Il tempo è una faccia sull’acqua

Insomma, io non so nuotare, ma se sapessi farlo immagino che funzionerebbe così. Una bracciata dopo l’altra, la riva si allontana, e da una parte sei fiero di essere andato così al largo. Dall’altra, però, hai paura di non poter tornare indietro.
Ecco, mi sento così.
Esbat è ancora Esbat, i cambiamenti fatti non sono così tanti, ma è già un’altra cosa. E’ già, in un certo senso, meno frutto delle mie viscere, qualcosa che appartiene ad altri. Buffo, ma non riesco a spiegarlo meglio.
E Sopdet, beh…adesso che mancano solo cinque capitoli, e che so con chiarezza cosa conterranno, è alla corsa finale. Qualcosa che attende solo di essere buttato fuori, ma vive già di vita propria. Adieu.

Mi sto lamentando?
Ma no. Sto cominciando a radunare le mie cose per tornare a casa, e a chiudere una bella estate di scrittura, lettura e riposo. Un tempo non avrei usato l’aggettivo “bella”, ma si vede che il tempo passa. Il tempo è una faccia sull’acqua, diceva King, e la faccia che ci vedo dentro, in questo momento, mi piace.

Ho ancora un paio di mesi buoni di lavoro, fra una storia e l’altra, e poi, poi comincerò a mettere in ordine i frammenti del numero tre. Che sarà l’ultimo episodio della serie (devo solo trovare un titolo che finisca con la “t”…). Poi, chissà.

Nel frattempo, mi sono comprata Pan di Francesco Dimitri. Me ne dicono tutti un gran bene e questa sera, finito Fowler (delusione!), lo comincio.
Ps. Perchè è così difficile far entrare le cose in una valigia alla fine di una vacanza, eh?

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9 Risposte to “Il tempo è una faccia sull’acqua”

  1. ross Says:

    bhè io non ho mai mandatu giù le forzature, in qualsiasi cosa. figuriamoci per un libro che si è scritto xD penso la reazione sia più che naturale =)

    ps: la mia teoria è che le cose alla fine del viaggio aumentano di volume a causa della polvere xD

  2. Luthien Says:

    le valigie di solito non si chiudono perchè hai comperato delle cose che non ricordi….XD
    con la T…mmm posso pensare?!

  3. Laurie Says:

    Anch’io ho sentito parlare bene di Pan, in luoghi ben diversi tra loro (Carmilla et i Gamberi). Son curiosa di sentira come lo troverai.
    Laruccia, capisco che ti possa sentire un pochetto frastornata, e magari con l’acqua alla gola, ma pensa che la strada che hai fatto è tanta ed eccezionale. Hai scritto cose bellissime, e lo sai? Non mi capitava da tanto di aspettare con trepidazione un nuovo capitolo. E pensa anche che andrai ancora avanti (anche perché ti assicuro che tornare indietro a riva è una fatica immane @__@).

  4. laramanni Says:

    Come sempre. vi adoro!!!! E meno male che ci siete: sono appena tornata a Roma e vorrei suicidarmi qui, subito. Non è giusto!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Laurie Says:

    Ma non ti senti che, se potessi, ritorneresti nella casetta fuori città?
    ç__ç

  6. laramanni Says:

    ESATTO: io voglio tornarci subito, ora….non voglio stare qui!

  7. Blackvirgo Says:

    Come ti capisco… sigh!

  8. StellaMaris Says:

    Mamma che tristezza… ho appena finito un libro pieno di gente imbalsamata e droga (Tideland) e adesso la citazione di King… aiuto.

    Respiriamo…

    Beh, che dire, hai ragione, cambiare una cosa che è nata così, non deve essere nè facile nè piacevole… sinceramente sono egoista quindi lo voglio leggere quindi non scriverò qualcola tipo ‘fallo solo se te lo senti’…
    No a parte gli scherzi, sono sicura che se ci lavori lentamente verrà una cosa che ti piace… poi lo dovranno prendere com’è! Insomma sei tu la scrittrice, se sanno fare una cosa altrettando bella (e ne dubito) carta e penna e avanti a scrivere!
    Forse questa non è la tattica migliore, ecco perché litigo sempre con tutti…

    ps: per le valige. La mia prof di mate ci ha insegnato un metodo infallibile (più o meno). Consiste nell’arrotolare tutti i pantaloni, mettere le maglie in valigia schiacciate il più possibile, poi nei buchi rimasti, negli angoli, ecc, infili i pantloni arrotolati… funziona sul serio! Ovvio, poi a casa devi stirare l’intero guardaroba per due giorni…

    pps: mi sento un po’ un infiltrata perché non ho chiesto a nessuno il permesso di commentare qui… spero che non ti dia fastidio… ma questo “Making the book” era troppo carino…

  9. laramanni Says:

    Ma non c’è mica bisogno di permesso!!! Anzi, ne sono felice!
    Beh, non ho fatto proprio dei cambiamenti profondi: ho limato e corretto e ripensato. Speriamo bene…

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