Leggo su Repubblica, testuale:
“Il colosso editoriale Penguin lancia “Book Country”: il paese virtuale dei libri dove gli aspiranti Manzoni di tutto il mondo possono imbucare la loro opera omnia e scaricare consigli e correzioni di addetti ai lavori. Non tutti, ovviamente, verranno pubblicati. Ma tra breve l´aspirante scrittore potrà utilizzare il sito per farlo a sue spese. La svolta web del colosso è stata svelata dal New York Times che ha raccolto la confessione di Molly Barton, la direttrice del progetto: «Quando lavoravo come editor mi sentivo così colpevole nel non riuscire ad aiutare tutti gli aspiranti». “
Sto visitando il sito e fin qui mi sembra ben fatto, al di là della facile ironia del giornalista. E mi sembra molto, molto interessante l’attenzione ai generi che viene data nella home page.
Detto questo, non vi ricorda qualcosa? Da vecchia fan writer, a me sì. Eccome.
Etichette: Book Country
aprile 27, 2011 alle 1:12 pm |
Non vorrei che fosse l’inizio dello sfruttamento dei lavoratori anche nel campo della scrittura.
Non so se ricordi il libro di recensioni tratte da anobii, in pratica si lavora per la gloria e questo non va affatto bene.
aprile 27, 2011 alle 2:08 pm |
Val, perché dici “l’inizio”? La tecnica è ormai arrivata a uno stadio avanzatissimo…
aprile 27, 2011 alle 2:55 pm |
Andrea: son un inguaribile ottimista…
aprile 27, 2011 alle 5:49 pm |
Ma il libro anobiano era semplicemente un “acchiappo la recensione e la pubblico”. Scrivere in condivisione e in rete è cosa diversa. Certo, scrivere per il sito della Penguin gratis non mi convince neppure un po’.
aprile 27, 2011 alle 6:59 pm |
Scrivere in Rete è una cosa molto diverte e utile e in Italia ci sono già ottimi siti (penso a Efp o agli esperimenti del SIC…) che permettono a chiunque di farlo senza che ci siano “giri strani” alle spalle di chi scrive. Mi domando cosa potremmo fare noi (lettori e scrittori) per far conoscere di più e aiutare queste realtà?
aprile 28, 2011 alle 6:54 am |
Lavorare gratis. Mmmm…. dove l’ho già sentita questa?
aprile 28, 2011 alle 8:05 am |
Parlarne, Andrea.
aprile 28, 2011 alle 8:20 am |
Ma certo, come ho fatto a non pensarci prima!
Lara, allora forse ne parliamo troppo poco o lo facciamo nel modo sbagliato…
aprile 28, 2011 alle 8:25 am |
La realtà è che non siamo così pervasivi, nel mezzo che usiamo
Magari, insistendo…
aprile 28, 2011 alle 8:30 am |
Sì, ma se i “modi” sono sbagliati, non è che insistendo a sbagliare le cose migliorano. Dove sbagliamo? Mah!
aprile 28, 2011 alle 8:35 am |
No, non dico che siano sbagliati i modi. Dico che non arrivano a tutti. Un articolo su Repubblica a proposito del sito di Penguin sicuramente raggiunge più persone di un blogger che parla di Efp. Tutto qui. Almeno per ora.
aprile 28, 2011 alle 8:39 am |
Adesso dico una cosa di cui mi pentirò (è un’espressione amata dalla politica italiana…): dovremmo fare sistema. Un blogger da solo non conta molto in termini di diffusione della notizia, ma se metti insieme tanti blogger forse qualcosa ottieni…
Oppure potrei comprarmi un canale tv e così freghiamo Repubblica: saresti libera per il prime time? A Val facciamo condurre un bel talk show dopo il film e il film lo sceglie e lo introduce GL!
aprile 28, 2011 alle 9:05 am |
Pensa, ne stiamo parlando nel post di oggi. A proposito di scrittori.
Sul canale tv, ci sto. Faccio gli oroscopi.
aprile 28, 2011 alle 9:18 am |
L’avevo detto che me ne sarei pentito…
maggio 10, 2011 alle 9:03 am |
In Italia c’è Meetales che funziona in maniera quasi simile a Book Country, che è già qualcosa di paragonabile ad un EFP senza fanfiction °_°
maggio 10, 2011 alle 9:09 am |
Davvero? Grazie per la segnalazione Daniela. Vado a vedere!