“Proprio perché ci parla di cose inventate, che pertanto non si sono mai verificate nel mondo reale, una asserzione romanzesca dovrebbe sempre essere falsa. Eppure noi non accusiamo Omero o Cervantes di essere stati dei bugiardi”.
Ecco, sulla prima pagina di Repubblica c’è Umberto Eco. Meno male.
Ps. Patassa mi ha fatto una bella intervista e l’ha pubblicata sul suo blog.
Etichette: Umberto Eco
giugno 30, 2009 alle 7:35 am |
Direi che dipende da che punto si vede l’asserzione in questione: all’interno del romanzo è vera, deve esserlo; nella realtà probabilmente non lo è, ma ci sono sempre eccezioni… nè?
[Sempre questi commenti di prima mattina, io o__ò]
giugno 30, 2009 alle 9:41 am |
CHe fissa ‘co sto vero e falso, mamma mia…
giugno 30, 2009 alle 12:52 pm |
vero che ti amo ancora
vero che sei la sola
falso se non mi credi
giugno 30, 2009 alle 1:52 pm |
Ti ricordi quel post di due giorni fa su certi scrittori italiani che se ne stanno rinchiusi nella torre d’avorio?
Eco è una di quelle felici eccezioni.
Che uomo, che uomo!
giugno 30, 2009 alle 2:18 pm |
Ps. Che uomo, oh sì!
giugno 30, 2009 alle 10:14 pm |
Nell’asserire la menzogna, si svela la verità…
Non è forse vero che nella menzogna si dice più facilmente la verità?
ps. complimenti per il blog! ^_^
luglio 1, 2009 alle 8:18 am |
E’ vero! Ma poi esistono verità, o realtà, che polverizzano la portata della menzogna. Ci pensavo oggi. Grazie!
luglio 1, 2009 alle 9:31 pm |
Di niente ^^
Si dice solitamente che un filo sottile separa le due, ma non si tratta di un filo. Piuttosto di un velo trasparente, da cui entrambe traspaiono, confondendosi a vicenda. E chi può dire quale sia il lato giusto del velo?