Venti d’autunno

Finalmente un settembre vero, con il primo fresco la mattina presto. Forse riesco a rimettermi a scrivere e finire il benedetto capitolo numero diciassette.
A proposito: su Fight Club, che si occupa di recensire fan fiction, sono apparse proprio ieri due bellissime recensioni: quella di Avalon a Esbat, quella di KaDe a Sopdet. Sono onorata e felice!

Ma sono anche un po’ malinconica. Stamattina ho aperto il giornale e ho scoperto che David Foster Wallace si è suicidato. Non so se lo avete letto: io mi sono cimentata con Infinite Jest restandone schiacciata e sbigottita. Per l’ammirazione, per il lavoro immane, lucidissimo, fatto sul linguaggio e sul modo di raccontare, sul progetto narrativo: un giovane titano, Foster Wallace.

Rimango sempre senza fiato quando uno scrittore si uccide. Quando ero ragazzina, continuavo a chiedermi perchè Hemingway avesse rivolto il fucile contro se stesso e perchè Virginia Woolf si fosse imbottita le tasche di pietre prima di immergersi in acqua. Ogni volta mi chiedo come sia possibile che una persona che è capace di vedere altri mondi, a suo piacimento, possa rinunciare a un simile dono. Poi mi rispondo che forse è perchè ha voglia di restarci per sempre, da quell’altra parte.

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8 Risposte to “Venti d’autunno”

  1. Mr.Tambourine Says:

    Be’, dai, però la gloria postuma è impareggiabile/inarrivabile.

  2. Angelo Says:

    Io mi chiedo quanti artisti si suiciderebbero se, di fronte a tanti suicidi, iniziassimo ad accettarlo come una forma normale di uscire dalla vita…

  3. Mele Says:

    Occielo. Pensa che sono reduce di una lezione su Ortis e ridi.
    Ah, giusto, oggi ho anche iniziato Seneca… mmh… chiavette…

    La maggior parte dei personaggi che si suicidano mi stanno sulle scatole. soprattutto gli eroi romantici. non chiedermi perché, ma li trovo davvero antipatici.
    Invece, l’idea del suicidio non è così male. Seriamente. Quando sei sazio di giorni, stop.
    Certo, prima devi fare in modo di non lasciare cose in sospeso.
    Mettere in ordine la stanza, far sparire cose compromettenti (quelle che non vorresti vedessero i tuoi genitori, insomma), mandare via mail alcuni appunti sperando che qualche anima pia si prenda cura delle tue idee, sistemare il gatto da qualcuno di affidabile, fare l’amore l’ultima volta.
    Ed affidarsi a metodi sicuri, possibilmente indolori.
    Che non lascino troppo sporco in giro.
    Niente spargimenti di sangue, e per favore liberarsi le viscere, prima di incidenti causati dal rilassamento muscolare (niente impiccagioni!).
    Il veleno è il meglio.
    Facendo in modo di non essere disturbati nel frattempo (sai quanti suicidi falliscono a causa di lavande gastriche dell’ultimo minuto?): per esempio, lascia detto che non vuoi essere disturbata, perchè vuoi riposare.
    “Ti richiamo io appena mi sveglio.”
    Potrebbe anche essere una graziosa presa in giro.

    Il bello è che quando qualcuno muore si trasforma in un santo in terra.
    Sembrava felice, non gli mancava nulla, era la persona più bella e solare al mondo. si era iscritta qui/lì, stava dando questi esami, aveva appena trovato un lavoro che la soddisfava.

    Ma certe volte ci si sente così stanchi, che ti cadono proprio le braccia al pensiero di doversi svegliare un’altra mattina, di dover rivolgere un altro sorriso, di dover fare sempre qualcosa, sempre sempre, e alla fine ti rendi conto che le ore in cui veramente vivi al giorno sono l’undicesima parte (e per metà di queste dormi).

    Ti sto scrivendo dal giardino (incredibilmente la connessione va meglio qui che in camera mia). Mi aspetto di sentire un tuono da un momento all’altro, perché c’è un nuvolone nero spettacolare che sta arrivando da nord.
    Occielo, mi piace tantissimo la pioggia, ma almeno fino all’equinozio un po’ di sole dovrebbe esserci. (del freddo non mi lamento, sono qui a maniche corte e – vento a parte – sto benissimo)
    Ecco il tuono, XD. (o qualcuno sta suonando la batteria? o.O)
    Hanno annullato il concerto del Bepi!!! Tragedia!

    No, beh… spero che settimana prossima ci sia un po’ di sole.

  4. Blackvirgo Says:

    Posso spammare qui una fic meravigliosa che ho trovato su EFP, sezione originali? “Nunc est bibendum” di Gan_HOPE326.
    È particolarmente adatta per questo topic.
    Per una volta vi risparmierò i miei sproloqui…

  5. laramanni Says:

    Vado a leggere, Blackvirgo…Mi ci vuole proprio…
    Sul suicidio, non so davvero cosa dire. Anch’io penso che sia quel che avete detto, un modo di uscire dalla vita quando si ritiene che questa sia duranta abbastanza.
    Certo, non posso non restarne colpita: Wallace era uno scrittore di lucidità e di ambizioni e di respiro impressionanti…

  6. Faffy Says:

    Il suicidio, secondo me, è una cosa da persone deboli. Chi vive l’arte è un alieno in questo mondo, perché viaggia su correnti più alte, tra stratificazioni che gli altri non colgono minimamente. Però… morire è anche rinunciare a quella mente che ti ha dato così tanto, tutta la meraviglia che hai rimirato. Se il mondo è la terra e la mente una barca, chi si suicida rinuncia a terra e mare ed è uno spreco. E’ solo e soltanto per chi è debole e non sa che significa combattere, dare una possibilità a sé stessi e a chi si ama di migliorare il proprio stato di vita. E’ smettere di lottare. E’ stupido. Ed è bene non confondere ciò che si pensa dai comportamenti effettivi: io parlo così, ma ho avuto i miei momenti di crisi. Wallace sarà stato uno scrittore di particolare spessore ma è caduto pur sempre in un simile errore… Personalmente il pensiero suicida più ricorrente ce l’ho nei miei momenti felici: “momenti perfetti” per esempio, qualche mese fa, ero su un’altalena, e per una volta il cielo era vagamente più limpido e si vedevano le stelle. Una situazione così perfetta che penso: sono così felice che potrei mrire adesso… morire quando tutto è perfetto prima che raggiunto il suo picco quella felicità (non contentezza, felicità) svanisca… quella è la perfezione… E’ un argomento, questo, in cui i miei pareri sono contraddittori. E non poco.

  7. laramanni Says:

    Ma sai, Faffy: da quel che ho capito leggendo i giornali oggi, Wallace soffriva di una depressione antica e tremenda…e penso che in certi casi il buio prenda il sopravvento, purtroppo.

  8. Luthien Says:

    Beh a me è venuta in mente Sylvia Plath e alla sua inutile lotta contro la depressione ed una poesia Lady Lazarus di cui posto il Link
    http://www.sylviaplath.altervista.org/lady.htm
    Personalmente non ho molto paura della morte, ma dell’abisso che potrebbe portare al suicidio.
    A volte la mente fa click, molto prima che lo facciano pastiglie, pistole od altro e quello mi spaventa molto molto di più…

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