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Sentimental

marzo 2, 2012

Qualche mese fa ha fatto il giro del mondo un’intervista al Nobel per la letteratura V.S.Naipaul in cui il medesimo sosteneva che le scrittrici non erano alla sua altezza: “Io leggo un brano in prosa e nel giro di uno o due paragrafi capisco subito se è di una donna o no. Non è alla mia altezza”. Motivo? Sentimentalismo (specie quello di Jane Austen) e  “visione ristretta” del mondo.
Cafone, d’accordo. Però ogni tanto questo argomento torna da parte di molti scrittori che sostengono che le donne pubblichino più facilmente, per esempio e che tendano a una scrittura “sentimentale” (quante volte si è discusso, qui, su questo punto, specie nel genere fantastico? Non le conto più).
Ora, però, Giovanni Arduino ha scovato questa ricerca relativa a riviste e inserti letterari americani. Divertitevi.

Ps. A proposito di ragione, sentimenti e scrittura: ho completato anche il secondo racconto per i vincitori del contest legato a Tanit.  Trovate tutti e due nella solita colonnina di destra. Mi ha messo a dura prova, ma ho seguito una strada per me non troppo consueta. E mi è piaciuto farlo.

Appunti molto sparsi

febbraio 21, 2012

Appunti per tutti coloro che intendessero scrivere un romanzo con protagonista una sirena (ultima tendenza del momento al di qua e al di là dell’Oceano). Rileggere La sirena di H.G.Wells.  Lo stupore dell’immortalità. L’alterità. La natura ferina e divina. Rileggere Heine e i suoi canti per Lorelei. Rileggere Jung e le sue parole sull’Ondina e sull’Anima. Inoltre.  Temete le sirene. Non addomesticatele. Non rendetele graziose e innamorate. Fanno paura. Non sono giocattoli. Non cantano come nei film Disney e non hanno gli occhioni da cerbiatto. Uccidono.
Appunti per me.  I due vincitori del contest per Tanit (inserisco le fan fiction nella sezione fandom, come detto)  mi hanno inviato i propri desiderata per i racconti che dovrò scrivere per loro. Eccoli.
Da Andrea Cattaneo:

“Ciao Lara,
la storia che vorrei tu scrivessi per me parla di una donna di 35/40 anni, un genio della scienza e della tecnica e una frana totale nei rapporti umani. Questa donna si è innamorata del fattorino che consegna la posta al suo ufficio ma non riesce a dichiararsi. Un giorno, con una scusa, si infila con lui nell’ascensore, ha con sé una macchina del tempo di sua invenzione. Il suo piano è semplice: da soli, in ascensore tentare il primo approccio e, se va male, riprovare, tornando indietro nel tempo al momento in cui si infila nell’ascensore con lui. Le “prove” possono virtualmente essere infinite e le reazioni del fattorino possono variare parecchio virando la storia nella direzione che tu preferisci (comico, romantico, horror, erotico) oppure essercitando tutte le opzioni possibili (be’, tutte direi di no… sono infinite!).
Il fattorino non ha ovviamente ricordi dei salti temporali ma, se vuoi complicare ulteriormente la cosa e divertirti di più, potresti fargli avere dei déjà vu. Inoltre, lascio a te la decisione, se e quando l’ascensore arriverà al pianterreno, non è detto che questi continui viaggi nel tempo (che richiedono una quantità enorme di energia?) abbiano lasciato immutato il continuum spazio-temporale del mondo al di fuori dell’ascensore.
Insomma, in parole povere vorrei che scrivessi una storia di Fantascienza con un loop temporale. Forse ti ho dato più elementi del necessario: cambia, modifica, aggiungi e leva quello come preferisci. E’ solo un canovaccio, sta a te interpretarlo!”

Da Valentina Graziani:
“Ti darò cinque elementi, servendoti dei quali dovrai costruire un racconto. Il genere lo decidi tu. I protagonisti, anche.

1 – “I roghi non illuminano le tenebre”. Questa è una citazione di Stanislaw Lec. Che tu la usi come epigrafe, o citandola, o anche solo prendendone ispirazione, lo deciderai tu.

2 – Tempo: Notte.

3 – Luogo: Campo de’ Fiori. La statua di Giordano Bruno. Ho un debole per lui, lo sai.

4 – Gatti. Può essere un micio solo, possono essere una colonia, l’unica indicazione: non uccidermeli.

5 – http://www.youtube.com/watch?v=KQpnpet0V84
Come sopra: ascoltala e prendi quello che vuoi.”

Sono affari miei, temo.

