Nei panni altrui

Sono stata in giro con le mie amiche, sono tornata, mi sono fatta una lunghissima doccia, mi sono depressa, mi sono tirata su, mi sono preparata tonno e rucola per continuare a tirarmi su e mi sono anche bevuta vino bianco. Dopodiche, davanti ad un calice di rhum (ottimo),  formulo la domanda che mi ha fatto rimuginare durante il viaggio in macchina, prima di tornare e deprimermi e prepararmi il tonno.

Il punto è che ci siamo raccontate un bel po’ di storie stregate, con le amiche. Una di loro conosce un vampiro, per esempio. O meglio, conosce un signore molto magico e interessante, che a sua volta conosce un mucchio di storie. Fa il pittore e sa tutto in materia di case stregate, per esempio. Odia l’aglio, odia lavorare con il sole e quando mangia con le posate d’argento non si sente troppo bene.

Ovviamente io ho drizzato le orecchie e ho detto: “mio!”. Ci faccio una storia. A seguire, lunga discussione sull’argomento: quanto è facile per una donna scrivere con il point of view di un maschio? Vale il viceversa, naturalmente, ma essendo io femmina parlo per me.

E’ difficile, diciamolo. Difficile sempre, non soltanto quando si va sulle scene di sesso (in questo caso è difficilissimo): ogni volta io faccio collage dei miei amici e conoscenti chiedendomi cosa farebbero e penserebbero in determinate circostanze. Sarebbe più semplice prendere sempre un pov femminile, ma la cosa non mi convince. Non nelle cose che scrivo, almeno: mi piace cambiare la visuale e cercare di essere sempre “terza” rispetto ai personaggi.

Però è anche molto bello: penso che sia uno dei rari momenti in cui si condivide (si crede di) davvero lo stato d’animo dell’altro sesso.

E poi ci sono i libri meravigliosi scritti da donne sugli uomini (Memorie di Adriano) e dagli uomini sulle donne (è necessario che vi dica a chi penso? Mi sa di no…),

Ps. In macchina la mia amica aveva abbandonato, con nonchalance, una copia di Novelle orientali di Yourcenar: l’ho sfogliato. Straordinario. La favola di Kali mi rimarrà nell’anima a lungo…

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12 Risposte to “Nei panni altrui”

  1. Mele Says:

    Beh. Gli uomini sono a senso unico (per il testosterone). In più, attorno a questa fortezza monolitica, hanno un fossato pieno di torbido liquame simile al materiale delle noste nevrastenie premestruali.
    In genere hanno una seconda personalità situata nel. Mh.
    basso pube.
    (con cui spesso discutono)
    Ricordati che non vedono. Noi ci accorgiamo, loro no. Niente descrizioni di espressioni, movimenti, etc troppo particolareggiate.
    Tieni conto anche della questione fisica della cosa. Noi abbiamo la visione periferica, loro no.
    Poi…
    Non dico che siano complicati come le ragazze, però ogni tanto hanno dei momenti in cui non capisci bene dove vogliano andare a parare o da dove abbiano tirato fuori le loro idee. Nessuna indagine scientifica è riuscita a capire se loro sanno quello che fanno, in quei momenti, ho sono totalmente in balia del destino.

    Auguri.

  2. jekka Says:

    E’ sempre difficile descrivere un personaggio; anche se si tratta di una donna: non tutte noi femminucce abbiamo lo stesso carattere e spesso può succedere che qualcuna compia un’azione della quale non riusciamo a capire il perchè.
    Ma se questo personaggio appartiene all’altro sesso, l’impresa è il doppio più difficile! E’ vero che tendenzialmente gli uomini sono più “semplici” da capire..ma è pur vero che molti sfuggono a questa regola.

    L’ottica con cui il notro protagonista penserà e agirà sarà, inevitabilmente, influenzata dal nostro punto di vista. La bravura credo stia nel far notare il meno possibile al lettore questo scarto.

    Per quanto riguarda “Memorie di Andriano”, beh..oltre all’incontestabile fatto che l’autrice sia bravissima; va tenuto conto anche dell’estrema sensibilità del personaggio di Adriano. Quella sensibilità che possiedono solo le Donne e i Poeti.

  3. Luthien Says:

    mi è venuto in mente un libro…Occhi blu,Capelli neri di un’altra Marguerite,M.Duras.
    Librettino piccino,ma dove uomo/donna,pensieri e parole sono descritti alla radice.
    Non è una risposta ma un tentativo…
    perdono 🙂

  4. sessho Says:

    Secondo me non bisogna generalizzare mai. Tra uomini e donne non c’è poi tanta differenza. I miei migliori amici sono due donne, trovo sempre loro due nei momenti difficili, anche se una è più presente dell’altra che se non ci siamo mai incontrati. 🙂
    Ci sono anche donna che parlano solo di sesso, non sono solo gli uomini e raggionano anche con i loro estrogeni.

