Archivio per 15 settembre 2009

L’impronta di Esiodo

settembre 15, 2009

Questa mattina mi sono resa conto per la millesima volta di quanto sia debitrice alla mitologia greca. Ma va là, direbbe Ghedini: è ovvio non soltanto in Esbat (e, per chi li conosce, negli altri due), ma quasi in ogni cosa che scrivo. Ci ripensavo, però, leggendo un lungo articolo di Pietro Citati su una nuova edizione delle Metamorfosi di Ovidio. L’articolo è dedicato a Perseo, e c’è un punto che mi ha davvero incantato:

“Quando fu adulto, Perseo si mosse, con le sue velocissime, fragilissime ali, verso l´estremo Occidente, sui confini della Notte, nei regni del Freddo, dove abitavano i mostri arcaici, di cui parla Esiodo nella Teogonia. Perseo non amava la Notte. Incontrò l´orrore della antichissima Tenebra: le Gorgoni, tra le quali Medusa, la sola mortale fra loro. Medusa aveva la testa variegata di serpi, zanne di cinghiale, mani di bronzo, e ali d´oro. Possedeva, sopratutto, la forza dello sguardo: chiunque guardasse e chiunque la guardasse, veniva immediatamente pietrificato. Così l´antico caos, annidato nelle caverne, annullava la vita che aveva osato nascere, fiorire e splendere fuori dai confini della Notte. La Tenebra riprendeva ciò che aveva perduto, diffondendo il Terrore”.

In fondo chi racconta mondi paralleli, se segue la stessa ispirazione, non pensa ad un solo mondo, ma a due: uno luminoso anche se irraggiungibile, e un altro che è oltre le sbarre, ed è ai margini, ed è oscuro. E da quei margini può sempre uscire.

Ps. Continuo a leggere GL su Barker: è arrivato a un punto molto interessante che riguarda il sesso. E io che sono fresca di lettura di un articolo di David Foster Wallace sullo stesso argomento, medito. DFW parlava della scomparsa dei draghi: quelli che si frappongono tra la vergine e il cavaliere. E ne parlava non direi con rimpianto ma con lucidità…


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