“Se è vero, barcaiolo, – dissi poi – ditemi chi è stato a pugnalarvi”.
“Una ragazza è stata, – rispose lui, una kovalcina del quartiere Bel – Tchikonnex”
Allora io gridai: “Il vostro nome è Hans!”
“Il mio nome è Hans, signore” rispose lui senza meraviglia e con assoluta calma.
Ed io: “A che ora vi siete sentito pugnalare? Forse verso le otto?”
“Esatto, signore. Suonavano le otto a santa Mundula ed io sentii il primo pugnale affondarmi nel cuore. Pochi minuti dopo sentii la seconda trafittura”.
Credetti di capire. Il primo pugnale era la frase “Gli voglio bene come un fratello”,
il secondo era “Non m’importa che viva o che muoia”
(Beppe Fenoglio, Una crociera agli antipodi).
Preme invece qui sottolineare quella sorta di fedeltà di Fenoglio ad un exemplum che ha attraversato quasi tutta la sua attività letteraria, senza particolari evidenze se non qualche affioramento sporadico, puntualmente segnalato nell’Introduzione, e che in questiracconti trova invece lo spunto per palesarsi inequivocabilmente: Edgard Allan Poe.
(Luigi Preziosi)
Ps. Lo sapevate, sì?