Lara di Montecristo

La prima volta che scrissi un romanzo avevo dodici anni e faceva schifo.
Facevo abbastanza schifo anche io, a essere sincere, come molte bambine in quell’età di passaggio che nel novanta per cento dei casi rende informi, un po’ baffute e con le ginocchia grassottelle (il restante dieci per cento è baciato dagli dei, e qui non conta).
Così, visto che nella mia compagnia delle vacanze c’era un’abbondanza di ragazze del tipo dieci per cento, io rimanevo spesso a casa a scrivere, su certi quaderni a righe con la copertina viola o nera (fantasia cromatica, a quell’età, less than zero).
Naturalmente, scrivevo di me.
Scrivevo di un’adolescente piuttosto informe e di scarso appeal presso l’altro sesso che collezionava più buche di una fetta di gruviera. Salvo poi, nella seconda parte dell’opera, crescere, diventare una donna in gamba e tornare nel luogo delle vacanze per scoprire che il bello della comitiva si era trasformato in un omino calvo e triste.
Il romanzo, a proposito, si chiamava “Laura”: la “u” era un ameno tentativo di mascheramento, come si può capire. Lo stile, a ripensarci, fa accapponare la pelle: una provvida zia mi aveva regalato un vecchio libro di Carlo Cassola, “Paura e tristezza”, stimando che potesse essere utile per le mie ambizioni letterarie. E io lo avevo messo “in maschera”, cassoleggiando e abbondando in descrizioni di boschi e campagne (che, insospettabilmente, mi sono tornate utili ORA, in pieno Sopdet). La trama non c’era, a meno di non considerare trama la rielaborazione zuccherina delle avventure di Edmond Dantes.
Ora che i quaderni viola e neri sono finiti nel falò, il contenuto mi è tornato in mente proprio ieri, quando le amiche odalische mi hanno trascinata al mare. E, colpo dei colpi di scena, chi ti incontro al bar sulla spiaggia? Proprio lui, Mercedes…ehm…il Bello della Compagnia.
Vent’anni dopo.
La cosa buffa è che lui mi riconosce (dagli occhi, sostiene), io no.
Perchè, incredibile ma vero, non è più bello, ha parecchia carne in più e parecchi capelli in meno. Quando gli ho raccontato cosa stavo combinando, mi ha dato una gran pacca sulle spalle e mi ha detto: “Sapevo che eri la più in gamba di tutte”. E io, furiosa: “E perchè non me lo avete detto prima, eh?”.
Sapete quanti pianti notturni mi sarei risparmiata? E anche quanti quaderni?

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12 Risposte to “Lara di Montecristo”

  1. Mele Says:

    Di quell’età (fai tu un po’ i conti di cosa corrisponde nei miei anni) ricordo il mio reggiseno più bello a cui saltarono i gancetti (in classe), e la testata che ho preso quando mi arrivò addosso uno che era stato spinto (E tutti continuavano a dirmi che un trucco così scuro non era adatto ad una ragazzina così piccola.)
    Aaah. I dodici anni. Visto che lo sapevi anche tu che la vendetta sarebbe arrivata? Sempre a freddo!

    Ehi! Anch’io ho iniziato a scrivere un libro, a quell’età. (Mai finito, ovviamente.)
    Parlava di un ragazzo orfano che era stato un principe, che non era umano, che aveva un cavallo che parlava, che disegnava donnine discinte, che trovava una ragazza della sua razza che lo aiutava a vendicarsi del padre morto mentre gli salvava la vita.

    [GHGHGH…
    Does it howl like a hungry Alsatian
    Or snarls like an angry demon?
    (Scusa se non c’è la rima)
    Indovina che capitolo ho finito?
    BWAA!! Irriverenza! E se avesse letto *quell’altra poesia?
    … It was a spring day…

    Occielo. Questo mio passare dal terrore più assoluto a tali scoppi d’ilarità è preoccupante. Mi fai male, Lara.]

  2. Luthien Says:

    A parte il fatto che a dodici anni sognavo di sposare Yanez de Gomera/Philippe Leroy e questo purtroppo la dice lunga sui miei rapporti con l’altro sesso… una delle cose che mi hai ricordato è stato quando mi sono truccata la prima volta…Anno Domini 1979
    Volevo andare a vedere la Febbre del Sabato Sera ed era vietato ai minori di 14 anni…
    XD
    Beati Vala!

  3. Laurie Says:

    Dopo tanti e tanti anni sono arrivata alla conclusione che le schifezze prodotte in età puberale sono servite a qualcosa.
    Giusto perché sono state ripudiate.
    Pensa se non lo avessi fatto e ti ritrovassi a scrivere quelle scemenze ora. Purtroppo certi cosidetti scrittori lo fanno e pubblicano anche.
    Inconcepibile.

  4. Roberto (YD) Says:

    Eh-eh.
    Acqua passata on macina più; così dicono.
    Ti ricordi cosa scrive King in Christine? Adolescenti e banchieri repubblicani. Le due categorie sociali più spietatamente conservatrici. Anche coloro che ti sapevano in gamba non avrebbero mai potuto dirtelo. Sarebbe equivalso a rinunciare al loro superiore “status sociale” nel mondo adolescenziale. Onestamente, è un atto di coraggio che, in particolar modo da un adolescente, non mi aspetto. Farsene sangue cattivo è una pessima, sottolineo pessima, idea (lo so che è più facile a dirsi che a farsi).

