Per una strana coincidenza (che non significa nulla), io sto rileggendo L’ombra dello Scorpione (King mi dà la carica, quando sto scrivendo: per essere precisa, mi dà ritmo), e Philip Roth pubblica un romanzo su un’epidemia. In Nemesis, che è in uscita negli Stati Uniti, Roth racconta infatti di un’epidemia non fantastica come Captain Trips, ma di quella che effettivamente colpì con ferocia negli anni Trenta e Quaranta. Poliomelite. A questo sembra, i procedimenti dei due scrittori sono però identici: perchè l’epidemia è il pretesto per raccontare come si rapportano fra loro gli uomini e le donne. Gli altruisti, i pavidi, gli innocenti, i furbi, e così via.
E’ un clic, niente di più. Un avvenimento irreversibile o che in un preciso momento sembra tale, e che raschia via le buone maniere per mostrarci come siamo. Non è un espediente narrativo, e neanche una forzatura: è un punto di vista che scoperchia le convenienze, tira fuori i personaggi dai propri piccoli mondi-sogni-miserie e li scaraventa dove – per la lettrice che è in me – dovrebbero stare. In un mondo minacciato. In un mondo di passioni forti.
settembre 29, 2010 alle 7:59 am |
laretta io sono perduto in the dome, mi sta piacendo sono al buono, ma ho quasi paura ad andare avanti visto quanto mi lasciò a dir poco interdetto il finale di IT… vabbè comunque gli si deve riconoscere un enorme capacità descrittiva della psicologia dei personaggi. È vero quello che dici sui pavidi o i coraggiosi ( ho in mente Baaaarbie piuttosto che Junior), ma mi domando a volte non si corre il rischio di essere paradigmatici nell’approccio? Insomma Big Jim manca solo che rida alla Pietro Gambadilegno e poi è perfetto somiglia al cattivo di Avatar, cativocattivocattivochepiùcattivononsipuò… questo mi lascia perplesso
settembre 29, 2010 alle 9:39 am |
ma sai che questo tipo di storie sta proliferando in modo strano…pure il nuovo di Corona promette scenari alla Romero : http://www.bol.it/libri/La-fine-del-mondo-storto/Mauro-Corona/ea978880460341/
settembre 29, 2010 alle 1:27 pm |
Dì la verità Lara, stai rileggendo “L’ombra dello Scorpione” perché ti sei beccata l’influenza e vuoi sincerarti che i sintomi non siano quelli del Captain Trips!
settembre 29, 2010 alle 3:17 pm |
L’ombra dello scorpione è, insieme a It, il mio preferito, tra tutti i libri del Re. Un capolavoro di una ricchezza incredibile.
settembre 30, 2010 alle 8:22 am |
Giobix, il nuovo di Corona? Interessante.
settembre 30, 2010 alle 8:42 am |
Già, sarà che ci avviciniamo al 2012 e gli horror apocalittici e ambientalisti hanno gioco facile…però l’idea dell’antropofagia senza zombi mi schifa positivamente