Sachiko e Keiko

Sono sempre stata convinta che un narratore non inventi mai nulla. In questi giorni ripensavo ad Autori per il Giappone, il progetto nato in questo blog, e venuto alla luce e cresciuto grazie a voi che avete letto e scritto. Quando ho contribuito con il mio racconto, non conoscevo questa storia:

“Venerdì 11 marzo 2011 la maestra Sachiko Chiba, ormai vecchia, iniziò a correre. Sotto l´asilo di Ishinomaki scappava via anche la terra e alle 14.46 la sirena lanciò l´allarme tsunami. Qui un anno fa c´era una città. Migliaia di persone, come sempre, aspettavano il sabato. L´oceano Pacifico, per uscire dal mare, impiegò 28 minuti. Sembrano sufficienti per mettersi in salvo. Alle 15.14 invece un´onda alta 37 metri fece in tempo a mangiarsi tutto. Sachiko Chiba, con tre bambini tra le mani, riuscì a salire sulla collina dietro l´ospedale, mentre l´acqua le montava sulle spalle. Quel pomeriggio a scuola c´erano cinquanta alunni. Poche centinaia di metri e tutti ce l´avrebbero fatta, un´altra volta. «Mi sono girata – dice – il mondo era scomparso e noi eravamo rimasti soli».
Un anno dopo lei è ancora in classe. L´asilo, come il quartiere, si intuisce dal perimetro: migliaia di muri rasati che dividono un deserto, come risaie pronte per essere seminate. La maestra di Ishinomaki viene qui tutti i giorni, come ogni sopravvissuto. Non sa cos´altro fare per andare avanti”.

Ugualmente, quando, in questi giorni, pensavo al dolore di Cecilia per uno dei racconti-premio, non conoscevo la storia di Keiko:

“Keiko Sato, sopravvissuta di Miyako. Da un anno conserva in frezeer la torta al cioccolato donatale dal figlio e dal marito per il settantesimo compleanno. La pasticceria di Yamagata gliela consegnò puntualmente in tenda, due giorni dopo che lo tsunami le aveva inghiottito la famiglia. Due dispersi, non recuperati. «Ne mangio un boccone alla volta – dice – per essere sicura che un tempo ho avuto una vita reale. Per finirla aspetto che ritornino i miei cari».

Le storie inventate non sono mai forti e vive come quelle reali, tutto qui.

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12 Risposte to “Sachiko e Keiko”

  1. spiritodelsilenzio Says:

    Comunque io credo che chi scrive tocca i margini tra ignoto e reale, secondo me un pò tutti immaginandoci e colti dalla bomba di tristezza e di emozioni esplose abbiamo sentito qualcosa. Magari abbiamo anche parlato inconsapevoli, di storie avvenute realmente.

  2. Lara Manni Says:

    Questo è poco ma sicuro, e io ci credo profondamente. La storia di Sachiko mi ha colpita moltissimo per assonanza, quella di Keiko per il dolore che esprime.

  3. Fabio Says:

    Oddio :’(

  4. Ilaria Says:

    Le storie inventate non sono mai forti e vive come quelle reali, tutto qui.
    E’ vero. Inoltre queste assonanze mi fanno sempre pensare a come, nonostante tutto, siamo simili, noi umani. Scava scava, siamo uniti dagli stessi sentimenti, da reazioni simili, nello spazio e nel tempo, e questa profonda comunione tra noi spesso emerge proprio attraverso le narrazioni, vicine o lontane che siano (ripeto, nello spazio come nel tempo). E’ una cosa che mi trasmette sempre una profonda fiducia, capisco che non sono sola.

  5. Lara Manni Says:

    Sincronicità, Ilaria.
    Per la cronaca, il racconto era questo:
    http://www.autoriperilgiappone.eu/?page_id=168
    Riletto, mi ha turbato non poco.

  6. M.T. Says:

    Fa pensare (e anche venire i brividi) come si possa scrivere di cose senza averle conosciute e vedere quanto sono simili: una dimostrazione che gli individui sono legati tra loro. Che si chiami inconscio collettivo, venire dalla stessa origine, non importa: questo dovrebbe far capire della vicinanza che c’è tra gli individui e far sviluppare una comprensione capace di vincere l’individualismo e le barriere che ci sono tra le persone.

  7. Valberici Says:

    Vero, le storie in verità sono un modo per vedere la realtà senza farsi troppo male. Un po’ come guardare il sole attraverso un vetro affumicato, senza di esso sarebbe impossibile.

    Comunque consiglio la lettura di Zona Proibita, scritto da Vollmann.

  8. Lara Manni Says:

    Consiglio accolto. E a volte ci si fa male lo stesso, Val.

  9. Valberici Says:

    Già, ci si fa lo stesso del male, ma non troppo o almeno sopportabile…anche se il libro di Vollmann a volte è quasi isopportabile.

  10. icittadiniprimaditutto Says:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  11. aquanive Says:

    è stata una delle più belle iniziative alle quali abbia avuto l’onore di partecipare e di sostenere. e mi ha permesso di conoscere questo blog e di seguirlo da allora. Ciao! :-) amneris

  12. Lara Manni Says:

    Grazie Amneris! Magari studiamo qualcosa per ricordare l’anniversario :)

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