Compilation!

Ci stavo pensando ieri sera, prima di addormentarmi: la musica! La musica “di” o “in” una storia. Ammetto di non essere fra gli scriventi con cuffiette: non riesco ad ascoltare nulla mentre scrivo. Se qualcuno, nei paraggi, lo fa, non mi disturba, nè mi disturbano eventuali chiacchiere (purchè non mi coinvolgano: conosco solo una persona, un’amica, che riesce a intuire se sto scrivendo dal mio tono di voce, anche se cerco sempre di essere gentile, e di reprimere la frustrazione quando vengo interrotta).
Però, la musica c’è, e anche tanta, nella mia testa: e nelle mie storie.
Mi sono divertita a rimettere insieme la compilation (solo i titoli, eh), che risulta essere questa:

Esbat

The Kill, 30 Second to Mars
Taion, Gazette
Amore che vieni, amore che vai, Fabrizio De Andrè (nella versione di Battiato)
The end, The Doors.
Smells like teen spirit, Nirvana
Wretched Lovers, da Acis and Galatea, Haendel (qui ne trovate una versione)
Roxanne, Sting
Like a rolling stone, Bob Dylan (ma nella versione dei Rolling)
Moonlight shadow (quella che vi piace di più).

Sopdet
Are you dead yet?, Children of Bodom
Cappello nero non mi tradir, canzone popolare della Grande Guerra
Call Me Sick Boy, Hopes Die Last
Offertoire, dalla Messe des Morts di André Campra (qui un assaggino piccolo piccolo)
Bagatella in la minore, Per Elisa, di Ludwig van Beethoven
It’s the end of the world as we know it, REM
Tace il labbro, da Vedova allegra di Franz Lehar
Zitto zitto marito mio, canzone popolare, inizio anni Quaranta
Il liberismo ha i giorni contati, Baustelle
Symphaty for the Devil, versione dei Gun’s’Roses
Alice guarda i gatti, Francesco De Gregori
Aria di Josefa, da Al cavallino bianco di Ralph Benatzky
Sem medo, Toquinho e Vinicio de Moraes

Piuttosto eterogeneo, in effetti…

Ps. Per quel che riguarda The end, nella mia mente c’era la versione  realizzata per Apocalypse Now...

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14 Risposte to “Compilation!”

  1. Laurie Says:

    Ah finalmente so i titoli delle canzoni!
    Comunque la moda delle compilation si sta diffondendo anche tra gli scrittori professionisti; a me sembra una cosa solo per fans, visto che ci vanno pazzi per queste cosine qui (c’è una community sul lj devota alle compilation messe su dai fan), sarà perché anch’io non sopporto di scrivere con musica di sottofondo? La mia tolleranza è minima anche quando si tratta di leggere: se metto una canzone a loop forse riesco, ma poi vengono fuori strane associazioni mentali. Tipo, ho associato una canzone di Madonna a Elric di Melniboné LOL

  2. laramanni Says:

    Eh? Dove è avvenuta l’associazione, che sono curiosa?
    Comunque anche io non amo leggere con la musica: sono in fondo adattabile,quindi paziento, ma la condizione ideale di lettura e scrittura è nel totale silenzio.
    Quanto ai fan…la cosa che mi sconvolge sono le dichiarazioni di Stephenie Meyer che dichiara di scrivere sempre ascoltando i Muse…Ma i Muse sono BRAVI! xDDD

  3. avalon9 Says:

    Appropriate.
    Proprio appropriate. Le ho cercate e ascoltate tutte, e le immagini dei vari capitoli, la trama, fluiva in una carrellata interessante.
    Personalmente: silenzio assoluto. Sia mentre scrivo sia mentre leggo. Non perchè stia facendo qualcosa di sublime, ma perchè la mia testolina già fatica a restare connessa su un singolo istante (del tipo: il capitolo o il paragrafo che sto scrivendo) senza proiettarsi in voli pindarici o salti spazio-tempo-narrativi. Di seguire anche una canzone, proprio non se ne parla. Forse forse se fosse in inglese o giapponese, visto che non mi verrebbe subito la tentazione di tradurre (con l’inglese, per niente!), ma al massimo, se davvero dovesse esserci sottofondo, meglio la vecchia buona muscia classica. SOLO muscia, e nessuna parola che scappa nella testa
    Per le canzoni nelle storie…Francamente, non so. So che esistono le “song-fic”, ma, per quanto possano risultare ben scritte, non sono un genere che mi attira particolarmente. Basare una storia sulla falsa riga di una canzona non dico che sia sminuente, ma di certo limita. Tanto.
    Di contro, tuttavia, l’inserire in una storia una canzone o il farvi riferimento, anche costante, è invece un qualcosa (non usiamo “pratica”. Meglio il generale) che non rifiuto. Assolutamente.
    Penso che, bene o male, come siamo bobardati da una “cultura di immagini” (ed è vecchia, mamma mia! Vecchissima!) siamo soggetti anche a un bombardamento di musica. Nulla di male, in questo.
    Una compilation forse no; anzi sicuramente mi è difficile trovarla, per quanto mi concerne. Ma non credo sia sbagliata o controproduttiva. Purchè, per me, venga dopo. Dopo la trama, dopo il lavoro, dopo gli aggiustamenti. Dopo. O si integni in modo equilibrato; e non tre quarti del testo, riproduzione della canzone pura e semplice e un quarto [scarso] di testo “nuovo”.
    La tua, Lara, di certo è approrpiata. E ce la vedrei bene, come colonna sonora. Di un film, naturalmente! (E forse sarebbe il primo del genere che andrei a vedere. Sì sì!)