    Devo dire che non ce la farei mai a scrivere di una donna… è un’impresa difficilissima anche se penso che la differenza tra i due è minima.

    Si dice che le donne hanno più cervello, ma ci sono uomini che ne hanno da vendere, se ne dicono di tutti i colori ma io resto sempre nell’idea che siamo tutti uguali.

    Penso che tu ce la potresti fare benissimo a scrivere un libro su questo personaggio, sei bravissima, basta immedesimarsi secondo me, eppure ci devo provare a scrivere qualcosa al femminile. Io non ci riuscirei però.

  5. sessho Says:

    I miei migliori amici sono due donne, trovo sempre loro due nei momenti difficili, una è più presente dell’altra anche se non ci siamo mai incontrati. 🙂

    E’ tardi ed avevo scritto male! 😛

  6. Anghelos Says:

    Concordo sul non generalizzare, ma non so quanto sia possibile l’empatia con il sesso opposto. Forse è possibile, ma davvero bisognerebbe vedere ogni singolo scrittore che ha creato personaggi dell’altro sesso credibili, e studiare i suoi metodi, o il suo background.

  7. Teiresias Says:

    La mia idea è che, nel profondo, ogni uomo e ogni donna sia bisessuale.
    Mi spiego meglio: la differenziazione fra i sessi è sempre esistita, ma alla radice, una volta spogliati di tutti i pregiudizi e di altre cose, uomini e donne si somigliano molto più di quello che sembra.
    Quindi non bisogna generalizzare dicendo: “Ah, ma gli uomini scrivono meglio le cose d’azione” o “Le donne sono più sensibili”…che palle, sinceramente. Come discorsi mi hanno rotto ampiamente le parti basse, volendo parafrasare. Abbiamo un sacco di esempi sul fatto che questi pregiudizi non sono sempre veri, quindi mi chiedo perché si continui a rimarcarci sopra; tutto sta nella sensibilità dello scrittore di sapersi “calare” nei panni dei personaggi, esattamente come si fa con un serial killer o un personaggio d’epoca.
    Che poi esistono anche gli uomini capaci di scrivere splendide storie d’amore e donne che sanno tenerti incollato alle pagine come nessun altro. Poi, certo, se apri le pagine di un sito di fanfiction su una sezione governata da ragazzine in crisi ormonale, te le vai a cercare (ogni riferimento alla sezione di DMC su EFP è puramente casuale…seeeee -_-)…

  8. Luthien Says:

    Una risposta mattutina,post caffè doppio.Mi piace l’idea della “pansessualità”,cioè che nasciamo con molteplici possibilità e che poi la corrente del fiume ci porti da qualche parte.Un po’come dice Teiresias.L’abilità dello scrivente sia esso uomo o donna,sta nello scavare per trovare in se o negli altri,un pezzetto di quel “tutto” con il quale siamo nati.Quindi,non credo che per una donna sia impossibile scrivere di uomini,pensare come un uomo e la stessa cosa vale per i signori uomini,volendo possono pensare come una donna e agire come una donna (ci vuole un bello sforzo ma ce la potete fare..XD).
    Non so se mi sono spiegata,forse era meglio triplo il caffè…

  9. laramanni Says:

    Sono d’accordo con Teiresias, molto. Ma condivido anche i dubbi di Angelo. Io entro in seria crisi su alcuni punti del personaggio maschile: la gestione delle emozioni mi preoccupa di meno, quella dell’erotismo molto di più, dovendo assumere il suo punto di vista. Poi, altro punto di crisi: la voluttà del combattimento, che è decisamente maschile. Non che le donne non combattano o non agiscono, scherziamo? Ma quel tipo di “predisposizione” a cui penso è solo maschile…Comunque, sì, come dice Jekka, occorre abilità nel mimetizzarsi…ci provo.

  10. laramanni Says:

    Per esempio…Madame Bovary c’est moi detto da Flaubert…Vero, nella signora ci si riconosce molto…ma a ben vedere Emma è l’immagine di una donna vista da un uomo. E una donna lo capisce…

  11. jekka Says:

    Si..si riesce a capire in molti punti. A parte, secondo me, in uno; che ho trovato assolutamente magnifico!
    Sto parlando della scena dell’opera, nella quale Madame Bovary si immagina di avere un’avventura col cantante.
    Davvero incredibile con che destrezza sia riuscito calarsi un una mente femminile ed a descrivere le sue dinamiche.
    Mais Flaubert c’est Flaubert 🙂

  12. laramanni Says:

    Vero, quella scena è straordinaria. Per il resto, specie nel rapporto di Emma con i libri e nella sua trasformazione in persecutrice amorosa dei suoi amanti, si intuisce che è una donna come l’immaginazione maschile vuole che sia. Anche se si tratta di un grandissimo come Monsieur. 🙂

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