Ottovolante: un giorno su, l’altro giù. Giù dal letto, stamattina, con un pensiero molesto: non credo che vedrò mai Esbat citato in qualsivoglia quotidiano o giornale. Sono in ottima compagnia, è vero, però un po’ mi dispiace. E non per narcisismo: o non soltanto. E’ che esistono lettori che non frequentano Internet e che non sapranno mai nulla di libri che non raccontano adolescenze dannate o crisi esistenziali o tutto quello che viene considerato” reale” e dunque appropriato ai romanzi.
Mi passa.
Etichette: Esbat
giugno 29, 2009 alle 8:41 am |
Non mi sembra che Ivy e la Sensei siano personaggi irreali, senza problemi o “crisi esistenziali”.
Solo che ci si ferma al contenitore della loro storia, senza notare che il contenuto può essere considerato “degno” di un romanzo anche da quelli che si tengono ben distanti da Internet.
Fai spallucce. Non è nulla di davvero importante.
giugno 29, 2009 alle 11:05 am |
Ma sai… io mi ritrovo davvero tanto in Ivy, in tantissime cose (stessa scuola, stessa età, anche io disegno i demoni fighi dei manga .w. problemi con la madre, voler stare al computer fino a tardi, ecc…). Infatti mi sono spaventata mentre leggevo Esbat (nel senso buono, ovviamente).
Infine, anche io la penso come Kanako.
giugno 29, 2009 alle 7:00 pm |
Sono perplessa. Non dovresti essere più che contenta per la grande fortuna che hai avuto? Apprezza questo, preoccupati se alla gente il tuo libro piace. E’ questo ciò che conta veramente. Una recensione e zero copie vendute non è un grande risultato.
giugno 29, 2009 alle 9:05 pm |
Elys, e hai proprio ragione. E’ che stamattina avevo letto un articolo che mi aveva depressa, ma passa.
Kanako, Rew, grazie. Mi fa molto piacere se vi riconoscete in Ivy. Anzi, mi fa felice!
luglio 1, 2009 alle 9:54 pm |
a dire il vero qualche settimana fa io ho letto una recensione di Esbat su “Il Venerdì” di Repubblica…non mi sembra male