  4. laramanni Says:

    In effetti neanche io amo le song-fic…per me, inserire una musica in un testo significa da una parte caratterizzare il personaggio (Ivy si presenta ascoltando musica molto amata dalle adolescenti, ma già in Sopdet ascolta i Children of Bodom…; Max ascolta musica di “livello”: Baustelle, o classici del rock; la madre di Ivy ascolta musica classica o canzoni degli anni Settanta; Natsumi, una delle vittime della Sensei, ascolta i Gazette; la Sensei, infine, ascolta vecchi successi). E, dall’altra, cercare di segnare un’atmosfera: la scelta di The end per il tentato di suicidio, o di Smells like teen spirit per la “possessione” di Sasaki è stata voluta proprio in funzione del clima che poteva nascerne, sia grazie alla musica che alle parole delle canzoni. The end è spaventosamente perfetta, per esempio…xD Per Sopdet il lavoro è stato più filologico: ho cercato vecchie canzoni popolari che venivano effettivamente cantate nelle due guerre, la prima in ambito militare, la seconda in ambito..beh…squadrista.
    Unica concessione che ho fatto a me stessa, i due brani di musica barocca, una delle mie debolezze: Acis and Galatea e il Requiem di Camprà sono meravigliosi…xD

    Ps. Avalon, ma volete proprio vedermi mentre faccio lo spogliarello al Colosseo, ehhh? 🙂

  5. Blackvirgo Says:

    Io non ascolto mai musica quando scrivo o leggo, anche se il brusio di sottofondo (chiacchiere, tv o radio) non mi infastidiscono più di tanto… allenamento di quando facevo la pendolare e studiavo/leggevo in corriera!
    La cosa buffa che mi è capitata ultimamente riguarda un racconto a cui sto lavorando in cui la musica ha un ruolo fondamentale, in particolare un brano: ho pensato di metterlo su mentre scrivevo e non mi è uscita una parola… e mentre scrivo risuona nella mia mente…
    Altra cosa che trovo particolarmente gradevole è la lettura ad alta voce: non ho mai ascoltato un ebook in vita mia, ma a volte mentre cucino o faccio altre faccende in casa, chiedo al mio ragazzo di leggermi qualcosa ad alta voce. è una cosa che proprio mi piace.

  6. laramanni Says:

    Lo sai, vero,che la curiosità sul racconto cresce, da queste parti? 🙂
    Ps. Anch’io amo sentir leggere ad alta voce…eppure con gli audiolibri ho un pessimo rapporto e mi sembrano, mah…freddi. Non so perchè…

  7. ross Says:

    baustelle baustelle baustelle *_*
    solo perchè li hai messi approvo in pieno u.u
    xDD

  8. Laurie Says:

    Eh? Dove è avvenuta l’associazione, che sono curiosa? –> Semplicemente leggevo Elric ascoltando 4 minutes to save the world o come si chiama. Non chiedermi perché ma quella canzone a loop mi conciliava la lettura ROTFL
    Se proprio mi viene il guizzo di scrivere con la musica scelgo brani strumentali (colonne sonore sopratutto) oppure Loreena McKennitt.
    Ma sai che anche la Troisi è una fan dei Muse? Secondo me questo gruppo non aiuta affatto nella scrittura: a me distraggono tanto. E sì che mi piacciono… forse mi distraggono perché mi metto a seguire la musica e non il testo LOL

  9. laramanni Says:

    …E questo spiegherebbe un sacco di cose a proposito dei libri di Meyer e Troisi…xDDDD Si distraggono con i Muse.
    Ah, scusa, pensavo che tu stessi scrivendo qualcosa ascoltando Madonna!!! 🙂
    Ross…quella canzone è favolosa (tutto Amen, in effetti).

  10. ross Says:

    vero
    ma a me piace di più il sussidiario illustrato della giovinezza ù.ù
    buahaha bianconi for president (L)
    io quando scrivo qualsiasi cosa ho bisogno di silenzio °_° manco sul blog riesco a scrivere con la musica =P

  11. Luthien Says:

    ok carico l’Mp3 e rileggo 🙂
    Baci
    Io di solito scrivo con la musica, anzi la musica fa scrivere me..

