Quanti post ho dedicato alla paura? Non li conto, ma sono sicura che siano tanti. Anche perchè, credo, fare paura al lettore è la cosa più difficile del mondo.
Lo stesso zio Stevie non ci riesce spesso: per me, una delle sue pagine più terrorizzanti è in Shining. E’ quando Danny è nel corridoio, ed è sicuro che, alle sue spalle, l’estintore si stia staccando dalla parete e stia strisciando verso di lui per poi ergersi come un serpente e…
Bene, ho appena finito di leggere Il porto degli spiriti di Lindqvist: magnifico, e diverso dai due precedenti. Persino più bello di Lasciami entrare, direi. Immagino che farà storcere il naso ai numi tutelari del pov unico, perchè qui la narrazione è frammentata, procede per flash back, attua un cambio vertiginoso dei punti di vista, abbonda di fermo-immagine. E contiene una scena di puro, delizioso terrore che mi ha ricordato l’estintore di Shining: proprio perchè il personaggio in questione regredisce all’infanzia (o viene posseduto da un infante, altro non dico) e i colpi alla porta, e i passi che si avvicinano portano chi legge all’indietro e nel buio.
Da manuale. Da mille manuali. Da imparare a memoria.
Etichette: Il porto degli spiriti, Shining
maggio 31, 2010 alle 9:13 am |
Lasciamo entrare era un piccolo gioiellino, se Il porto degli spiriti è anche più bello devo assolutamente procurarmelo!
Ma – domanda piuttosto oziosa (me ne rendo conto…) per Lara scrittrice – secondo te è più difficile fare paura al lettore o farlo ridere? Con la paura ti sei già cimentata pubblicamente (Esbat) con la risata?
maggio 31, 2010 alle 9:28 am |
Più difficile fare paura.
maggio 31, 2010 alle 9:30 am |
*Manu aggiunge un nuovo libro alla lista di quelli da comprare*
Di questo passo la prossima volta che vado in libreria dovrò fare un mutuo
Ma se è meglio di Lasciami entrare non può sfuggirmi
maggio 31, 2010 alle 9:34 am |
Secondo me sì. E’ più maturo e più completo. E’ una storia di fantasmi, ma è riduttivo in effetti definirla così….
maggio 31, 2010 alle 9:40 am |
“La cosa là fuori che sta arrivando” è uno dei miei spauracchi preferiti. Ho letto Terra di Nessuno di Baldini e mi ha angosciato parecchio, nonostante sia un racconto semplicissimo. Tutto giocato sul bosco fuori che ti osserva, mani invisibili che lanciano sassi contro la porta nella notte, il non sapere cosa si ha di fronte.
trucchi semplici, forse banali, che puntano più sull’assenza di risposte piuttosto che sulla minaccia di qualcosa di definito. Ma su di me fanno sempre effetto
maggio 31, 2010 alle 9:46 am |
Anche su di me: perchè è la stessa faccenda della forma sotto il lenzuolo citata da King. E’ quello che non vedi, che sai esistere, e che sai in arrivo (o in attesa) che ti manda il cuore in gola. E, per quanto semplice da dire, è DIFFICILISSIMO da scrivere. Giuro.
maggio 31, 2010 alle 10:06 am |
Eh, lo so, perchè sto tentando di scrivere proprio una storia di questo tipo. Rileggendola mi pare che il ritmo sia troppo lento. Se è troppo veloce o troppo lento, non funziona. Dovrei azzeccare il ritmo giusto e lavorare di sottrazione, niente accumuli di effettacci e cazzatine, ma è una parola.
maggio 31, 2010 alle 10:11 am |
Pagg. 288-291 de Il porto degli spiriti. Mi saprai dire.
maggio 31, 2010 alle 10:19 am |
ok, grazie per la dritta
maggio 31, 2010 alle 10:19 am |
IO ho avuto paura. E guarda che ormai sono smaliziatella.
maggio 31, 2010 alle 10:29 am |
C’è una sequenza in “Lasciami entrare”: in una cantina un ragazzo e un vampiro un po’ “particolare” imprigionati insieme al buio. Non dico altro per non rovinare la sorpresa (e che sorpresa!) a chi no l’ha ancora letto, comunque quella sequenza, secondo me, era veramente paurosa. Ad ogni modo, adesso che ci penso, qualcosa di “comico” (e, secondo me, anche molto divertente) scritto da Lara c’è, riguarda Esbat ed è proprio su questo sito…
maggio 31, 2010 alle 10:31 am |
Se questo è il tuo consiglio, supererò le perplessità che mi ha provocato L’estate dei morti viventi, che, come ho scritto recensendolo nel mio blog, mi ha conquistato immediatamente, deludendomi però man mano che la storia proseguiva. Metto in lista:-)
maggio 31, 2010 alle 10:35 am |
Andrea, err…quello era un giochino
La sequenza di Lasciami entrare che citi è esemplare: ma qui Lindqvist, per me, si supera. Perchè non ti aspetti quella scena: anzi, arriva dopo un momento di bonaccia che fa pensare che il pericolo sia ormai lontano. Ah, che bravo!
Aislinn, L’estate dei morti viventi è un romanzo molto strano: è un bel romanzo, tristissimo e secondo me volutamente tenuto irrisolto. Questo è un gioiello.
maggio 31, 2010 alle 3:05 pm |
Non ti schermire Lara, il “giochino” (come lo chiami tu) era veramente molto divertente
Conferma un po’ una delle mie assurde teorie (assolutamente non dimostrabile…): lo scrittore che si destreggia bene con la paura spesso nasconde anche una notevole vena ironica.
maggio 31, 2010 alle 3:11 pm |
E per questo dico grazie-sai.
Ma, davvero, magari un pochino pochino di ironia la possiedo: la comicità, temo, è faccenda da grandissimi.
giugno 2, 2010 alle 4:25 pm |
Comprato ieri! Non raccontatemelo!