C’era una volta Babsi Jones. L’ho appena sfiorata, quando sono arrivata in rete, perchè, dopo poco, ha chiuso per sempre il suo blog. Era, se non ricordo male, il 2007, l’anno in cui uscì il suo primo e unico libro, Sappiano le mie parole di sangue.
Un libro bellissimo, strano, non assimilabile ad altri. In quell’anno, lo stesso in cui cominciavo a scrivere piccole storie per Efp, ho assistito al linciaggio in rete di Babsi Jones. Per gioco. Chiuse il blog, e sparì.
Inadatta alla rete, forse, anche lei. Eppure scriveva post molto belli, intelligenti, scomodi. Certo non compiacenti.
Se trovate quel romanzo, leggetelo. Lei, però, non la trovate più. E, per me, è un gran peccato.
Con il post di ieri intendevo dire questo: che dovrebbe, su Internet, esserci spazio per tutti, anche quelli spigolosi, anche quelli che non stanno al gioco, non sono autoironici, non sanno, magari, avere la meglio in una discussione per logica, pacatezza, abilità retorica. Forse mi sono espressa male.
Allora, trovo sia giusto fermarmi a pensare, per qualche tempo. Non mi tiro indietro: continuo a credere al web e ad amarlo. Mi dispiace se alcune mie lettrici, come mi è stato scritto in privato, si sono sentite deluse dalla mia presa di posizione. Mi dispiace aver generato un putiferio anziché una discussione.
Quando tornerò, parlerò di quel che conosco: i libri. Grazie a tutti e, per piacere, non trascendete nei toni, nel corso dei commenti. Non controllerò frequentemente e conto su di voi. A presto.
P.S. Mi si consiglia di rettificare pubblicamente di aver frainteso l’ironia di Massacri Fantasy nei miei confronti per quanto riguarda la querela: lo faccio. Era ironia e non l’ho capito. Adesso spero di poter sparire.