dalla narrativa horror perchè prendeva le componenti primarie della letteratura spingendole all’estremo. In fondo la narrativa era finzione, il che rendeva il fantastico più credibile (e onesto) di ogni presunto realismo”.

Ecco.

Mea culpa

maggio 25, 2009

Volevo fare un post meditato, ma non sarà così.

Scusate, io non sono tagliata per questo ambiente.
Non sono tagliata per la narrativa, non sono tagliata per quelle che vengono chiamate strategie, non sono tagliata per nulla, ok?

Sono e dovevo rimanere una scrittrice di fan fiction.

Pubblicare un libro è stato un errore, e sono stata un’imbecille a farlo.

Se non è vero è ben trovato

maggio 22, 2009

Kinghiani, a me!
Non so se sia vero, ma lo sembra. Tullio Dobner. Sì, proprio lui, il mitico traduttore di Stephen King, si offre al pubblico dibattito su aNobii. In questo topic.
Potrebbe essere una burla:  appare, comunque, ottimamente congegnata, e TD sembra proprio TD. Dunque, se avete dubbi e domande, fatevi avanti. Io lo sto perseguitando, per esempio.

Autocritica della lettrice

maggio 21, 2009

Sono rimasta molto colpita da questo (e da altri) post di Laurie: soprattutto per la sua competenza di lettrice, in  grado di muoversi tra generi, sottogeneri, autori, editori. In realtà, rimango sempre colpita dal fatto che i lettori di narrativa fantastica siano, in genere,  incredibilmente competenti.
Così, visto che sono in quasi-far-niente (sto rivedendo, ma ancora in modo morbido), ho meditato su me stessa.
E mi sono detta che come lettrice sono abbastanza disastrosa. Sono una che spizzica e assaggia, tanto per cominciare: salto da un testo all’altro in modo disorganico e casuale, vado a ispirazioni momentanee e mi informo poco su scrittore/genere/provenienza/altro. Penso che sia un male,  e che dovrei impegnarmi di più.
In compenso, ho sviluppato un occhio fin troppo critico sui dettagli, e a volte questo complica la mia vita di lettrice.  Per esempio, nella prima pagina del libro che sto leggendo, I seguaci del vampiro di Hohlbein, ho  storto il naso perchè c’era scritto che la protagonista si accendeva una sigaretta “con un unico gesto esperto”. Mentre invece i gesti sono almeno due: prendere la sigaretta dal pacchetto e accenderla. Ma saperlo non mi aiuta affatto, eh.

E se?

maggio 20, 2009

Pensieri oziosi, perchè sto rileggendo ma sto anche prendendomela un po’ comoda per la prima volta dopo mesi.
Non sarebbe bello se invece di ragionare per etichette si ragionasse per temi? Se invece di dire “quello è un autore med-fant-new-shining-post-chip” si dicesse: quello scrittore lavora sulla solitudine, e declina lo stesso argomento per tutti i suoi libri?
Ci pensavo stamattina, ovvero un’ora fa, perchè almeno per quanto mi riguarda so di toccare sempre lo stesso tema,  variandolo, in tutto quello che scrivo. E credo che valga per molti.
Ma dal momento che si muore dal caldo,  è decisamente un pensiero ozioso.

Sogni dal pozzo

maggio 19, 2009

Come alcuni di voi sanno, ho finito. La trilogia è chiusa e, spero, ogni tassello è andato al suo posto, dopo due anni. Difficile spiegare come mi sento, o forse è facilissimo.

Però laggiù nel pozzo, dove King ha gli omini in tuta che macinano storie, e io ho un gatto fantasma e oltremodo saccente, si provvede: e mi sono svegliata da uno stranissimo sogno. Un sogno dove la coperta blu di un letto era il mare, e il mare era sotto una montagna, e sulla montagna c’era qualcosa che non dico ma vado ad annotare.

Si ricomincia, giusto?

Boys don’t cry

maggio 18, 2009

Sono a metà dell’ultimo capitolo. Lo stato d’animo è quel che è. Più che altro penso che mi mancheranno i bisbigli. Ovvero, quel sottofondo continuo dei miei pensieri coscienti che suggerisce parole, frasi, immagini. Mi mancherà anche quello strano sguardo che fa di un episodio banale una situazione: lo starnuto della fontanella, molto presente nei primi capitoli del tre, è reale, viene da un pomeriggio d’estate in cui passeggiavo in una piazza, in un paese di mare, e una fontanella ha starnutito tre volte.  Acqua nelle tubature, ovviamente. Ma io ho messo le mani al taccuino e alla penna e ho segnato, pensando che poteva essermi utile.

Comunque.
So che continuerò a scrivere, comunque vada e dovunque possa.
Però. Però. Però.
Vado avanti. Boys don’t cry, e io sono una femmina. E non piagnucolo, ho detto.

Countdown

maggio 15, 2009

Post piccolino, e non solo perchè sono appena tornata da un incontro con un succhiasangue (niente vampiri: solo analisi di ambulatorio) e ho bisogno di una gigantesca colazione, di molte tazze di caffè e di un paio d’ore di riposo.
E’ che sono nello stato d’animo già sperimentato in autunno, quando ho chiuso il numero due. Ma stavolta è anche peggio.
Sto finendo la trilogia: mancano due capitoli, e quei due capitoli sono la cosa più chiara che ho sempre avuto in mente, fin dall’inizio. Mi succede sempre così: so dove devo andare a parare, conosco persino le singole parole con cui tutto finirà, ma non so come arrivarci. Ora il come è stato detto. Ci sono arrivata, sono qui.
Però stavolta è un po’ diverso: perchè in questo caso non si chiude una tappa sapendo che ci sarà un nuovo inizio. Si chiude un ciclo. Si chiude anche un modo di pensare, agire, vivere che ha caratterizzato le mie giornate negli ultimi due anni. Due anni a giugno, sì. Nel giugno 2007 ho iniziato Esbat, a maggio 2009 tutto finisce.
Ci sarà altro, lo so o quantomeno lo spero. Però è un momento un po’ particolare, e ieri, finendo il terzultimo capitolo, mi sono anche fatta il mio bravo piantarello. Sì, lo so, sono un disastro.


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