Dunque Harry Potter è il libro più bandito d’America. Nel senso di temuto e censurato, secondo un bel numero di fondamentalisti d’oltreoceano. Non riesco a credere che la messa all’indice venga dalla natura fantastica dei romanzi. Poi, però, mi sono ricordata di Ratzinger:
“E’ un bene che lei, stimata e cara signora Kuby illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente”.
A commento, Ray Bradbury. Intervista del 2003 sull’attualità di Fahrenheit 451:
“(è un libro attuale)…In molti modi. E non solo per quelli legati alla politica, alle dittature che ancora nel mondo pensano di poter controllare il pensiero umano, decidendo cosa i cittadini possono leggere e cosa no. Basta guardare quello che è accaduto negli Stati Uniti: qui i libri non li brucia nessuno, la censura non esiste, abbiamo la libertà di scrivere e di leggere tutto quello che vogliamo, ma allo stesso tempo non è esattamente così perché negli ultimi decenni il nostro sistema educativo è stato distrutto, le generazioni più giovani non sanno cosa voglia dire leggere o scrivere. Non volevamo farlo ma stiamo facendo diventare la società americana come quella di Fahrenheit 451, una società nella quale per essere davvero liberi dovremmo imparare a leggere e scrivere di nuovo”.