Archivio per 22 luglio 2010

Manganellate

luglio 22, 2010

Parliamone, di Manganelli. Manganelli Giorgio. Coltissimo. Visionario. Viaggiatore. Riscrittore.  Acciuffato e sventolato  come simbolo da chi rivendica la letteratura elitaria. Eppure, Manganelli  scrisse racconti per Playboy (e per gli eredi è stato difficile recuperarli, perchè le biblioteche si vergognavano a conservarne una copia). Eppure,  ci ha lasciato  le parole più belle che mi sia trovata davanti agli occhi a proposito di Pinocchio (Pinocchio: un libro parallelo, trovatelo e leggetelo). E poi, ma guarda, romanzi fantastici, e persino quella che noi sciocchine chiameremmo fan fiction, perchè in Agli dei ulteriori si trova, per esempio, questo brano:

“Ve ne sarete accorti, ormai, e non sarà una rivelazione da lasciarvi senza fiato. Qualcosa è entrato in crisi, questo vostro universo si sfascia, altri stemmi si sovrappongono ai vostri, alle spade si sostituiscono ordini capziosamente catastrofici e tutto sommato vigliacchi. Sotto il peso di una inveterata pinguedine gli dèi muoiono, si spiumano gli angeli goffamente librati sulla ruota della fortuna, l’acqua si rompe, si riempie di fessure, nemmeno Ofelia riesce più ad annegarvi il viso a fondo. Le nostre sorti ci dividono: a voi, che avete un destino, tocca consumare affatto i vostri colori, il rosso, il verde, il nero, i leoni rampanti e i re di quadri, alfieri e torri. Per noi è diverso: giacché vacilla la scacchiera cui ci eravamo appollaiati; si ripiegano le bandiere del castello; e i corvi si fanno disappetenti; io debbo lasciarvi e mettermi alla ricerca di un altro destino cui farmi parassita. E non è detto sia cosa agevole: finché non troviamo un aggetto, una stalattite, un dito ignoto cui appenderci, svolazziamo alla periferia dell’esistenza, alate talpe. Ti stupisci che, nelle more della catastrofe, io stia cercando di insinuarmi in altri giuochi? Mi hai sorpreso mentre parlavo, alla nostra maniera, con chi nel nostro mondo ha qualche autorità; che, supponiamo, ha notizia, forse spiata, di un mondo a venire; costui sta attentando ad un febbrile censimento di noi sotterranei, e tenta di apprestare il nostro cosmico trasloco; ma pare che per sistemare gente della mia estrazione si dia qualche difficoltà. Dicono che sono un po’ troppo specializzato, e d’altro canto che il gioco di recitare defunti recenti stia per finire. Capisci?”

E’ una lettera di Amleto alla principessa di Clèves, e alla faccia del crossover.


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