“Se è vero, barcaiolo, – dissi poi – ditemi chi è stato a pugnalarvi”.
“Una ragazza è stata, – rispose lui, una kovalcina del quartiere Bel – Tchikonnex”
Allora io gridai: “Il vostro nome è Hans!”
“Il mio nome è Hans, signore” rispose lui senza meraviglia e con assoluta calma.
Ed io: “A che ora vi siete sentito pugnalare? Forse verso le otto?”
“Esatto, signore. Suonavano le otto a santa Mundula ed io sentii il primo pugnale affondarmi nel cuore. Pochi minuti dopo sentii la seconda trafittura”.
Credetti di capire. Il primo pugnale era la frase “Gli voglio bene come un fratello”,
il secondo era “Non m’importa che viva o che muoia”
(Beppe Fenoglio, Una crociera agli antipodi).
Preme invece qui sottolineare quella sorta di fedeltà di Fenoglio ad un exemplum che ha attraversato quasi tutta la sua attività letteraria, senza particolari evidenze se non qualche affioramento sporadico, puntualmente segnalato nell’Introduzione, e che in questiracconti trova invece lo spunto per palesarsi inequivocabilmente: Edgard Allan Poe.
(Luigi Preziosi)
Ps. Lo sapevate, sì?
luglio 28, 2010 alle 8:52 am |
Abito a Santo Stefano Belbo e qui si sa tutto o quasi di Pavese e Fenoglio
luglio 28, 2010 alle 12:42 pm |
Ho appena finito di leggere un racconto di Vittorini che si chiama: Era venuto per ammazzarlo: è la storia di un vecchio scapolo che immagina in un momento di noia che proprio in quel momento (agosto, da solo in casa, processione di santi in strada) sarebbe perfetto se qualcuno volesse ammazzarlo. Non ha finito di pensarlo che suonano alla porta: è un uomo in un impermeabile nero, completamente calvo e senza sopracciglia che prima gli domanda il nome, poi si accomoda quieto in cucina e gli chiede dove “vuole farlo”. Quando l’anziano scapolo chiede chiarimenti il calvo sorride spiegandogli che, naturalmente, è venuto per ammazzarlo. Lo scapolo all’inizio credi tratti di uno scherzo (scherzo terrificante certo) ma l’uomo calvo gli assicura che… Per sapere il resto, leggetevelo
Ecco, se questo non è un raccontp nero…. Il punto è: un grande scrittore come Vittorini, o come Fenoglio, o come Pavese sono ben al di sopra delle compartimentazioni asfittiche dei nostri critici esangui, anche perchè le letture di questi grandi abbracciano tutta la letteratura, epos e mythos inclusi, senza restrizioni di sorta.
Oh, e by the way: Vittorini è il primo ad aver ha tradotto tutto Poe dall’inglese e non dal francese (Baudelaire), ed era un grandissimo fan delle Mille e una notte, e quello che vi ho appena riassunto è il meno strano di racconti un bel po bizzarri vicini all’Hemingway più surrealista (eh sì, c’è anche quello).
Buon caldo a tutti.
P.S.
Letto “Il gorgo” Lara? E’ uno dei miei racconti Fenogliani preferiti. Anzi, sto cercando di trovarli in economica per farli leggere ai miei ragazzi next year…
luglio 28, 2010 alle 1:43 pm |
Buon caldo e buone ri-letture, direi.
Sai che il gorgo mi manca?
luglio 28, 2010 alle 2:41 pm |
Ho scoperto in Internet l’esistenza di una “Enciclopedia fantastica italiana” (D’Arcangelo e Gianfranceschi, Milano, Mondadori, 1993): un antologia che includerebbe lavori di Italo Svevo, Guido Gozzano, Giovanni Papini, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Alberto Savinio, Dino Buzzati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Giorgio Vigolo, Tommaso Landolfi, Alberto Moravia, ecc… Tu Lara conoscevi già questa Enciclopedia?
luglio 28, 2010 alle 2:43 pm |
Sì, la conoscevo e l’ho anche avuta, prima di perderne, maledizione, le tracce!
luglio 28, 2010 alle 3:03 pm |
Moravia scrittore fantastico!? Si fatica a crederlo, eppure… Mai letto i suoi “Racconti surrealisti e satirici” (Bompiani)?
luglio 28, 2010 alle 6:08 pm |
da qualche parte a casa in Italia ho degli articoli degli anni 50 di Fenoglio che analizzavano il fenomeno ufo (alcuni avvistamenti in unione sovietica, se non sbaglio, e anche un articolo sull’episodio della pioggia della bambagia a firenze del 1954. Vado a memoria, forse mi sbaglio. Ma anche da quegli articoli veniva fuori la mente di una persona attentissima al “fantastico” in senso molto molto lato.
luglio 29, 2010 alle 8:32 am |
Bello, Demonio. E (vale anche per Andrea) tutto questo mi rafforza nella convinzione che bisogna lavorare su un territorio – quello letterario anche italiano – fin qui ignorato sotto questo punto di vista. O dimenticato. O sottovalutato.
luglio 29, 2010 alle 12:11 pm |
“Gordon Pym” (capolavoro senza se e senza ma) ha avuto diversi figli, tra cui il bellissimo racconto di Fenoglio che da il nome al volume (e che riecheggia anche “Una discesa nel maelstrom”).
))
“Una crociera agli antipodi” è, tra l’altro, IMHO, uno dei più bei testi “mimetici” sull’età della navigazione a vela assieme a “Ai confini della terra ” di Golding
L’ha già detto qualcuno che “Gordon Pym” ha mobilitato ben due famosi scrittori a scriverne fanfiction?
luglio 29, 2010 alle 12:29 pm |
l’anonima di sopra sono io, scusate
luglio 29, 2010 alle 4:19 pm |
Bontempelli è straordinario, soprattutto nei primi romanzi e raccolte di racconti. Della serie che l’Italia non ha una tradizione fantastica anche nel ’900. Il problema è che è poco conosciuta.
luglio 29, 2010 alle 5:20 pm |
O trasformata in mainstream suo malgrado
luglio 30, 2010 alle 9:46 am |
Sì, anche trasformata in mainstream, ma mi chiedo quanti lettori giovani, anche scrittori, conoscono questi autori e i loro scritti fantastici.