Il Venerdì e Il Messaggero su Tanit

febbraio 17, 2012

Dunque, Tanit è in libreria. Pazientate se questo sarà un post di segnalazioni e recensioni: lo avevo anticipato e così è.
Sono usciti due articoli, e ve li copio qui sotto.  Un grazie è poco. Siate comprensivi: anche le blogger si emozionano.

IL VENERDI’ di Repubblica.
GRAN FINALE PER LA NOSTRA LARA MANNI

“Ivy lascia cadere il pennarello. Rimane a guardare le ultime parole. Si sofferma sul disegno del demone che ha appena tratteggiato: Hyoutsuki è soltanto carta. Deve restare nel suo mondo, dove il tempo non trascorre e non trascorrerà”. La giovanissima disegnatrice di manga Ivy ci accompagna in un nuovo viaggio a metà strada fra l’universo parallelo dei demoni Hyoutsuki e Yobai e quello, assai più tetro, della ferocia umana e del sottile confine tra maternità e perdita, tra vita e morte. Un istinto che conduce all’autodistruzione e all’annientamento dei propri simili, fino all’estremo dell’orrore dell’infanticidio compiuto da Davide, che uccide la figlioletta appena nata per poi suicidarsi. Questo prodigioso romanzo conclude la trilogia iniziata col successo dei primi due volumi Esbat e Sopdet. Con Tanit, La bambina nera, la romana Lara Manni conferma un’eccezionale maestria nell’individuare connessioni fra il regno dell’oscuro e l’oscuro quotidiano, costruendo un cosmo dove il surreale diventa iperreale. Dimostrando che esiste terreno fertile per lo sviluppo del genere fantasy/noir made in Italy” (Silvia Pingitore)

IL MESSAGGERO
MANNI: IL MIO TANIT RUOTA TRA DUE MONDI di Leonardo Jattarelli

Tanit è ambientato nel 2008, mentre le prime avvisaglie della grande crisi economica seminano paura e rabbia a Roma. Non è un bel mondo, quello dove passeggiano demoni e dei. E’ un mondo di risentimento e rancore, di piccole meschinità…”. Con il suo nuovo libro Tanit in uscita oggi (Fazi editore, 370 pagine, 18,60 euro) la scrittrice romana Lara Manni chiude una trilogia fantastica iniziata con Esbat e proseguita con Sopdet, tra leggende orientali e miti mediterranei legati alla Grande Madre. Ma più che negli scritti precedenti, qui l’autrice compie un vero salto di scrittura intima, intensa e immaginifica insieme che la porta indiscutibilmente al di là del genere per volare verso altre mete.

Nel suo libro due mondi che cercano un contatto. Ci sono i demoni e una sorta di giovane angelo, Ivy, artista che attraverso i suoi disegni può modificare storie e destini. Da dove è nata l’ispirazione?

Da almeno due considerazioni. Nell’intera trilogia, ma soprattutto in Tanit, mi interessava raccontare il rapporto che esiste fra creazione e distruzione. Non è solo la vecchia pulsione che porta a uccidere ciò che si ama, come pure avviene nel primo libro, Esbat: è l’idea che narrare significhi aprire porte fra un mondo e l’altro e che, una volta spezzato un equilibrio, riportare ordine comporti pagare un costo molto alto. Da una parte, una metafora della scrittura stessa. Dall’altra, un doppio romanzo di formazione: visto dalla parte della protagonista, Ivy. E da quella del principale personaggio non umano, il demone Hyoutsuki,

 Tanit è La bambina nera. «La bambina del mondo nuovo». Ha un significato preciso la scelta di affidare ad una bambina di colore il futuro di una nuova specie?

Da una madre nera siamo venuti e una bambina nera può azzerarci. Ho pensato questo quando ho immaginato Tanit, una figlia divina, un messia rovesciato che porta distruzione invece di salvezza. Il nero è anche questo, nel suo caso: la fine di ogni possibilità.

L’iconografia ha un ruolo fondamentale  attraverso una ricerca raffinata di fascinazioni scultoree, dipinti, figure mitologiche. Come nasce questa ricerca?

