Mostri, sconcerto, spavento

Accipicchia che post difficile. Provo a ricapitolare, scoprendo per la prima volta la funzione “intima” del blog.
Cominciamo però dalla parte “pubblica”.
Sabato, sull’Almanacco dei libri di Repubblica, è uscita una nuova recensione di Al crepuscolo di Stephen King. Negativa, almeno in parte, e sicuramente nei toni. Anche in questo caso, l’accusa fatta è quella di piacere troppo. Troppo popolare, troppo amato, perchè aggiungergli un fan?, si chiedeva il critico.
Argomento imbecille, secondo me, e per motivi fin troppo evidenti.
Più interessante è la chiave usata da Antonio Debenedetti nella recensione sul Corriere della Sera di cui ho parlato tempo fa: King piace perchè fa paura, e la paura fa marketing.
No. Secondo me la paura aiuta. La paura ci mette davanti alla parte nera di noi stessi: alla nostra rabbia, alla nostra debolezza. A quello a cui non osiamo dare un nome. E questo non è marketing: è narrazione, nel senso più bello del termine. Condivisione, vogliamo dire?

Ed eccoci al secondo punto.
Paura. Parte nera. Eccetera.
Sono ancora giorni tremendi, lo dico subito. Rischiarati dall’amicizia che mi avete dimostrato, e che continuate a dimostrarmi. Non vedo l’ora di pubblicare la parodia di Faffy, domani posterò una splendida fanart di Rohchan….E…ANGELO GRAZIE! Lo so che doveva essere una sorpresa, quindo non dico cos’è: ma la colpa è di Leo, che ieri pomeriggio faceva un giretto su YouTube e mi ha chiamata urlando: “Smettila di perdere tempo dietro alle persone bastarde e guarda cosa fanno i tuoi amici!”. Sono commossa.

E sono spaventata.
Da me. Dal fatto di poter stare così male per qualcosa che, con la massima razionalità, non meriterebbe che una risata e un’alzata di spalle.
Ma sono anche stupefatta. Non pensavo che esistessero persone in grado di perseguire scientificamente la distruzione psicologica degli altri con una determinazione impressionante. Ho davanti a me le parole scritte dalla stessa mano nello stesso momento e a due persone diverse. Miele in un caso, veleno nerissimo nell’altro. L’argomento sono sempre io, va da sè.
Lo so, capita. A me non era mai capitato, però, finora.
Passerà.
Vi voglio bene, a tutti. Perdonatemi se tengo rigorosamente chiuso messenger e scarseggio nelle risposte. Ci sono, comunque.

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7 Risposte to “Mostri, sconcerto, spavento”

  1. Anghelos Says:

    Scusa, ma sai che non ce la faccio a non essere pignolo: se “non dico cos’è”, e poi citi YouTube, qualcosa si capisce XDDD
    Comunque grazie per il ringraziamento, ma il messaggio vero e proprio lo dirò nella data giusta ^^
    E per quanto riguarda l’altra faccenda, oggi per caso sono ricapitato in quel topic… non dirò quel che penso (almeno, non qui: se vuoi con una mail XD) ma comunque sono perplesso a dir poco.

  2. Mele Says:

    Questa mi sembra una crisi da invecchiamento (il termine femminile per compleanno, no?) … mmh… non mi hai detto se sei scorpione di ottobre o di novembre, ma a questo punto presumo il secondo.

    (Oh, ma che modo gentile di rifarmi viva…)

    Scommetto che a King non gliene frega nulla delle recensioni italiane. E, francamente: tutti aspettano i giudizi con trepidazione, ma si sa che i critici sono quello che sono, eh…
    Ogni scrittore ha i suoi fedeli lettori, amen!

    o.O … Io ODIO le cose che mi spaventano, eppure non posso fare a meno di leggere King e tutto quello che mi capita sotto tiro sul genere. Esempio di come la cosa affascini l’essere umano?
    (A proposito, stasera finirò l’ultimo racconto. Tristezza!)

    Comunque, Lui non punta solo sulla paura. Anche sulla crisi, sull’ignoto in generale, sull’umano…

    Allora, parte seconda. Considera che non ci conosciamo bene (quasi per nulla), e che su questo computer non c’è la chiavetta magica che catalizza i tuoi pensieri. Non ho idea di che situazione tu stia vivendo/citando.
    Però: metti nel cassettino “con la massima razionalità”, che è una cosa che non aiuta mai, e questo è un appunto che serve sempre.
    Poi. Guarda il lato carino della cosa: vivere è come essere sposati con se stessi, e tu hai ancora cose da scoprire e raccontarti. Cose inquietanti? Meglio, ci puoi cavare fuori un bel racconto stile King.

  3. Teiresias Says:

    La paura è ambivalente: la odi ma la cerchi. Sono dell’opinione che se uno deve imparare a combattere la paura, deve prima immergervisi completamente per affrontarla. Per questo mi fanno ridere quelli (come mia madre) che non appena vedono qualcosa di spaventoso chiudono gli occhi.
    Concentrati, cavoli. Ce la si fa sempre. Magari con anni, ma ce la si fa.
    King è un maestro nel cercare le paure perché le sue sono paure del quotidiano, sono mostri che potresti incontrare come non potresti mai incontrare; lui come altri, ad esempio Barker. La paura più terribile è la normalità, e loro l’hanno capito.
    Per il resto, anche se non so nulla di quello che ti ha gettato in questo sconforto, mi auguro solo che tu ne stia uscendo, e mi raccomando, se hai bisogno di una palla su cui piangere, chiedi.

  4. Blackvirgo Says:

    Mi fa ridere sta cosa che se uno è molto letto allora non è bravo. E anche un po’ arrabbiare… siamo tutti cerebrolesi tranne questo signor critico solo perchè siamo in tanti ad amare un determinato autore? Mah! Sarà il problema dei grandi che sono sempre criticati duramente proprio perchè sono grandi. E la paura,,, l’ignoto, il cambiamento, la nostra capacità di accettare, di adeguarci o di rimanere stabili… E a questo punto non posso non replicare con uno dei miei idoli, la litania delle Bene Gesserit di Herbert (scusa l’inglese, ma in italiano non suona, no no): “I must not fear. Fear is the mind-killer. Fear is the little-death that brings total obliteration. I will face my fear. I will permit it to pass over me and through me. And when it has gone past I will turn the inner eye to see its path. Where the fear has gone there will be nothing. Only I will remain.”

    E poi… noi non siamo esseri totalmente razionali. Anzi. E ci sono cose che fanno male, Punto. E le persone che vogliono distruggere psicologicamente gli altri esistono, eccome: temo che sia un modo molto meschino di sopravvivere, dopotutto.

    E tu, Lara. E King. E la paura. E l’ignoto. E il gatto. Mi vengono strane idee…

  5. Luthien Says:

    “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”

    Dalla paura nasce coraggio, dallo spavento nasce determinazione, e ogni cosa crea esperienza e vita.
    Saggezza elfica di chi ha visto il mondo sottosopra 🙂
    Non spaventarti di te stessa, meravigliati e scopriti.
    E cosa difficilissima, impara ad amare il cambiamento, il primo passo per stare bene.
    un bacio

  6. ross Says:

    a certe persone dovrebbero solo chiudere la bocca
    non meritano nemmeno di essere nominate nei blog
    quindi non preoccuparti, tu sei dalla parte della ragione, alla fine ci rimette chi perde l’amicizia di una persona come te 🙂
    bacio

  7. laramanni Says:

    Vi voglio bene. Sto diventando monotona, eh…?

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