  12. Faffy Says:

    Musica eh? Be’ io la uso per leggere e scrivere, ma non sempre: a volte sì, altre no. Il problema è che se mi piace una canzone e voglio riuscire a descrivere le immagini che mi suggerisce in certi punti, o esprimere i picchi che raggiunge in altri… è difficile star dietro alla musica, perché se sto scrivendo una cosa che mi spira una parte, finché lavoro la canzone è già ad un altro punto su cui magari vorrei dire altro. E questo è un problema. Quindi a volte devo ascoltare, prima, spegnere lo stereo scrivere come se ascoltassi la canzone molto lentamente (a memoria, insomma) e dopo, mentre rileggo riascolto la canzone. A volte è così, altre invece, un sottofondo e basta, o una serie casuale di canzoni che originano sbalzi stilistici nella stessa pagina XDDD… Poi io per esempio ho letto “Fame” con Frogiven dei Within Temptation per sottofondo e devo dire che è stato veramente bellissimo leggere così… ultimamente mi ispirano le musichette di sottofondo sul sito ufficiale di Victoria Frances e …. (come lo ammetto????)… (Ivy sghignazza, io la guardo minacciosa, Ivy smette di sghignazzare)… uffa e ok: Helena dei My Chemical Romance l’unica canzone EMO che mi piace.=__= che ingiustizia.

  13. laramanni Says:

    Ah, ma questo è interessantissimo, Faffy: la musica che il lettore applica al testo…Anzi, sono curiosa di saperne ancora di più…:)
    Luthien, beata te…io ho un cervello buffo ed escludente…

  14. Mele Says:

    Il tuoi ultimi post mi affascinano. Prima i nomi, ora la musica.
    Confesso. Io quasi sempre ascolto musica.
    Beh, diciamo che ascolto musica la maggior parete della mia giornata (con scene molto divertenti di gente che mi parla mentre io la fisso a bocca socchiusa e non sento un accidente perché ho le cuffie), quindi anche mentre scrivo / leggo (studio, gioco colla gatta, mi faccio la ceretta, mangio, parlo con un ragazzo… ). Ascolto musica anche senza effettivamente riprodurla, ho una specie di biblioteca musicale incorporata in testa. Ovviamente finisco per lasciarmi influenzare nelle cose che faccio da cosa sto ascoltando (cioè: mi distraggo), ed è una costante di così lunga data che potrei dividere la mia produzione a seconda dell’album su cui mi ero fissata in quel periodo.
    Occielo, praticamente faccio come un cellulato. (Si vede che mi sono fritta un po’ il cervello)
    Mi sono accorta che spesso parlate di gruppi che io ho solo lontanamente sentito nominare, sono davvero un’ignorante. 30 Second to Mars, Gazette, Children of Bodom, Hopes Die Last, Baustelle, My Chemical Romance… Mi vergogno ad ammetterlo, ma davvero mi dicono poco o niente.
    Sono troppo vecchia?
    Mi è piaciuto il discorso che ha tirato fuori Avalon, *bombardamento di musica. Ci abbiamo passato su un paio di lezioni di Storia della musica (profe: quali sono le caratteristiche principali della musica contemporanea? – un’ora e più di discussione accesa, insulti, commenti pesanti da destra, mormorii d’assenso a sinistra – profe [coi capelli ancora più scompigliati del solito]: va beh, riassumendo, commerciabilità e ascolto massificato).
    Certo, tutto dipende dalla sensibilità di ciascuno. Qualcuno ascolta la musica per distrazione, e lo infastidisce se si deve concentrare. Oppure per allopatia o omeopatia, qualcuno che ha bisogno di qualcosa di lacrimoso per scrivere una scena struggente, e qualcun altro che invece vuole qualcosa di grintoso per depurarsi dai sentimenti allegri che potrebbero rovinare la descrizione dell’atmosfera.
    È stata tirata fuori anche la musica “classica” (che non si dovrebbe chiamare così, ma fa niente). Bah. Una volta anch’io la ascoltavo spesso mentre lavoravo, ma più “invecchio” più non riesco.
    Con quella sì che mi distraggo. Cioè, come fai a mettere su, che ne so, il valzer della Bella Addormentata senza metterti a volteggiare per la sala, o Rhapsody in blue senza che l’assolo di clarinetto ti faccia drizzare anche quello che non hai, e che la parte pianistica ti faccia ondeggiare e saltellare sulla sedia? Anche se molto più spesso rimango collo sguardo fisso al soffitto in apoteosi (e qualcuno ne approfitta sempre per arrivarmi alle spalle e farmi prendere un colpo).
    Comunque, sono d’accordo col lavoro che hai fatto. Non è possibile scrivere una storia con degli esseri umani dentro senza che ci sia della musica, perché fino a prova contraria dove ci sono uomini c’è musica. In più le tue storie si ambientano in più precisi periodi storici, e non c’è nulla di meglio della musica per periodizzare la storia (prendendo come valide le periodizzazioni, s’intende).

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