Sex and the demon

Ci siamo. Il capitolo tredici di Sopdet è stato duro da scrivere (perchè lo volevo molto, ma molto cupo), ma il quattordici mi sta già guardando malissimo.

Parliamone fuori dai denti: come vi trovate a scrivere una scena erotica? Perchè c’è poco da fare, nonostante tutto (e per tutto intendo la facilità con cui si scrive di sesso un po’ ovunque, mica solo nelle fanfiction), per me la faccenda resta complicata.

Numero uno: perchè ho paura di scadere nella macchietta (esempio classico di tre quarti di fandom: “urlarono e vennero”. Il che, come ha sottolineato un’arguta commentatrice, sembra la didascalia dell’offensiva dell’esercito mongolo).

Numero due: perchè ho paura di essere poco credibile: è dannatamente difficile descrivere bene, con la dovuta tensione e la giusta passione, un amplesso. Per esempio: come definire le…ehm…parti coinvolte? Nome anatomico? Nomignolo? Censura e si trova un sinonimo? Altro?

Numero tre: il famoso point of view. Finchè è femminile, nessun problema. Ma poi la ripresa cambia, e si passa al personaggio maschile. E qui, si va per ipotesi e tentativi, per forza di cose: a meno di non essere un ermafrodito (no, non è il mio caso).

Numero quattro: il lettore. Sì, proprio tu/voi. Quanto ne rimarrà turbato? Quanto coinvolto? Quanto emozionato? Certo, vale per ogni scena, ma ho come idea che in questi casi l’attenzione di chi scrive vada raddoppiata per non infrangere il famoso “patto”.

Numero cinque: la delicatezza. Le scene di sesso “una botta e via” non mi hanno quasi mai convinta. Da lettrice, ho amato semmai quelle più lente, quasi esasperanti: che sono molto più difficili, però.

Ma chi caspita me lo fa fare, eh?

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17 Risposte to “Sex and the demon”

  1. La turriaca Says:

    Ciao Lara,
    sì, è difficilerrrrimo, molto difficilissimissimo raccontare il sesso. Una sola regola mi pare valga per tutte in questo caso: la buona, vecchia “Less is more”. Meglio alludere, omettere, evitare…

    Solo una volta, negli ultimi anni, mi è capitato di incontrare la rappresentazione
    di una scena di sesso che sperimentasse qualcosa di nuovo senza cadere in metafore idote o improbabili. Nell’antologia “Parola di donna, corpo di donna”, a cura di Valentina Colombo (Oscar Mondadori, 2005), in cui si traducono racconti di scrittrici arabe. In particolare, in quello della libanese Joumana Haddad, “I mocassini”, ho trovato qualcosa di diverso.

    Ma solo qualcosetta, intendiamoci, e forse legata alle differenze culturali. Magari al loro orecchio le metafore che ha usato la tipa sono terribili o banali.
    Bah.
    Giusto per aiutarti, casomai servisse.
    🙂
    Ciao!

  2. Laurie Says:

    Mi vengono in mente i lemon del fandom anglofono che tranne rarissime eccezioni che si contano sulla punta delle dita sono TUTTI UGUALI. Alla faccia della caratterizzazione. Pure le frasi sono identiche. Ogni tanto aggiungono un particolare nuovo (solitamente invece di lui che lega lei, lei che lega lui, giusto per ristabilire la parità tra i sessi).
    Comunque, non me ne parlare. Io mi imbarazzo a scriverle. Infatti glisso spudoratamente.
    E oh, vado a leggere il 13, a vedere di commentare il tutto compresi gli ultimi due. Sono sempre più distratta. @__@

  3. laramanni Says:

    Turriaca del mio cuore, CERTO che serve. Non ho letto quella raccolta e me la procuro subito…Anni fa sono stata una grande ammiratrice di Anais Nin, che era, in effetti, molto brava in siffatte descrizioni. Non essendo alla sua altezza, Less is more, oh sì! 🙂
    Lau! Eh, in effetti…i lemon che ho letto io sarebbero “scalettabili”: al punto uno lui le lecca il collo, al punto due scende sul seno, al punto tre eccetera. xD Il problema è COME raccontare, infatti: una buona scena erotica ignora la posizione della carrucola nel Kamasutra…xD
    Quanto al tredici.! Non vedo l’ora di sapere che ne pensi!!!!!!!!!

