Per un giorno, sospendo l’esplorazione di Twin Peaks e Mucchio d’ossa, lascio le piccole città ai loro misteri e partecipo al rammarico di molte persone che leggono e scrivono fantastico.
Asengard, piccola ma valorosa casa editrice, chiude. Il motivo dell’abbandono è spiegato con dignità e realismo sul blog. In poche parole: i lettori sono troppo pochi per consentire un ritorno economico. Né i responsabili di Asengard hanno intenzione di seguire la strada del doppio binario come ha fatto, per esempio, Armando Curcio: di quest’ultimo episodio trovate notizia su Writer’s Dream e sul blog di Francesco Falconi.
Del resto, di un significativo calo delle vendite in libreria (intorno al 5%, pare) si è parlato qua e là, nei giorni scorsi. La speranza, certo, è nell’acquisto in rete e, in un futuro che suppongo vicino o già iniziato, anche nella pubblicazione in rete.
Resta il fatto che quello italiano è un mercato molto piccolo, temo, rispetto agli altri paesi. E resta la tristezza per la scelta – corretta e pulita – di Asengard.
giugno 29, 2011 alle 8:27 am |
Mi spiace molto per la Asengard, ho comprato molti loro libri ed avevo intenzione di comprarne anche altri… mi piacevano molto. Se si potesse fare qualcosa, qualunque cosa, io sono disposto ad aiutarli…
X-Bye
giugno 29, 2011 alle 8:34 am |
Credo che sia una decisione irrevocabile, purtroppo. E dispiace davvero molto anche a me.
giugno 29, 2011 alle 11:53 am |
anch’io ho acquistato diversi libri e in lista ne avevo altri 2. Un peccato enorme, che è anche il sintomo inequivocabile di un mercato in crisi. E sempre meno speranze per gli esordienti, oltre che per i lettori, di trovare case editrice limpide e corrette.
giugno 29, 2011 alle 7:58 pm |
Purtroppo oltre ad essere piccoli, erano specializzati in un genere un po’ di nicchia, o almeno che non vende troppo se non metti vampirozzi e licantropi e angeli digeriti per un pubblico di ragazzini. Tra i suoi autori c’erano anche Cortini e Moretti che hanno creato un bello scenario post-apocalittico (con zombie) su cui giocare, insomma gente di cui andare fiera
giugno 29, 2011 alle 8:05 pm |
Verissimo. Ma sai, Laurie: il problema è che, secondo me, il bagno di sangue è appena iniziato. Non sono pessimista e non voglio vedere nero: certo è che la politica editoriale degli ultimi tempi, generalizzata, non può che portare alla, se non catastrofe, rapida e brusca inversione di rotta…