Un licantropo a Wall Street

Stavo ragionando sul taglio dei consumi: i miei. Non pochi, se faccio due conti. Poi stavo ragionando sulla narrativa. E mi sono fatta una domanda buffa: come potrebbe essere una storia fantastica che abbia sullo sfondo la recessione?

Perchè uno sfondo sociale c’è sempre. Se devo parlare delle mie modestissime storielle, sapevo, mentre scrivevo, che in un caso stavo raccontando anche di un conflitto giovani-adulti, e che nel secondo caso alcuni temi (razzismo, violenza sulle donne) erano molto, molto presenti.

Quando, ai tempi, leggevo William Gibson e i suoi comparuzzi cyberpunk, mi stupivo che quelle storie venissero definite fantascientifiche: quel che si narrava era il presente, trasfigurato, ma sempre presente. Come, del resto, in Matrix (che ha un bel po’ di debiti nei confronti del cyberpunk, oltre che di Ghost in the Shell).

Così, ho pensato fra me e me cosa potrebbe venirne fuori: il Demone delle Borse? Il ghoul delle banche? Almeno un Vampiro del mutuo variabile?

Ci penso.

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11 Risposte to “Un licantropo a Wall Street”

  1. Anghelos Says:

    Mmm.
    Un romanzo sullo sfondo della recessione era “La compagnia dei Celestini” di Benni, anche se in quel caso c’era un miscuglio tra componente fantastica, satira di costume sfrenata e misticismo sui generis.
    Il rischio di fare incarnare i responsabili delle crisi in personaggi mostruosi è quello di rendere “estranee”, attribuire ad entità altrui le cose umane, troppo umane. Quindi più che demoni, vampiri e ghoul, la soluzione che mi pare più appropriata è quella della metamorfosi: uomini che, incapaci di gestire il potere di cui entrano in possesso, arrivano a trasformarsi e perdersi. Come Saruman, Gollum e Denethor insomma: nel Signore degli Anelli non c’è recessione, ma se è stato scritto – come dice Wiki – tra il 1937 e il 1949, allora credo proprio che la crisi della Terra di mezzo abbia subito un’influenza della crisi che in quegli anni travolgeva il mondo.

  2. laramanni Says:

    Allora dobbiamo essere ottimisti: dal gran caos di questi tempi potrebbe nascere un nuovo Signore degli Anelli…:)
    La compagnia dei Celestini…vero. Io però non amo troppo Benni: troppo moralista per i miei gusti, e per un narratore “anche” fantastico…

  3. Luthien Says:

    Scusate ma ho fatto una associazione Gollum/Bondi con il suo Tessoro e Tremonti/Vermilinguo.
    Perdonami Lara, non lo faccio più XD

  4. laramanni Says:

    Ma no! Fallo ancora!!! 🙂

  5. Guimi Says:

    Il vampiro del mutuo variabile…
    Bellissimo, lo voglio. [xDDD]

  6. laramanni Says:

    Ecco l’idea! xD Ernesto, nome vampirico scelto due post fa, sarà un vampiro del mutuo variabile! WOW! xDDD

  7. Blackvirgo Says:

    In effetti è un buon paragone: entrambi salassano!

  8. laramanni Says:

    Sono sempre più convinta di dovermi dedicare a Ernesto…

  9. Mele Says:

    E andresti subito OOC, Lara.
    Ernesto è un vampiro conservatore, fermo sostenitore dell’economia reale, nemico agguerrito di banche e mutui. (Una cosa del genere farebbe venire un infarto al vero Ernesto, e il mio papo mi serve vivo, se permetti)
    Sto cercando sue foto da giovane in cui non ha tutta quella barba e quei capelli a coprirgli la faccia, appena le trovo ti spedisco il profilo. Che razza di moda. Per fortuna che un giorno mia nonna l’ha preso e l’ha pelato, altrimenti oggi non sarei qui.
    Comunque, un vampiro potrebbe essere un buon veicolo per l’espressione dei sentimenti causati da tutti gli stravolgimenti di questo ultimo secolo. Ti ricordi cosa diceva Armand, riguardo all’entrare in sintonia con i nuovi tempi (ma era lui? La mia memoria mi tradisce… )? Pensa se non si addice. Le persone che sono nate a metà 900 si trovano ad invecchiare in un mondo che gli è completamente sfuggito di mano. A causa di questo, c’è un sacco di angoscia che grava sulle spalle delle generazioni dei loro figli. Poi si stupiscono del degrado giovanile.

  10. Roberto (YD) Says:

    Ohi-ohi, un vampiro economista. Molto stuzzicante!

    Tendenzialmente dò ragione a Mele. Anche se! sicuramente il nostro vampiro non potrebbe essere nemico di banche e mutui a priori, perché questi esistono da (quasi) sempre. Come pure le speculazioni.

    Piuttosto! Una bella lotta tra un vampiro conservatore e una creatura mefistofelica alla Leland Gaunt (Cose Preziose!). Perché, come sempre indovina bene il Maestro, certi fenomeni avvengono con la complice avidità dei molti; anche se poi si ha facile gioco a scaricare le colpe solo su coloro che sono “cattivi” per definizione, a prescindere (e che di responsabilità ne hanno a bizzeffe, certo, ma ma).

  11. laramanni Says:

    Approvato. Solo che, Yoda, dovrai darmi una mano: di vampiri so molto, ma di economia no. E la lotta mi stuzzica molto molto: nella direzione indicata da Mele…:)
    Banchieri…come in Q di Luther Blissett….

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