  5. Teiresias Says:

    Dovunque è così…fatti coraggio, io alle medie sono finito in depressione e ho rischiato il collo più di una volta…mi sto riscattando solo adesso che incontro quasi tutti i miei ex fighi che sono diventati cannati/delinquenti/sfigati.
    Comunque io il primo “libro”, per così dire, che scrissi ce l’ho ancora da parte! Approfittai di uno spunto per un tema per scrivere un racconto di fantanscienza piuttosto lungo (erano 5 fogli protocollo, e già in prima media avevo la PESSIMA abitudine di scrivere piccolissimo e di occupare i tre quarti del foglio, e non solo mezzo per una colonna) che mi fruttò un OTTIMO scritto a caratteri cubitali. Ne scrissi uno anche due anni dopo, che fece lo stesso effetto.
    Ora come ora me ne vergogno perché sono spudoratamente presi da Men in Black il primo (una donna che scopriva di essere un esperimento dato dall’incrocio fra un organismo alieno e uno scienziato pazzo si alleava con il figlio del suddetto matto per distruggere l’organizzazione colpevole di tutto ciò) e da Kugutsu il secondo (in un mondo in cui le macchine si sono evolute al punto da rendersi invisibili agli occhi degli uomini e decise a sterminare la razza umana, un manipolo di soldati vede le loro speranze aumentare quando scoprono un ragazzo in grado di vedere i punti deboli dei robot), ma io li ho ancora e li voglio riutilizzare, cavoli è___é specialmente del secondo sono ancora soddisfatto…

  6. Luthien Says:

    Ehm..la prima cosa che ho scritto in vita mia è una storia su due sorelle gemelle separate alla nascita…una specie di Maschera di ferro al femminile,con contorno di duelli e castelli…un quadenone…
    un polpettone…non sono cambiata…sigh!

  7. Anghelos Says:

    Il mio primo romanzo compiuto era una fanfiction (ai tempi non sapevo si chiamassero così, ma vabbè) su Jurassic Park di Michael Crichton… e sarà che ero ancora un preadolescente, ma a volte mi diverto ancora a leggerla!
    Invece quello che ho scritto tra i 15 e i 18 anni è tutto inguardabile, poesie emo, racconti sdolcinati o troppo politici, si salva un pochettino di satira… per mia fortuna ero troppo stupido per sentirmi emarginato a scuola, anche se in effetti lo ero XD

  8. Blackvirgo Says:

    Il mio primo romanzo é ancora in fieri… iniziato circa 6 anni fa e molto lontano dal vedere una qualsiasi fine. Io ho iniziato a scrivere attorno ai 16 anni (certe idee vengono fuori solo se si incontra un prof di filosofia abbastanza pazzo!), príma non ci avevo mai pensato. Non credevo di essere in grado di farlo (e devo ancora dimostrarmi il contrario, ma vabbé: mi diverto!). Comunque le mie prime produzioni “serie” sono state fiabe a carattere mitologico: e ancora oggi credo che siano fra le cose migliori che mai abbia scritto. L´idea se non lo stile.

  9. Laurie Says:

    Io ovviamente scoppiazzavo Tolkien.
    Dico “ovviamente” perché mi sembra che qui intorno si imitava ciò che ci colpiva quando avevamo dodici anni ed eravamo puri ed innocenti.
    E penso che così facevano tutti gli autori del mondo, anche i Grandi.
    Comunque, gente, mi fate sentire inetta: io non scrivevo neppure allora romanzi, pastrocchiavo raccontini e fantasticavo sul mio immenso e “rivoluzionario” fantasy fantascientifico.

  10. Teiresias Says:

    Ma neanche io Laurie, tranquilla…a essere sinceri, ho iniziato a pensare solo sui 14 anni che mi sarebbe piaciuto vivere di scrittura, anche perché comunque le mie passioni erano strettamente scientifiche. E’ solo che io, nonostante le scuole che ho fatto, e il mio grande interesse per la matematica e le scienze, ho sempre trovato professori che mi hanno sempre invogliato alla scrittura e alle materie umanistiche!
    La maestra delle elementari grazie a cui ancora oggi non riesco a non rinunciare alla lettura e a un minimo di attenzione nelle parole, la prof di latino, due professori di filosofia, un prof di inglese che mi ha illustrato le meraviglie della letteratura straniera (e fatto capire quanto la narrativa italiana sia invece scadente)…
    Io, addirittura, ho iniziato alle elementari, “mischiando” i generi e le cose che mi piacevano come volevo io! Amavo Dragon Ball, ma detestavo Goku? E ci mettevo come protagonista Bruce Lee! Il finale di Star Wars non mi convinceva? E io immaginavo i figli di Leia e Ian che combattevo contro la reincarnazione dell’imperatore! Amavo FFVIII, ma detestavo Rinoa e il fatto che alla fine non si parlasse per bene delle streghe? E allora fantasticavo su una nuova strega sullo stile Slayers che si impossessava di Rinoa e scatenava una guerra celeste! Poi, da lì, sono nate tante idee e la voglia per continuare a inventare…a furia di leggere libri copiavo lo stile, e poi lo rielaboravo col passare del tempo dove non mi convinceva appieno…e così via, fino ad oggi.
    Ciò che ci circonda è una grande fonte di ispirazione, eh XD difatti io non sono d’accordo con chi dice che tv e computer hanno ucciso l’immaginazione, anzi secondo me l’hanno ampliata..

  11. laramanni Says:

    Adoro chiacchierare dei tempi andati, sapete? Vengono fuori un sacco di spunti interessanti…xD

  12. Teiresias Says:

    XD occhio ai plagi, Lara…c’è chi non perdona!

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