Avventure di ottobre: Lara e la grammatica

Lara: Aggettivi possessivi. Avverbi. Soggetto.  D eufoniche.
Marta: Hai un’interrogazione di grammatica, alla tua età?
Lara: Gli esami non finiscono mai.
Marta: Già sentita.
Lara: Ieri sera mi ha bussato la vicina.
Marta: Che è un’insegnante in pensione e ha voluto mettere alla prova le tue cognizioni di italiano.
Lara: Ma no. Voleva chiedermi un pacco di farina, come nelle migliori tradizioni.
Marta: Poi ha tirato fuori una motosega e ha cercato di ucciderti.
Lara: Guarda che l’appassionata di horror sono io. Comunque no: aveva dimenticato di comprare le merendine per la colazione e aveva deciso di fare una torta.
Marta: Vedi? Prendi esempio.
Lara: Io adoro le merendine del Mulino Bianco: soprattutto i saccottini al cioccolato. E comunque, dopo un paio d’ore sua figlia mi ha portato una fetta di torta.
Marta: Che vicini meravigliosi. E allora? Perchè ripassi la grammatica?
Lara: Perchè dal momento che sono una brava vicina anche io, le ho prestato qualche manga e ho chiacchierato un po’ con lei.
Marta: E…?
Lara: E lei mi ha parlato della scuola. Fa la seconda media.
Marta: E…?
Lara: Mi ha parlato della grammatica. E io ho scoperto che a scuola insegnano che le D eufoniche vanno usate. E che non bisogna ripetere il soggetto in frasi vicine. E finalmente ho capito perchè in molte fan fiction trovo quelle espressioni allucinanti tipo “la mora lo guardò negli occhi”. Per non ripetere il nome proprio. Invece di ometterlo e basta. O di ripeterlo: non è vero che non si può.
Marta: E…?
Lara: Guarda che hai altre quattro vocali a disposizione. Significa che tutto quello che io tolgo, cancello, correggo viene insegnato a scuola come regola. O quasi tutto.
Marta: Scusa, ma perchè ti stupisci? Funzionava così anche quando eravamo piccole noi.
Lara: Sì. Ma è stato un sacco di tempo fa. Pensavo che le cose fossero cambiate.
Marta: Questi ottimisti! Entriamo al bar e ci mangiamo una fetta di torta?

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5 Risposte to “Avventure di ottobre: Lara e la grammatica”

  1. Anghelos Says:

    Proprio vero, quel tipo di insegnamento, che inizia alle elementari e continua imperterrito almeno per tutte le medie, se non oltre, lascia un segno indelebile. Per dire, io ancora oggi continuo a esserne influenzato, nonostante siano ormai quasi otto anni da quando ho letto, nei libri di scrittura creativa, che i personaggi vanno chiamati sempre con lo stesso nome, al massimo con due (“Roland” e “il pistolero”, ma non anche “Deschain”, “l’ultimo cavaliere”, “il nemico di Marten”, “il mutilato”…). Ricordo che proprio in tempi recenti, nel forum di Efp, ad una utente che chiedeva consigli di scrittura qualcuno aveva risposto proprio suggerendo di fare come dicono nelle scuole, e così l’idea si riproduce.

    P.S. Il personaggio Marta sta diventando sempre più irresistibile XD

  2. laramanni Says:

    Santi libri di scrittura creativa! Perchè non li adottano nelle scuole? Che poi, è come un rigurgito: io sto segnando e tagliando tutte le espressioni che non siano Hyoutsuki o il Demone (al massimo tollero “la creatura” quando la Sensei non ha ancora capito chi o cosa sia)…

    Ps. Marta E’ irresistibile anche nella vita: è l’amica del cuore ideale, anche quando mi fa arrabbiare…:)

  3. Mele Says:

    Io sono ossessionata dai nomi. Mi perseguitano. Perchè francamente scrivere “il moro”, “il biondino” (ma perchè chi è biondo è sempre piccolo?) mi fa accapponare la pelle. A meno che non siano due persone di cui non conosci il nome, e allora puoi chiamarli Tizio Primo e Secondo, Gattintesta e Principesso, Biondo o Moro.
    E allora o non scrivo niente (e mi accorgo che certe cose le capisco solo io che le ho in mente), o continuo a ripetere ossessivamente i nomi.
    Molto più comodo come hai fatto te, Nome: .
    Però dopo un po’ scoccia, e poi ti lega le mani riguardo lo stile.
    Un’altra cosa terribile: Lui.
    Lui o Egli? Sì, sì, solo uno è soggetto, ma già da bambina mi insegnavano ad usare solo l’altro. Che anche Manzoni aveva fatto così. Ma io vado in palla.
    è una tragedia seria: pensa quando mi inerpico in una yaoi, con DUE soggetti maschili. Poi cado nelle sabbie mobili di suo / proprio e cose del genere.

    Forse dopo tot anni dovremmo tornare a scuola. (Che tentazione di scriverlo colla q.)
    Per farci convincere che, ragioni fonetiche / etimologiche / politiche a parte, ciliegie va scritto colla i, anche se tu vorresti non farlo.

    Uffa, mi hai mandato in crisi anche oggi.

  4. Laurie Says:

    E’ vero, le ripetizioni del nome proprio.
    Mi fanno diventare scema.
    Ma sai quanto è dura togliersi quel vizio? Ho ancora la vocina delle professoresse di italiano che non vogliono doppioni costringendomi a costruire perifrasi strane.

  5. laramanni Says:

    E’ durissima, Laurie. Io faccio lotte tremende con me stessa per non visualizzare un’enorme matitona rossa che traccia segni sui miei fogli. On writing per tutti, questa dovrebbe essere la battaglia.
    Mele, ma io non voglio mandarti in crisi!
    (tra l’altro, Lui è ammissibilissimo, oh).xD

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