Sentimental

Qualche mese fa ha fatto il giro del mondo un’intervista al Nobel per la letteratura V.S.Naipaul in cui il medesimo sosteneva che le scrittrici non erano alla sua altezza: “Io leggo un brano in prosa e nel giro di uno o due paragrafi capisco subito se è di una donna o no. Non è alla mia altezza”. Motivo? Sentimentalismo (specie quello di Jane Austen) e  “visione ristretta” del mondo.
Cafone, d’accordo. Però ogni tanto questo argomento torna da parte di molti scrittori che sostengono che le donne pubblichino più facilmente, per esempio e che tendano a una scrittura “sentimentale” (quante volte si è discusso, qui, su questo punto, specie nel genere fantastico? Non le conto più).
Ora, però, Giovanni Arduino ha scovato questa ricerca relativa a riviste e inserti letterari americani. Divertitevi.

Ps. A proposito di ragione, sentimenti e scrittura: ho completato anche il secondo racconto per i vincitori del contest legato a Tanit.  Trovate tutti e due nella solita colonnina di destra. Mi ha messo a dura prova, ma ho seguito una strada per me non troppo consueta. E mi è piaciuto farlo.

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21 Risposte to “Sentimental”

  1. Paolo1984 Says:

    Al di là dell’esser cafoni o meno, non capisco perchè scrivere romanzi “sentimentali” (quindi immagino incentrati su una love story con tutti i patemi e le difficoltà ecc..) dovrebbe voler dire che si ha una “visione ristretta” del mondo. Come al solito l’importante è raccontare i sentimenti in maniera credibile

  2. Ilaria Says:

    Uhm, per un po’ ho sofferto anch’io di questo pregiudizio antiscrittrici (ma con dei distinguo, cioè come l’ha messa lui mi sembra un po’ brutale), nel senso che è vero che c’è uno scrivere femminile più intimista e domestico, ed è quel tipo di scrittura che io chiamo “tè e pasticcini” (perché c’è sempre un momento in cui queste protagoniste riflessive si confortano con una tazza di tè, da sole o in compagnia di altre colleghe riflessive, elucubranti e intente a sviscerare e analizzare ogni più sottile moto del loro complesso animo femminile o di quello altrui), ma con questo mi riferisco allo stile, non ai contenuti, poiché non necessariamente questa scrittura riguarda vicende sentimentali. Poi vabbe’, dopo avere incontrato gente come Flannery O’Connor, Ursula K. Le Guin e tante altre ho decisamente cambiato idea ;-) Tuttavia io capisco quel che Naipaul voleva dire… Però tra tutti gli esempi che poteva fare trovo davvero fuori luogo quello di Jane Austen: se c’è un’autrice poco sentimentale è proprio lei (uno dei motivi per cui la amo!); nei suoi romanzi ci sono storie d’amore ma l’ironia dell’autrice verso questo sentimento e le sue dinamiche è tanta da risultare ben poco sentimentale. Ecco, Jane non è certo “tè e pasticcini”, anche se Naipaul non è stato l’unico a fraintenderla, data la mole sterminata di romanzetti – quelli sì! – romantici, che nel titolo si ispirano a lei (un fenomeno che mi piacerebbe approfondire, questo). Trovo ben più sentimentali molti autori “maschi” (mi fa un po’ ridere usare questa distinzione, comunque), voglio dire, Dostoevskij quando parla d’amore cos’èèè? (una donna difficilmente si sbilancerebbe tanto quanto lui in alcuni romanzi:-P). Se andiamo poi nella letteratura per l’infanzia, che è il “mio” settore, che dire? Prendiamo una Louisa May Alcott e un Malot (autore di “Senza famiglia”) e facciamo due conti (e cito due autori classici perché li conoscono tutti, se andiamo sul contemporaneo il pregiudizio espresso da Naipaul ci fa ancor più una magra figura). Comunque nonostante tutto ciò, sotto sotto sento che un po’ un pregiudizio simile in me c’è ancora, a volte…

  3. Valberici Says:

    Oh, ma guarda, mi succede la stessa cosa…anch’io capisco subito che lo scritto non è alla mia altezza…infatti è sempre posizionato molto più in alto di quanto io possa fare… :D

  4. Ilaria Says:

    P.S. che poi – mi correggo – nei romanzi di Jane Austen non è che ci siano proprio delle “storie d’amore”… ci sono più che altro dei fidanzamenti e dei matrimoni.

    • niggle Says:

      Non credo. L’amore c’è ma cade tutta quella patina dolciastra e rosata che molte volte contraddistingue romanzi del genere. La Austen solleva il velo di romanticherie in cui è avvolto e ti mostra l’importanza dell’ambiente sociale che c’è intorno, il rilievo dell’educazione ricevuta…tante piccole cose molto banali, molto terra-terra che noi non notiamo, troppo impegnati a sguazzare tra lo zucchero e i cuoricini. A volte lo fa con ironia, altre è proprio dissacrante. Ma l’amore c’è, solo che è “nudo”.