 Più che una ricerca, è una restituzione. Per molti anni sono stata soltanto una lettrice: quando ho iniziato a scrivere, nel 2007, sono affiorate le immagini, le storie, le musiche che ho amato. Un discorso a parte va fatto su Axieros, la dea che è al centro di questo romanzo. Il nome Axieros viene da Samotracia: è una delle tre entità che permette l’iniziazione al culto dei Cabiri. Apollonio Rodio la identifica con Demetra. Ma Axieros è anche Inanna, la dea dei Sumeri che governa l’amore e la guerra. E’ anche Ishtar, la dea della Mesopotamia che governa l’amore e la guerra, scende agli inferi e può risalire soltanto quando ha lasciato, al suo posto, il proprio sposo. E’ la dea delle tempeste, dei sogni, dei presagi, dell’amore. Come la fenicia Astarte. Come, in Tracia e Anatolia, fu Ecate. Axieros, insomma, è una delle Grandi Madri. Signora dei luoghi. Signora della vita. Signora delle Storie. La Dea è femmina, ci ricorda Robert Graves. Almeno finché un dio geloso non si impone come unico, e onnipotente. E persistente.

 Uno degli aspetti più affascinanti di Tanit è il suo andare oltre il genere per ancorarsi molto all’oggi: c’è Internet e una Roma da fine del mondo, ci sono i Suv e la Cinquecento, i Pan di Stelle e i 30 Seconds to Mars. Nei suoi progetti c’è l’affrancamento dal Fantasy o Urban Fantasy?

Ho sempre preferito parlare di fantastico: anche per cercare di svincolarmi dall’identificazione tra fantasy e high fantasy, caratterizzato da ambientazioni medievali e fortemente debitore nei confronti di Tolkien. La mia opinione è che, pur amando appassionatamente Il signore degli anelli, e considerandolo uno dei capolavori della letteratura del Novecento, occorra svincolarsi da Tolkien. Si è creato, sempre a mio parere, un filone posticcio, e raramente raccontato con la stessa forza del modello (farei un’eccezione per il solo George Martin e le sue Cronache del ghiaccio e del fuoco). Giustamente, già nell’introduzione alla saga della Torre nera, King ha scritto che bisogna andare oltre (e lo ha fatto). Ora, non so se le mie storie siano classificabili come Urban Fantasy. Probabilmente sì. Però la strada che vorrei percorrere è quella battuta da, per fare un nome eccelso, Murakami Haruki. Due piani di realtà che si incontrano e si sovrappongono.

«Non ci sono sogni nell’odio di questi mortali» si legge ad un punto. La pensa davvero così Lara Manni? Vale anche per la letteratura di oggi?

Non per tutta, non sempre. Forse c’è una parte del mondo editoriale che, soprattutto in tempi di malinteso boom digitale, coltiva sogni piccoli. Forse ci sono autori che identificano scrittura con  pubblicazione e pubblicazione con successo. Ma attorno a me ne vedo molti altri che continuano a sognare in grande. Ovunque questi sogni portino.

Per dirla tutta

febbraio 15, 2012

Inutile girarci intorno: dopodomani esce Tanit e si chiude un ciclo. Come mi sento? Come sempre ansiosa, a differenza di sempre sollevata. Perché sollevata? Perché una trilogia prevede sempre un ponte sugli anni a venire, è sempre un’incognita, una scommessa, una sfida. Sono felice di essere arrivata a terminarla e a offrirvela.
Poi? Poi sono abbastanza cresciuta da sapere che ogni cosa sarà anche illuminata, come dice Foer, ma che quella luce dura poco. Mi godo queste giornate, che siete soprattutto voi a illuminare con tutto quello che state facendo per Tanit (date un’occhiata al colonnino di destra: sotto “dicono di Tanit” trovate tante anteprime e interviste bellissime, sotto “fandom” c’è il fumetto di Debora Scarico e qualcos’altro di molto divertente).
Poi, ancora, ci sarà altro.  Questa è la bellezza della scrittura. Sapere che c’è sempre altro.
Grazie, a tutti voi (ma ci torno sopra il 17, inevitabilmente, eh)

Mother Carmody mi fa paura

febbraio 3, 2012

Ho scritto un articolo per Carmilla. Parla di Stephen King e di fanatismo. Religioso, e non solo.   Se volete leggerlo, eccolo. Se volete commentarlo, potete farlo qui sotto.

Ps. Mancano quindici giorni all’uscita di Tanit. Tenete sempre d’occhio il colonnino di destra per aggiornamenti su iniziative, meme, contest e anteprime. Grazie!

