No, non è giusto.
Quando si è diffusa la notizia che sarebbe arrivato il remake americano di Lasciami entrare, ho avuto un brividino. Ora il brividino sta per diventare crisi epilettica, dopo aver visto (grazie a Elvezio), il trailer del medesimo.
Come trasformare una splendida storia in Twilight versione scuole medie.
Seguirà boicottaggio.
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Lasciami protestare
luglio 6, 2010La chiave
dicembre 24, 2008Lacrimuccia. Lacrima. Lacrimona.
Ebbene sì, ho finito Lasciami entrare in un diluvio di lacrime. Bellissimo: lo consiglio con tutto il cuore a chi cerca il giusto contraltare agli stereotipi vampireschi. E a chi cerca una bella storia, in assoluto: ben costruita, ben scritta, sognante.
Per di più, mi ha fatto venire in mente una cosa: ho capito, magari in ritardo, che ogni scrittore ha una chiave. E Lindqvist ha quella della tristezza: un’amica che ha letto l’altro romanzo dove rivisita il mito degli zombie mi ha detto che anche in quel caso quella è la tonalità dominante. Una tristezza buona, che coinvolge chi legge in una nebbiolina amara, ma benefica.
Ovviamente, mi sono anche chiesta se anche io ho una chiave.
Altrettanto ovviamente, non so cosa rispondermi. Magari ho una scheda magnetica. Magari un grimaldello. Magari resto fuori dalla porta. Magari sfondo la medesima a calci. Vedremo.
Dovrei augurare Buon Natale, lo so: ma il gatto nero sulle mie ginocchia dice che non sarebbe coerente. Però ve lo auguriamo lo stesso: lui e io (ma sì).
Spammer
dicembre 23, 2008Giornate di vigilia uguale fare pulizia.
Ma la casa è pulita, il manoscritto si sta trasformando da accozzaglia di circoletti, frecce e barre in pagine linde con i corsivi al posto giusto: non resta che pulire il computer.
Comincio dal blog.
Spam Akismet: 46. Hi, good site! Vai al diavolo, non è un site, è un blog, ignorante di uno spammer.
Chiavi d’accesso: come si chiama edward cullen? Come sarebbe a dire? Che domanda è? E’ come se qualcuno avesse chiesto al giovane Werther: patente, libretto, nome e posizione anagrafica.
E ancora, ripetuta, la frase di ieri: Non aver paura, sarò sempre con te.
Lara si ferma. Chi caspita arriva sul suo blog digitando parole del genere? Un fantasma? Un demone vendicatore? Marco della quinta A di quando la quinta A era la mia classe e io lo spiavo da dietro il vocabolario pensando a quanto era bello e, ahi, a quanto era tragicamente stupido?
Meglio non saperlo. E’ Natale.
Delete.
Passiamo alle mail. Spam: trentacinque. Abbiamo bloccato tuo conto alla posta. Ma guarda questi. Anzitutto: l’articolo. Nessun dirigente postale manderebbe mail senza articolo. O forse sì. Magari alle poste non si usano gli articoli. Magari…Ma io non ho nessun conto alla posta!!! Delete.
Make your female scream. A parte la costruzione inglese traballante, io sono una Donna, maledizione. Basta con lo spam di Cialis e Vai-a-grah. Cosa faccio, scrivo al Garante dei Sessi per spiegare che almeno, se proprio mi devono spammare, lo facciano con cognizione di causa?
Ma poi, cosa proveranno i maschi ricevendo uno spam così? Fai urlare la tua donna? Sembra un contest per complessi post-emo. Sembra…e questo?
Extensive List of Dentists in America
597,000 dentists and dental services ( a $350 value!)
Immagino mezzo milione di dentisti con la tuba dello zio Sam e il trapano puntato: “I want you”. Mi ricordo che devo fare la pulizia dei denti. Mi ricordo che in questo momento non posso accendere un mutuo. Delete.
E questa? Georgia. Oh, come uno dei miei personaggi in Esbat.
hi, I found your mail in my contact list
i thought we might make a good match
Im going to get naked for you
I have many filthy toys and know how to use them!
Mi vengono i lacrimoni. Sesso e medicine: questo è lo spam, bellezza. Ah, no: sesso, medicine e conti correnti. Unicredit banca la avvisa che ha bloccato il suo conto. Perfetto, non ne ho mai aperto uno presso Unicredit.
Delete. Delete. Delete.
Le foglie morte danzano fuori dalla finestra. Lara le guarda. Si chieda che vita debba fare uno spammer. Se lo immagina come Bartleby lo scrivano (con la stessa descrizione che ne diede Melville: figura “pallidamente linda, penosamente decorosa, irrimediabilmente squallida!”). Se lo immagina chino davanti alla tastiera, a formulare frasi quasi sempre identiche, con la piccola vendetta di mangiarsi gli articoli. Piccola ma fondamentale: nessuno crederà mai ad una mail senza articoli, appunto.
