Sì, perchè le cose che fanno paura sono le anomalie. Mentre scrivevo Esbat, quel che spaventava me (non è detto che succeda altrettanto per chi legge, ovvio) era il lampo bianco che la Sensei credeva di aver visto nella sua stanza mentre distoglieva lo sguardo dalla finestra per andare in cucina. Un bagliore che non aveva senso, in quel momento e in quel luogo. Un’altra cosa che mi ha fatto davvero paura (e che ho infilato in Tanit, come qualcuno sa) era la fontanella che starnutisce. Aria nei tubi, ma certo. Eppure mi ha fatto venire i brividi, quando l’ho sentita.
Una rosa (o una cyclette) che canta è più temibile di una porta che cigola.
Perchè siamo creature ordinate. E invece la vita non è ordinata. Questo non riesce a capire il mio Demone. Questo, naturalmente, scriveva King, in Misery:
“In un libro tutto si sarebbe svolto secondo i piani…ma la vita è sempre così fottutamente caotica! Che dire di un’esistenza in cui alcune delle conversazioni più delicate trovano il modo di svolgersi proprio quando tu hai un pazzesco bisogno di correre al cesso? Un’esistenza dove non ci sono nemmeno i capitoli? “
Ps. Fantasy Magazine oggi parla di Esbat!