Anche Ishtar, la Dea della Mesopotamia che governa l’amore e la guerra, scende agli inferi e può risalire soltanto quando ha lasciato, al suo posto, il proprio sposo. E’ la Dea delle tempeste, dei sogni, dei presagi, dell’amore. Come la fenicia Astarte. Come, in Tracia e Anatolia, fu Ecate.
Ecate non si limita, però, a scendere una sola volta agli inferi. Ecate è in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini, quello degli Dei ed il regno dei Morti. Spesso è raffigurata con delle torce in mano, proprio per questa sua capacità di accompagnare anche i vivi nel regno dei morti. E’ la Dea degli spettri e del Triplice. Tre sono le sue facce: giovane, adulta, vecchia. Il punto in cui le strade si incrociano e diventano tre la accolgono. Tre sono i suoi corpi e i cani infernali la accompagnano. Perché è la Dea del parto, ed è la Dea della morte.
Ecate è una delle Grandi Madri. Signora dei luoghi. Signora della vita. Signora delle Storie.
La Dea è femmina, ci ricorda Robert Graves. Almeno finché un dio geloso non si impone come unico, e onnipotente.
E persistente.
Consiglio: leggete La Dea bianca di Graves. E leggete L’eroe imperfetto di Wu Ming 4. Per capire quanto, nella nostra vita quotidiana e non solo nelle lettere, abbiamo dimenticato della Dea.
Etichette: Sopdet
dicembre 22, 2010 alle 10:22 am |
Forse non l’abbiamo dimenticata, forse l’abbiamo deliberatamente assassinata. Come ricorda il dottor Gull (alias Jack lo squartatore) in “From Hell” di Alan Moore: “L’uomo uccise la Luna ed esaltò il Sole al suo posto; mise un uomo con le corna alla guida della caccia al posto di Diana; tentò di obbligare l’oceano a ubbidire alla sua volontà. Con i simboli l’uomo ridusse in schiavitù la donna, e con i simboli la tiene al suo posto. Quanto dev’essere stato duro quel suggello per sopprimere un tal potere [quello femminile], che aveva resistito per tre milioni di anni, rispetto ai quali i seimila del potere maschile sono solo un battito di ciglia”. Il suggello del potere femminile è fatto di sangue, pietra (Moore cita gli obelischi, come esempio) e violenza, la stessa che Moore fa praticare al dottor Gull sulle prostitute (che Gull identifica come “sacerdotesse della dea”).
dicembre 22, 2010 alle 10:32 am |
Bella citazione!
Vorrei tornarci, perchè non sono moltissimi gli scrittori (maschi) che riprendono a guardare la Dea…
dicembre 22, 2010 alle 11:18 am |
Forse invece non l’abbiamo né dimenticata né assassinata, ma stata essa stessa a mascherarsi (o meglio i/le suoi adoratori/trici). Il punto è che dopo un po’ (parecchio) che indossi una maschera ti dimentichi di averla mai indossata ( annosa questione phersu-prosopon-persona). Il culto della divinità femminile è sotto gli occhi di tutti, semplicemente è stato [ o si è, per autodifesa (consapevole o meno)] risemantizzato.
La stessa figura di Maria ( o meglio delle Marie): vergine, madre e psicopompa ne è palese dimostrazione. Abbiamo un botto e mezzo di sagre della madonna ( in tutte le salse) con riti che, scavando, erano tutti parallelamente officiati da una koinè più o meno palese di sacerdotesse. Dico ero, perché ora la situazione si è spostata, o meglio mascherata, ancora. Ma questo è un altro discorso.
dicembre 22, 2010 alle 11:25 am |
Bravo Filippo. Non a caso, la stella a otto punte di Ishtar è identica a quella di Maria…
dicembre 22, 2010 alle 11:36 am |
anche la statua della libertà ha parecchi rimandi a Ishtar e Co. tra cui la fiaccola, che poi sono rimandi molto cari alla simbologia massonica.
Peccato che in rete sia difficile fare una ricerca seria senza trovare un mare di fuffa sulla solita teoria del complotto.
dicembre 22, 2010 alle 11:41 am |
Beh, avrai letto “Le Nebbie di Avalon” e tutta la produzione della Zimmer Bradley, immagino. Ceriddwen, la dea dai tre volti, è lo specchio di quello che descrivi. Interessante.
dicembre 22, 2010 alle 11:44 am |
La Zimmer Bradley ha improntato i suoi libri a questo aspetto del femminile, infatti. E devo dire che anche nella saga di Eymerich di Valerio Evangelisti (ma non ho ancora letto l’ultimo) appare questo femminile grandioso e terrorizzante. Penso a Cherudek, per esempio.
Giobix, sai che non avevo pensato a Miss Liberty? Uh!
dicembre 22, 2010 alle 12:31 pm |
oddea è ovunque!
il simbolo della Columbia Pictures pare sempre lei, per curiosità clicco columbia-ishtar su google, e scopro che la casa ha prodotto una commediaccia dal titolo Ishtar…sarà un caso però è divertente.
La rivoluzione francese ha pure i suoi richiami alla dea, e sulla statua della libertà e tantissime immagini di riferimento massonico puoi scorrere questa galleria http://www.ritosimbolico.net/studi2/studi2_06.html
dicembre 22, 2010 alle 12:38 pm |
Volo! La Columbia, è vero!
E certo che è ovunque. E’ la Dea!
dicembre 22, 2010 alle 6:52 pm |
I simboli del potere femminile e di quello maschile sono ovunque nel mondo reale, si mischiano tra loro strato su strato, epoca su epoca, si confondo e, in un certo senso, si combattono senza sosta da sempre. Prendiamo ad esempio i grattacieli e pensiamo all’importanza simbolica che hanno nel nostro mondo, non sono forse anche dei giganteschi obelischi che puntano dritto al Sole. Il Sole è il simbolo principale del potere maschile, un potere che non crea (al contrario di quello femminile) ma brucia e consuma più o meno come le fiamme di cui sono fatte le stelle. C’è un altro simbolo piuttosto diffuso e famoso del potere maschile… Avete citato la Columbia, rimaniamo in ambito cinematografico: ricordare qual’è il simbolo della MGM?
dicembre 23, 2010 alle 9:48 am |
Il Leone? Narnia? Il Salvatore?
dicembre 23, 2010 alle 10:03 am |
Il leone, tra l’altro, è anche uno dei simboli araldici più diffusi e generalmente si associa ai monarchi (il Re Sole, per esempio). Ancora una volta quindi un potere organizzato e conquistato con la forza delle armi.
L’aquila imperiale – che piaceva tanto a romani e tedeschi – è un’altra cosa, ma l’aquila vola più in alto di tutti e quindi, più di tutti, si avvicina al Sole. Che dire poi della conquista della Luna? Vista in quest’ottica assume una luce del tutto diversa, no? Un piccolo passo per l’uomo, ma un balzo enorme per il potere maschile!
dicembre 23, 2010 alle 10:18 am |
Vero. Ma sul rapporto Sole-Luna bisognerebbe andare a scartabellare anche nei miti nordici, che fin qui non ho praticamente sfiorato.