Corpo a corpo, persona a persona

E’ uscita una bella recensione di Sopdet su Terre di confine (per ora il link non si apre, ma sono fiduciosa).
Sono ugualmente fiduciosa, ma in perenne lite con la prima persona di Lavinia. Per chi, come me, è abituata a giocare con i punti di vista, la “gabbia” della prima sembra, a volte, soffocante. Eppure, se un romanzo nasce così, si vede che deve essere scritto così. Insisto.

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11 Risposte a “Corpo a corpo, persona a persona”

  1. Paolo E. Dice:

    Forza Lara! non mollare!!!

  2. Andrea Dice:

    La butto li, ma perché non prova a cambiare prospettiva, considera il narratore in prima persona un po’ come un ruolo da interpretare a teatro. Applica lo Stanislavskij, diventa il narratore (o meglio, trovalo dentro di te), fai quello che fa lui, pensa quello che pensa lui, mangia, muoviti, gesticola come farebbe lui e prova a ridere come lui e anche a urlare. Se non funziona, comunque sarà divertente ;-)

  3. Lara Manni Dice:

    Il problema, Andrea, è che quando scrivi in prima persona, scavi fino in fondo a te stesso. :)

  4. Andrea Dice:

    Forse mi sbaglio, ma temo sia questo il prezzo del gioco al massacro che è la scrittura per gli scrittori.

  5. Betty65 Dice:

    Non sono una scrittrice, faccio tutt’altro. Ma certe volte scrivo delle storie- non so come meglio chiamarle- che si creano spontaneamente nella mia mente e che sono un insieme di ricordi e di esperienze rielaborati dalla fantasia. Credo che chi scrive ci metta sempre dentro un pò di s’è stesso. E questo rende unico il modo di scrivere di ciascuno. Andare in fondo a s’è stessi, conoscersi profondamente ci rende più forti e ci rende migliori in qualunque campo applichiamo le nostre capacità.
    Bon…scusate l’intromissione.

  6. Lara Manni Dice:

    Questo sì, è verissimo. Il problema, quando usi la prima persona, è non esagerare: perchè infine è un romanzo, e deve rispondere a molte regole che non siano soltanto l’introspezione!

  7. N. Savino Dice:

    Ciao, Lara, è la prima volta che scrivo qui. Seguo il tuo blog da un po’ (“Le prugne glorificano” sono del buon vecchio King, vero?) e sto leggendo in questo momento Esbat. Sono alle prime pagine ma la lettura mi ha preso molto.

    Per la prima persona posso solo dirti: Puoi Lara? Puoi?

  8. Lara Manni Dice:

    Ci provo :) Grazie infinite Nicola. Sì, King. On writing!

  9. scrivomania Dice:

    Immagino che di regole per scrivere un romanzo ce ne siano davvero infinite e che talvolta alcune prevalgano sulle altre.
    Circa l’eccessiva introspezione credo tu abbia ragione…ma quando è troppa o troppo poca ? Immagino dipenda dal tipo di romanzo che uno vuole scrivere. O sbaglio ?
    Comunque lascio a voi scrittori professionisti la risoluzione del dilemma !

    Ciao !

  10. Lara Manni Dice:

    Non è questione di troppa o poca: è che cerco una misura per farne un romanzo, appunto, e non un diario :)

  11. Betty65 Dice:

    Sono certa che ce la farai. Buon lavoro e…buona notte!

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