Una delle scene che ho amato di più in Mucchio d’ossa (abbiate pazienza, ma la mia kingomania è cosa nota) è la morte della moglie del protagonista. Perchè pur essendo l’evento chiave di tutto il romanzo (non solo perchè il nostro la ama teneramente, ma perchè è dopo la sua scomparsa che a) ha il blocco dello scrittore b) si chiede come mai non sia più tornato nella loro casa sul lago), è lineare, essenziale, senza indulgenze di alcun tipo.
Lei è uscita dalla farmacia, sente il rumore di un incidente. Vede il tamponamento. Corre per aiutare la vecchietta che è al volante (e che non si è fatta nulla). Fa molto caldo. Cade. Un aneurisma, si saprà dopo. L’esplosione di una supernova, dice più avanti King. Il tempo di fare un passo e tutto diventa buio. Il marito la rivedrà su un monitor di un obitorio. E, dopo poco, nei suoi incubi.
Riuscire a restituire un momento di massima intensità con sobrietà, e lasciare che la commozione filtri dopo, nelle giornate disperate del marito, è quanto di più difficile possa avvenire. Come si fa? Per quel che intuisco io, in vari modi: anzitutto riscrivendo molte volte la stessa scena e asciugando ad ogni revisione. Asciugare, sempre secondo me, significa togliere le parole di troppo. Gli aggettivi, soprattutto: ne sto facendo strage. Anche perchè metterne molti in una stessa frase rischia di far perdere intensità a tutti: allora, cerco di capire qual è il “colore” più importante e mi concentro su quello. Secondo (ma qui è questione di stile personale e dunque di gusti personali): non eccedere con le descrizioni. Ho abbandonato proprio ieri un romanzo italiano (non di oggi, di nove anni fa) che ad ogni nuovo personaggio, o location, o mezzo di trasporto, partiva con tre paragrafi descrittivi: abbigliamento, arredamento, oggettistica, personaggi di sfondo. Alla fine la tensione cadeva e io, che non lascio quasi mai i libri a metà, non ce l’ho fatta.
Il che non significa che io sia in grado di fare meglio. Rendo grazie a chi mi ha mandato la frase (di David Gerrold): i primi dieci romanzi sono solo di allenamento. Ottimo!