  4. Anghelos Says:

    Le scene erotiche! *O*
    … le odio.
    Non che siano impossibili da scrivere, ma prova a leggere quelle scritte da chi è bravo: scorrono che è un piacere, sembrano facili, ma tentare di imitarle è un’impresa. Certo, questo è un discorso che può valere per quasi ogni elemento narrativo, ma con le scene erotiche si nota ancora di più, visto il soggetto.
    La mia paura è sempre quella di non trovare il giusto equilibrio nella descrizione, rischiando così di finire nell’oscenità. Descrivere lo stupro di Kagome ne “Il segreto della purezza” è stato relativamente facile perché, visto l’argomento, ho potuto concentrarmi sullo spavento e le reazioni emotive di lei, limitandomi a pochi cenni fisici per descrivere la violenza, ma se si parla di sesso tra consenzienti diventa tutto molto più difficile. Ed è anche più difficile ricorrere alla propria esperienza diretta, perché si sente un certo imbarazzo – almeno, io lo sento – nell’usare ricordi così intimi trasformandoli in oggetto letterario e quindi visibile a tutti.

    (disgraziata, chi vuoi far fornicare nel quattordici? xD)

  5. laramanni Says:

    (non te lo dico) xD
    Però sono d’accordo. Anche io sono in estremo imbarazzo per lo stesso motivo. In Esbat sono stata “less is more”, a ripensarci (scoprendo poi che quel capitolo dove Demone e Fanciulla copulano è il più letto in assoluto nelle statistiche…chissà come mai…). Ma qui DEVE essere diverso. Non è un assaggio. E’ di più.
    Pensatemi…ç_ç

  6. Laurie Says:

    (disgraziata, chi vuoi far fornicare nel quattordici? xD)

    IO LO SO! ROTFL

    (Forse, se Laruccia non ha cambiato idea o parla di altro)

    La scaletta mi ha fatto morire. Comunque, Laruccia, il lemon ha il potere di raccogliere lettori. Mai sottovalutare questo fatto!

  7. laramanni Says:

    Non ho cambiato idea!!! 🙂
    E…ecco. Alla “cosa”, eccezionalmente, è dedicato l’intero capitolo: ma non per la gioia dei lettori (che è benvenuta, ovvio!), ma perchè è esattamente quel che serve alla storia….xDDDDD

  8. Luthien Says:

    Oh!de-scrivere una scena di sesso…Erotismo…
    Ci ho provato ed è stato difficile…
    cosa mi sono letta …mmh
    Histoire d’O
    l’amante di Lady Chatterley
    l’amante di M.Duras

    -Mi sto dannatamente imbarazzando ma continuo!-

    Oddio adesso passo per una maniaca.pazienza…
    A me piace immaginare cosa piace a loro,inteso come uomini.
    a volte ci azzecco…
    In his shoes,per l’appunto
    il punto di vista femminile mi è abbastanza noto,e quindi cerco di spostarmi dall’altra parte senza essere scontata.
    Per creare l’equilibrio.
    Anche io sono d’accordo per il Less is More,odio le scritture anatomico descrittive,tolgono tutta la poesia dell’immaginazione che a parer mio è la cosa più erotica che c’è.
    -Imbarazz,imbarazz…-

    -Il 14 capitolo!!!muoio dalla curiosita su chi,come,dove!-

  9. laramanni Says:

    Ecco, Lady Chatterley…In HER shoes, in questo caso. Anche se, leggendolo, ho sempre la sensazione che si parli del piacere femminile immaginato da un uomo. Inevitabile, in effetti…
    Macchè maniaca, se la vicenda lo richiede, bisogna coraggiosamente procedere: tu, poi, sei stata particolarmente brava, Luthien. Less is more, e con garbo estremo.
    Ci provo.
    Ah, il chi e il come mi è chiaro. Sul dove sto riflettendo. 🙂

  10. Luthien Says:

    ^___^
    Grazie,mi becco il complimento prima di cena!
    Lo metto in un angolino tutto suo!

    ah dimenticavo oltre a dove,quando e perchè! XD

  11. Blackvirgo Says:

    I miei personaggi tirano la tendina. Hanno detto che certe cose non me le raccontano… No, proprio no!

  12. Mele Says:

    Io questa cosa non la posso commentare… proprio no… (sto lentamente affogando nei miei stessi singulti.)

