Ne accennavo ieri, ma voglio tornarci: la definizione di “dio geloso” viene dalla Bibbia.
Esodo, 20,5:
Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano.
Non è solo questione di odio: questo Dio non vuole che si adorino altre divinità. Yahweh è l’unico, accentra su di sé la potenza creatrice, rivendica a sé i sacrifici.
Di animali.
Ma in due casi, anche umani: Isacco, che infine viene salvato. E una donna, la figlia di Iefte, che invece va a morire. L’episodio è nel Libro dei Giudici: Iefte chiede a Yahwe di aiutarlo a sconfiggere gli Ammoniti: «Se tu mi dai nelle mani i figli di Ammon, chiunque uscirà dalla porta di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vincitore sugli Ammoniti, sarà del Signore e io l’offrirò in olocausto». Li vince. Torna a casa. E gli viene incontro, “con timpani e danze”, la sua unica figlia. Di lei non conosciamo neanche il nome. Il padre si straccia le vesti ma non può revocare la promessa: né la fanciulla lo vuole. Chiede solo due mesi per “piangere la propria verginità” sulle montagne, in compagnia delle amiche. Passati i due mesi, si riconsegna al padre, e viene uccisa.
Solo con il Cristianesimo il femminile torna ad essere preponderante. con Maria o Miryam che dir si voglia: ma del femminile viene riconosciuto soltanto il materno. E il verginale. Ogni aspetto oscuro viene eliminato.
O riversato in Lilith, che secondo la cabala ebraica è la prima sposa, poi ripudiata, di Adamo.
Ma Lilith è interessante. In Mesopotamia era il demone delle tempeste e del vento. E della morte. Per i sumeri era Lil-itu, o Ninlil, la signora dell’aria. Nell’Ebraismo era da una parte legata ad Astarte. La Grande Madre. Ishtar. Ma nell’immaginario popolare era uno spirito della notte che appariva in forma di civetta: era il femminile temibile, la donna votata ad adulterio, stregoneria e lussuria. Ed era dannosa per i bambini maschi. Ai neonati di sesso maschile si poneva al collo un amuleto con i nome di tre angeli (Senoy, Sansenoy e Semangelof detti anche Sanvi, Sansavi e Semangelaf) per proteggerli da Lilith. Attorno alla loro culla si tracciava un cerchio per proteggerli. Ai ragazzi non si tagliavano i capelli per ingannare Lilith e farli credere fanciulle. Si temevano le eiaculazioni notturne perché Lilith le utilizzava per generare demoni, i jinn della tradizione islamica. Nel Libro dello Splendore, lo Zohar, “Ella vaga a notte fonda, vessando i figli degli uomini e spingendoli a rendersi impuri”. Nel Libro dei Proverbi si dice:
I suoi cancelli sono cancelli di morte
e dall’entrata della casa
se ne va verso Sheol.
Nessun che entri tornerà mai
e coloro che la possiedono scenderanno l’Abisso.
Lilith può avere artigli da rapace o coda da sirena. Ha capelli lunghi, forse rossi. Ha pelle blu e occhi di fuoco. E ha le ali: perché le ha ottenute dopo aver pronunciato il nome segreto di Dio.
Lilith e la mia Axieros si somigliano molto.
Etichette: Sopdet
dicembre 23, 2010 alle 10:05 am |
“Ella vaga a notte fonda, vessando i figli degli uomini e spingendoli a rendersi impuri”. Ah, quindi era Lilith?!
dicembre 23, 2010 alle 10:17 am |
Già. A quanto pare, è sempre lei.
dicembre 23, 2010 alle 10:35 am |
Lilith mi è sempre piaciuta.
dicembre 23, 2010 alle 10:38 am |
E fai bene!
dicembre 23, 2010 alle 11:14 am |
Ragazzi e ragazze fatevi un giro a Sheol, oltre i cancelli della morte, fa un po’ caldo ma non è un gran bel posto! In fondo che ve ne fate della purezza?
dicembre 23, 2010 alle 11:35 am |
Tu non lo sai. Ovvio che non lo sai. Ma Sheol è la location de “Il gioco di lavinia”. Ah ah.
dicembre 23, 2010 alle 12:50 pm |
Gran bella location!
dicembre 23, 2010 alle 2:01 pm |
Mi piacciono proprio questi post demoniaci XD
Complimenti ^^
X-Bye
dicembre 23, 2010 alle 2:10 pm |
Grazie Imperatore! E saluti al caro demone