Io credo nei presagi. Credo a un bel po’ di cose, veramente: fantasmi, vampiri, demoni, mondi che scorrono nelle pareti delle case, mostri che dormono sotto il letto dei fiumi, morti che ritornano.
Cose così, da futile scribacchina.
Dunque, ieri mattina, chiacchierando con un’amica, esce fuori l’argomento “prima o terza”. Croce e delizia di chi si siede davanti a una tastiera, come sapete già. Perchè avevo già discusso con lei di questo argomento in relazione al romanzo nuovo, e avevo concluso che, no, alla terza persona proprio non posso rinunciare. Ma ieri lei, a sopresa, mi ripropone la questione: pensaci, mi dice.
E io, dentro di me, continuo a dire che no, non sono capace.
Nel pomeriggio incontro un altro amico che fa lo psicologo, e dal momento che la faccenda continuava a ronzarmi dentro, gliene parlo. Il commento? Si usa la terza persona quando si vuole mettere una distanza fra se stessi e quel che si racconta.
Questo è ovviamente un punto di vista non letterario. Però. Però stamattina mi sono svegliata con un incipit. E l’incipit è in prima. E, con mia enorme sorpresa, tutto quel che pensavo non potesse “tenere” con questa scelta tiene benissimo. Anche meglio, anzi.
Signore e signori, la mia prima volta in prima persona comincia esattamente oggi.
Etichette: Punto di vista
aprile 28, 2010 alle 8:18 am |
La prima volta non si scorda mai?
Beh, io sono della convinzione che sia la storia stessa a chiedere la persona da usare. Ogni storia e diversa, e così deve essere il modo di raccontarla. La prima persona puù creare problemi, ma credo possa dare anche enormi soddisfazioni.
In bocca al lupo, dunque.
aprile 28, 2010 alle 8:31 am |
Crepi il lupo!!!
Sì, la storia. E anche chi la scrive, a seconda dei suoi stati d’animo. Ti farò sapere.
aprile 28, 2010 alle 8:34 am |
Yes! Attenderò i risultati allora!
aprile 28, 2010 alle 8:35 am |
Mettiti comoda…
aprile 28, 2010 alle 9:24 am |
Comodo. XD
Ok, no problems… prima c’è Sopdet
aprile 28, 2010 alle 10:10 am |
Pardon, Voce, ogni tanto mi confondo
aprile 28, 2010 alle 11:48 am |
ottima scelta, anche se difficile, quella della prima persona.
Una curiosità: al presente o al passato?
Anch’io mi sto cimentando nella prima persona ultimamente.
aprile 28, 2010 alle 12:10 pm |
Beh, col mio nick non sei l’unica… Voce è femminile, in effetti.
aprile 28, 2010 alle 12:14 pm |
ma la domanda nasce spontanea: incipit di cosa? ^_^
e buon divertimento con la prima persona. Io trovo che sia estremamente idonea per trasmettere un certo tipo di sense of humour, a parte tutte le altre considerazioni…
aprile 28, 2010 alle 12:40 pm |
Come detto sopra, la scelta tra la prima e la terza dipende in gran parte dal tipo di storia: un racconto che non ruota intorno ad un solo personaggio è abbastanza difficile da scrivere in prima, d’altra parte con la terza si perdono un sacco di sfumature psicologiche.
Personalmente sono una fan del narratore in prima persona che c’entra poco o niente con gli eventi della storia, per la serie “vogliamoci male” :p
aprile 28, 2010 alle 12:52 pm |
Dunque, in realtà ero partita da più personaggi: poi il fuoco si è stretto su Lavinia (Giulia, è il romanzo nuovo che ancora non osavo iniziare e che – finalmente – ha preso il via addì 28 aprile 2010). A questo punto, mi sono resa conto che anche l’altro personaggio importante poteva inserirsi bene comunque.
Ah, il tempo. Inizia al presente e scivola nel passato…:)
aprile 28, 2010 alle 5:52 pm |
Conosco Lavinia, l’ho seguita su PerFiducia
La lunga attesa per Lavinia sarà resa sopportabile dall’uscita di Sopdet. a proposito, compio gli anni il 13 febbraio, chissà se chiederlo in regalo, l’anno prossimo…
aprile 29, 2010 alle 8:14 am |