  13. jekka Says:

    Io non ci provo minimanente – a costo di perdere molte lettrici XD -; non ne sarei capace e mi vergogno moltissimo..pensa che trovo difficile addirittura descrivere un bacio! Sono terrorizzata al solo pensiero di poter cadere nei soliti stereotipi.
    Preferisco di gran lunga il “non detto”..la situazione lasciata in sospeso..E le urla disperate del fandom rimasto a bacco asciutta XD

    (Allora? Sono Sesshomaru e Adelina? eh eh eh??..Indizino.. Sono curiosa)

  14. Teiresias Says:

    *Teiresias si allontana discretamente dalla scena*

    Ah-hem, come dire…sì, io mi imbarazzo a scrivere di scene di sesso. Ma MOLTO. Ne ho pubblicata solo una in Les Sept Vieillards e me ne vergogno ancora come un ladro XD personalmente parlando, se la scena è descritta bene, a me non dispiace. Che sia etero o omo. Il problema è che sono difficilissimi da trovare XD perché spesso mi trovo davanti o: A) un porno descritto nei minimi particolari (punto di vista da un uomo MOLTO coinvolto e molto arrapato), o B) un porno descritto nei minimi particolari ma condito con tanto romanticismo da farti cadere in coma glicemico (punto di vista da una donna in crisi ormonale). Sul fandom di DMC mi hanno odiato per un mio commento al riguardo di una delle tante fanfic scritte da una ragazza che vede in Dante il suo uomo ideale, e non voglio rilanciare l’argomento.

    Solo dire…se non è essenziale alla storia, mettere poco o niente sesso. Punto. Che sennò si perde la traccia principale, e se uno poi si immedesima è spacciato…

  15. laramanni Says:

    *Lara agguanta Teiresias per la collottola*
    Oh, è così raro che uno scrittore di sesso maschile accetti di parlare di questo argomento, invece. Allora. Posto che ci imbarazziamo tutti, concordo con le due problematiche che Teiresias pone: o porno o melassa. E tutti noi sappiamo che esistono le vie di mezzo: il problema è saperle restituire nella scrittura. Quanto a quel non immedesimarsi: questo sì che è difficile. Io mi immedesimo quando qualcuno muore/uccide, come faccio a distaccarmi proprio in questo frangente???
    Jekka: nessun indizio. xDDDDD Ma non sai quanto mi vergogno io: nel fatidico capitolo di Esbat deglutivo e arrossivo ad ogni riga. Però ci stava, accidenti…
    Mele: ho letto, ho letto, e te la sei cavata molto bene! 🙂
    Blackvirgo: vero, infatti nelle tue storie, almeno quelle lette fin qui, non aveva senso. Io mi sono ficcata nei guai da sola…xD
    Luthien, il quando: imminente. Il perchè: lo so io. xDDD

  16. Vincent Says:

    (esempio classico di tre quarti di fandom: “urlarono e vennero”. Il che, come ha sottolineato un’arguta commentatrice, sembra la didascalia dell’offensiva dell’esercito mongolo).

    Questa cosa mi ha fatto morire da ridere!!!! XD
    Io ho pensato anche ai vichinghi! XD

    Chiudiamo parentesi e torniamo al discorso, mooolto complicato.

    Io penso, siccome mi piace scrivere cerco di immaginarmi di scrivere una scena simile, fino ad ora non ci ho mai provato, non so cosa riuscirei a combinare, sicuramente sorvolerei anch’io, ma quando serve… questo è il punto.

    Potresti nella scena rappresentare degli atteggiamenti dei personaggi che danno l’idea di un qualcosa che doveva essere.
    I demoni so che si accoppiano, (nelle varie culture) per marchiare un essere umano.
    Però giustamente come hai pensato tu come si rappresenta una scena di questo tipo, soprattutto sensa turbare il lettore e deluderlo.
    La scena se deve esserci deve essere secondo me pulita, non molto descrittiva, cioè anche se si vogliono rccontare le scene si devono fare utilizzando delle metafore giuste, che danno l’idea ma allo stesso tempo danno una certa intimità ai personaggi. (Che ne hanno bisogno, non dobbiamo fare e sentirci guardoni! XD)
    Poi io penso che non riuscirei mai a parlare di una donna in questo caso, potrei immaginarmi cosa potrebbe pensare, ma siccome sono un uomo non riuscirei a farlo correttamente anche se bisogna sempre pensare al personaggio e nel come si comporterebbe in questo caso.
    In bocca al lupo Lara, farai un buon lavoro, come sempre!

  17. laramanni Says:

    Per marchiare, eh….ma sai che non lo sapevo, eppure..eppure c’era qualcosa su cui stavo lavorando che, insomma, siamo là 🙂
    Hai ragione Vince, cercherò il terribile equilibrio: che la forza sia con me! Grazie!

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