Il lago è bellissimo, dal tavolino in ombra e con il vento sulle guance. Mi sono data un’organizzazione ferrea e fin qui la rispetto. La mattina leggo i miei saggi storici e il pomeriggio si divide fra Sopdet e il romanzo nuovo. La sera, birra fredda, stelle e sogni piacevoli.
E’ stato un anno durissimo. Anzi, è stato un lungo periodo durissimo. Non so perchè (anzi, lo so ma me lo tengo) sono, per la prima volta dopo tre anni, illuminata da piccole scintille di aspettativa e di speranza. Come se mi fossi svegliata da un incubo e sapessi che, finalmente, il mondo può cominciare a essere un bel posto per me.
Detto questo, scopro dal libro di Marco Nozza sui fatti dell’Hotel Meina che, senza saperlo, avevo indovinato un dettaglio non secondario sul come le liste degli ebrei rifugiati negli alberghi attorno al lago Maggiore vennero consegnate alle SS. Rimango sempre affascinata da quella che chiamano sincronicità.
Detto anche questo, torno a studiare. Non so come verrà accolta l’idea di un’irruzione di creature sovrannaturali nella storia italiana, ma per quel che mi riguarda voglio che la parte filologica sia il più curata possibile. E non per dimostrare che gli autori di fantastico non sono pasticcioni plasticosi: ma per il rispetto che devo a chi legge.
Detto anche questo. Sono quasi felice. Incredibile, eh?
Etichette: Hotel Meina, Marco Nozza
agosto 2, 2010 alle 4:09 pm |
Sono contento che tu viva un momento di serenità, e spero si protragga il più a lungo possibile.
agosto 2, 2010 alle 4:16 pm |
Grazie Val. Ne sono sicura.
agosto 2, 2010 alle 4:43 pm |
Lago…brezza…niente kitesurf, Lara? guarda che è un toccasana per la creatività1 Sissì!
Lieto della tua lietezza. Spero sia contagiosa!
agosto 2, 2010 alle 4:55 pm |
Ma se non so nuotare!!!
agosto 2, 2010 alle 9:02 pm |
Speriamo sia contagiosa…
agosto 2, 2010 alle 10:35 pm |
Vedrai.