Ovviamente non è così.
Ma è quasi Natale (nonostante tutto). L’editing è a buon punto (meno male). Il libro di Lindqvist è quasi finito (purtroppo). Almeno tre idee si attorcigliano attorno alle dita di Lara (Tanit, una bella storia a due, un racconto).
Perdere tempo è meraviglioso.
Sangue
dicembre 16, 2008Mi arrendo, sì. Non ce la faccio a tenere buono Tanit fino a fine marzo. Proprio non riesco. Mica si può trattenere il sudore. Mica si possono trattenere le lacrime, quando scappano.
Così, un’ora fa mi sono trovata a guardare la solita scenetta automobilistica (guidatrice fetente di Suv versus signora di mezza età su Cinquecento) e l’incipit mi è sgorgato fuori.
Lo faccio. Magari dedico mezzo pomeriggio a Tanit e mezzo all’editing di Esbat, per sentirmi meno in colpa.
Poi c’è un’altra cosa. Stanotte sono andata avanti con la lettura di Lasciami entrare (c’era un bell’articolo su Repubblica, stamattina, che annuncia il film) e ho pensato al sangue.
Quanto è diverso l’uso del medesimo a seconda dello scrittore (o scrivente): io appartengo alla schiera “sì, ma solo quando serve”. Non mi piace lo splatter, a meno che non ci sia una scelta ben precisa a monte: l’unico libro, a mia memoria, che mi abbia davvero provocato un conato di vomito è stato American Psycho di Bret Easton Ellis. Ma serviva: e quello è davvero un romanzo splendido…
(Ma poi, che colore ha davvero il sangue? Rosso rubino, rosso-nero, rosso scarlatto, rosso pompeiano…?)
Elogio dello sfigato
dicembre 11, 2008Ah, lo sfigato.
Come farebbero gli scrittori (o gli scriventi, come me) senza il disgraziato o la disgraziata di turno? Ci pensavo ieri sera, prima di crollare sui cuscini, leggendo Lasciami entrare. Che si apre con la classica scena di massacro dello sfigato stesso: in questo caso si chiama Oskar, ha dodici anni, è grasso, si fa la pipì addosso, perde sangue dal naso e viene ovviamente perseguitato dalla solita congrega di Compagni di Scuola Cattivissimi.
Sfigati indispensabili, a memoria: tutti i Perdenti di It (scontato), Carrie, Tom Cullen (WARNING: non è parente dei vampiri succhiaverdura, è un personaggio importante de L’ombra dello scorpione), Bobby Garfield in Cuori in Atlantide, Duddits ne L’acchiappasogni. Questo solo per citare i Kinghiani, e sicuramente ne dimentico parecchi.
So che gli sfigati non sono amati da tutti. So anche che molti lettori si irritano, vorrebbero entrare nella pagina e sbattere le loro testoline contro un chiodo che casualmente sporge dal muro, sperando in una reazione qualsiasi.
Beh, non si può: senza lo sfigato, il povero scrittore (o scrivente) non potrebbe divertirsi a immaginare una ragnatela di eventi che porteranno i persecutori dello Scemo/a verso una fine orrenda (vampirizzati, bruciati vivi da un emissario del Male, masticati da qualche ragno gigante).
E poi c’è un luogo comune che molto spesso è vero: gli scrittori che adottano uno sfigato sono stati sfigati essi medesimi, nella loro infanzia. E si vendicano: meschino, ma umano.
Vale pure per me.
Madame Bovary, c’est moi . Anzi: Ivy c’est moi. A quindici anni, ero pure peggio.
Ps. Però questo povero Oskar supera tutti gli sfigati che conosco, fin qui.
Vampiri svedesi in arrivo
dicembre 10, 2008Ieri sera mi hanno portato un bellissimo regalo, che tornerà utile anche per il progetto vampiro: è Lasciami entrare, un horror sulle care creature della notte scritto da John Lindqvist. Me ne dicono un gran bene, e sta anche arrivando il film. Ho cominciato ieri sera la lettura e mi piace, mi piace, mi piace. Secco, diretto, almeno nelle prime pagine: la “editante” che è in me aveva l’acquolina (e pensava “arriverò mai ad usare una parola con la precisione di un bisturi?”).
Veniamo a noi. Ho letto i commenti di ieri e mi sembra che, con i dovuti aggiustamenti, siamo sulla stessa linea (un capitolo per uno). Certo, adesso occorre lavorare sulla trama, e abbiamo a disposizione sia il blog aperto da Avalon sia il forum proposto da Caska.
Mi chiedo, però: non sarebbe più comodo confrontarci in un gruppo chiuso, con relativa pagina, sul Faccialibro, visto che siamo tutti iscritti (credo) e che il mezzo sembra…più agile? Che ne dite?