      Almeno secondo me ^^

  5. Laura atena Says:

    Sono d’accordo con Ilaria, in effetti la teoria (o meglio la divulgazione pubblica dei suoi gusti personali di lettura) di Naipul fa acqua da tutte le parti. Non leggi alcune autrici perchè sono sentimentali e non sono alla tua altezza? povero te, non sai quel che ti perdi!! Niente Doris Lessing, Marguerite Yourcenar, niente Christa Wolf o Elsa Morante!
    Eppure… riflettevo sul tuo racconto di ieri, mi pare, almeno dai commenti qui sul blog che abbia lasciato piuttosto spiazzati (perlomeno ammutoliti) i tuoi lettori maschi. O mi sbaglio?
    Il fatto che ti sia accostata in modo diverso dal solito (con una voce nuova come dici tu) ad una storia d’amore mi pare li abbia un poco destabilizzati, o no?
    Uomini non vi arrabbiate, sono solo riflessioni, poi sento la primavera e il cervello a già voglia di ferie;.)

  6. Laura atena Says:

    Ops “il cervello ha già voglia di ferie” scusate!!!! le userò per ripassare un po’di grammatica;-)

  7. Lara Manni Says:

    In realtà, e lo notavo con un amico, i racconti sono piaciuti a due pubblici diversi. In genere chi ha amato il primo è stato più tiepido verso il secondo, ma questo, come dicevo, è ovvio. In un racconto non puoi variare molto, ma centrare – se riesci – l’obiettivo in un numero limitato di pagine.
    Ma a parte questo, il problema del sentimentale esiste eccome. Infatti, a mio parere, Jane Austen viene speso malintesa e l’ironia di cui giustamente parlava Ilaria non viene colta.
    Io non credo che necessariamente le donne siano più o meno sentimentali: ma che l’editoria (e, a volte, le lettrici) richiedano alle autrici di diventarlo, questo è un fatto. Sai quante lettrici scontento perchè non sono “romantica”? Eppure, a me le emozioni interessano. Sono la prima cosa a interessarmi, anzi…

  8. Laura atena Says:

    Infatti leggendo i tuoi libri la cosa risulta chiara e lampante.
    In “Tu stessa, per inseguirlo” ad esempio,oltre al racconto sentimentale c’è anche uno spaccato sociale, c’è l’evoluzione dei desideri di due ragazzi, l’incontro con “il mondo dei grandi” e le sue regole, le differenti reazioni di Michele e Cecilia, le loro aspirazioni, insomma c’è molto di più di una storia d’amore (non che di per se questa sia un difetto), così come nella Austen c’è il racconto di una società e di una serie di dinamiche che vanno oltre le relazioni sentimentali, raccontandoci un mondo, una visione della donna e dell’uomo.
    Se il nucleo della storia rimangono le emozioni che spingono i protagonisti a fare scelte e azioni specifiche, lo stile con cui si narra li vicenda fa la differenza. Forse nel racconto di ieri c’era quella parte di “romantico” in più a cui il tuo pubblico maschile non è abituato.

  9. M.T. Says:

    “Io leggo un brano in prosa e nel giro di uno o due paragrafi capisco subito se è di una donna o no.”

    L’unica cosa che posso dire è che più avanti di me: io con un testo tra le mani (salvo casi eclatanti) posso solo dire se mi prende o meno :P . Rimanendo nel fantastico, per fare due esempi, l’unica cosa che Bradley e Le Guin mi dicono è che hanno storie belle e profonde da raccontare. Che non è poco.

  10. Lara Manni Says:

    Pensa, Laura, che io lo valuto un racconto cupo, per esempio. Il romanticismo, temo, sta perdendo di significato come parola e oggi va a indicare “vicenda sentimentale senza conflitti e con lieto fine”. Che va benissimo come intrattenimento puro: ma non può essere applicato a una Austen, a una (o molte) Bronte e alle scrittrici che hanno narrato emozioni molto più complesse.

  11. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  12. Giobix Says:

    Letti i due racconti, devo dire che se il primo ha un forte impatto immediato, è il secondo che mi è rimasto dentro a distanza di tempo.
    Quello di campo de fiori ha più effetti speciali e un finale col botto, ma i personaggi non sono il massimo dell’empatia imho, e te lo immagini che la ragazza finirà male. è un po’ quello che King chiama “racconto dell’uncino”.
    Nel secondo mi sono sentito più vicino ai personaggi, e quel dettaglio della cenere sparsa anche tra i capelli mi ha fatto un certo effetto.

  13. Lara Manni Says:

    Grazie!

  14. Giobix Says:

    ah, ho visto “Young Adult” in inglese, in italia esce la prossima settimana. é scritto da Diablo Cody e parla proprio di una scrittrice di YA :) amarissimo film sul “dopo” con demolizione spietata del romance.

  15. Lara Manni Says:

    Sarà mio. Molto curiosa (in Usa il paranormal romance perde colpi, sapevi?)

  16. Giobix Says:

    Penso abbiano esagerato con le dosi…poi uno si accorge che la realtà non potra mai essere così e ci resta più male.
    -Yes, I’m an Author.
    - Children’s books?
    - Young Adult!
    - Oh…vampires?
    - Groan :(

  17. Lara Manni Says:

    (sostituire vampiri con angeli, tritoni, licantropi, a piacimento) :)

  18. Giobix Says:

    Non so se Naipul indovinerebbe che Diablo è una donna http://www.ilgiornale.it/spettacoli/il_femminismo_cinemanon_fare_sconti_donne/diablo_cody-intervista/20-12-2011/articolo-id=563446-page=0-comments=1

  19. Lara Manni Says:

    :)

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