Qualche mese fa ha fatto il giro del mondo un’intervista al Nobel per la letteratura V.S.Naipaul in cui il medesimo sosteneva che le scrittrici non erano alla sua altezza: “Io leggo un brano in prosa e nel giro di uno o due paragrafi capisco subito se è di una donna o no. Non è alla mia altezza”. Motivo? Sentimentalismo (specie quello di Jane Austen) e “visione ristretta” del mondo.
Cafone, d’accordo. Però ogni tanto questo argomento torna da parte di molti scrittori che sostengono che le donne pubblichino più facilmente, per esempio e che tendano a una scrittura “sentimentale” (quante volte si è discusso, qui, su questo punto, specie nel genere fantastico? Non le conto più).
Ora, però, Giovanni Arduino ha scovato questa ricerca relativa a riviste e inserti letterari americani. Divertitevi.
Ps. A proposito di ragione, sentimenti e scrittura: ho completato anche il secondo racconto per i vincitori del contest legato a Tanit. Trovate tutti e due nella solita colonnina di destra. Mi ha messo a dura prova, ma ho seguito una strada per me non troppo consueta. E mi è piaciuto farlo.