Perchè per una volta scriverò su commissione

gennaio 25, 2012

Ebbene sì, lo farò. Ma non lo farò per un editore, anche se questa sembra essere una tendenza emergente. Lo farò per uno o una di voi. Perché il contest legato all’uscita di Tanit è un po’ diverso dal solito.
Oggi è on line il sito di Tanit, dove troverete le spiegazioni tecniche. Quella personale vorrei darla io.  E’ vero, chi invierà la miglior fanart o fanfiction o il miglior fanvideo riceverà in cambio un racconto. Lo scriverò io su indicazione precisa del vincitore. Sarà lui, o lei, a dirmi se lo desidera di un genere preciso (horror? fantasy classico? steampunk? fantascienza? western? giallo? urban fantasy?). Sarà lei, o lui, a dirmi se lo vuole ironico, umoristico, drammatico, con lieto o catastrofico finale. Sarà lei, o lui, a dirmi in quale epoca ambientarlo e quali personaggi inserire. Io accetterò la commissione, e scriverò: e il racconto sarà solo e unicamente suo.
Perché un premio simile? Forse avreste preferito un eReader, o un altro gadget: mi rendo conto che si tratta di una piccola sfida, e provo a spiegarne i motivi.
Perché un tempo funzionava così: un tempo esistevano i committenti e gli esecutori.
Perché oggi si finge, molto spesso, che siano i lettori i committenti e che si dà loro quel che chiedono. Ma non è esattamente così che funziona: io penso che nella gran parte dei casi si dia loro quel che si ritiene desiderino.
E allora, poche storie: stavolta lo facciamo davvero. La mia tastiera vi appartiene ed eseguirà fedelmente le vostre indicazioni.
Ma prima, partecipate: è possibile farlo da oggi al 17 febbraio, inviando le vostre creazioni a lain@fazieditore.it . Sul sito troverete il secondo capitolo di Tanit da sfogliare e da cui prendere ispirazione.
Vi aspetto.

Una bambina di neve e una bambina nera

gennaio 18, 2012

Su Carmilla, questa mattina, c’è una mia recensione de La bambina di neve di Eowyn Ivey. Più che una recensione canonica, anzi, è una riflessione su come il fiabesco entra nel romanzo fantastico contemporaneo: argomento su cui occorrerebbe scrivere un saggio, lo so.  Mi sono limitata a qualche pennellata, ma vorrei riprendere l’argomento, che non è affatto secondario.
Su questo blog, invece, ho creato nella colonnina di destra una sezione Tanit. Se controllate, oltre alla segnalazione del tumblr dove continuo a postare indizi, ci sono due novità. La trama e…Scopritelo da soli.

Qualche notizia su Tanit

gennaio 16, 2012

Manca poco più di un mese all’uscita di Tanit, con il quale si conclude la trilogia. Trilogia che ho immaginato – so che lo sapete, ma lo ripeto – come tre episodi autoconclusivi, dove si ritrovano alcuni dei personaggi presenti nel primo libro, Esbat, ma leggibili anche separatamente.
Intanto, ho creato un tumblr che si chiama Intornoatanit, e dove ogni giorno lascio un indizio, che fa riferimento a elementi presenti nella storia. Gli  stessi indizi sono disseminati quotidianamente su Facebook.
Per oggi, vi posto l’inizio di una lunga sinossi. Ovvero:

“Una dea scende fra gli uomini, e la dea è Axieros, la Madre oscura che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto: tutto è cominciato con un Esbat, il passaggio di un demone spinto da un inganno e dal desiderio di cambiare il proprio destino che veniva scritto nelle pagine di un fumetto. Così, per volere della dea, il demone Hyoutsuki e il suo antico nemico, Yobai, si sono trovati a camminare fra gli uomini, e persino, grazie alla magia della stella Sirio, Sopdet per gli antichi, a condividere anni oscuri della loro storia: le due guerre mondiali, il 1977. Hanno incontrato donne in grado di intervenire nel loro mondo e modificarlo. Ne sono stati, a loro volta, cambiati.
Ma ora i due universi sono destinati a scontrarsi. Perché quando una dea cammina fra i mortali, il tempo della fine è vicino, e solo uno dei mondi potrà sopravvivere”.

Ps. Su La lettura, supplemento culturale del Corriere della Sera, si è parlato di scrittrici di fantastico, fra le quali ci sono anche io. Grazie!

Altro post telegrafico e non necessario

gennaio 3, 2012

La verità è che so bene che finire la revisione significa chiudere un ciclo. Il che è necessario, per ogni scrittore e anzi per ogni persona che cammina su questa terra. Eppure non vorrei terminarla mai.

Schiaffeggiarsi quando si leggono le bozze

gennaio 2, 2012

Accade, quando si scopre di aver conferito a metà vicenda due mani a un demone che ne ha una sola, e di aver cambiato una data dopo trecento pagine.
Detto questo, sto provvedendo: sono al lago per questo, dunque aspettatevi post più brevi e radi fino all’arrivo della Befana, e al ritorno della scrittrice distratta. Buon anno di nuovo.


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