Il gioco dell’oca

Ha proprio ragione Laurie nei commenti al post di ieri su Death Note: se nella storia c’è una pecca, è nella misoginia dell’autrice. Vero. Il personaggio femminile più rilevante, Misa-Misa, è talmente idiota da sembrare…beh…volutamente costruita così.
Non è un’oca mascherata come Bella Swan, per intenderci, o come altre eroine di romanzi o anche di manga: dal primo momento in cui appare in scena, è esplicitamente imbecille.
Al punto che mi è venuto addirittura il sospetto che fosse una caratterizzazione voluta: del tipo, mettiamo in campo la caricatura della tipica ragazza a Q.I. zero destinata a fare da spalla ai veri eroi. Non a caso, qui, di intelligenza sovrumana.
Certo che è proprio difficile trovare l’equivalente femminile di Light e Elle, dovunque si cerchi. Miss Marple? Kay Scarpetta? Oppure?
Oppure niente, o poco.  Sarà che mi sono svegliata di pessimo umore, nonostante la lettura filata, ieri sera, delle prime trentacinque cartelle riviste mi abbia lasciata abbastanza soddisfatta, o almeno non troppo in crisi.
Sarà che mi sento perseguitata: le edicole e le librerie che incontro espongono tutte il romanzo di Margaret Mazzantini. E ho detestato pochi libri come Non ti muovere, nella mia vita.
Sopravviverò.

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23 Risposte to “Il gioco dell’oca”

  1. Skeight Says:

    Non ho avuto il piacere di leggere opere della Mazzantini. Vero è che la caratterizzazione dei personaggi femminili deve anche affrontare un problema di credibilità: personaggi come Raito e Elle hanno una natura “pubblica”, nel senso che si occupano di problemi non personali ma che riguardano tutti, e allo stesso tempo titanica, e quindi tragica. Questi due elementi vanno bene insieme perché rispettano anche l’esperienza storica di una vita pubblica attiva di competenza degli uomini, mentre per le donne lo spazio pubblico è più contemplativo: Miss Marple, appunto, che affronta casi pubblici (i delitti) dal suo salottino.
    Il titanismo si può applicare benissimo a personaggi femminili, e in effetti è stato applicato; ma è un titanismo più concentrato sui drammi e le tragedie della vita privata, perché questo è l’ambito in cui sino a poco tempo orsono le donne hanno dovuto vivere, e in cui hanno dovuto lottare. Il titanismo è prima di tutto una affermazione disperata della propria dignità di fronte ad un mondo ostile, ma mentre per gli uomini l’ostilità è sempre venuta dall’esterno, per le donne è sempre iniziata prima, nella sfera privata, e la letteratura registra questo, perché altrimenti peccherebbe di poco realismo. Solo oggi la situazione è cambiata al punto che si può legittimamente sperare in una maggiore evoluzione dei personaggi positivi: un buon esempio potrebbe essere Molly Brant di Manituana. Però il cambiamento di certo non verrà dalla letteratura di un paese chiuso e conservatore come il Giappone. E non da Death Note: essendo pura narrativa, si disinteressa di tutto il contesto intorno, e quindi riutilizza anche tutti gli stereotipi sociali esistenti senza la volontà di mutarli o sfidarli.

  2. Lara Manni Says:

    Come ho potuto dimenticare Molly Brant? Grazie, Angelo, è verissimo. Però sul titanismo ho speranze: per quanto sia non approvabile, mi piacerebbe vedere una titanessa all’opera…

  3. Teiresias Says:

    In Giappone è già difficile che mettano una donna come protagonista, Lara -___- stiamo parlando di uno dei paesi in assoluto più maschilisti al mondo, basta leggere un qualunque fumetto per comprenderlo. Qui in Occidente le cose vanno DECISAMENTE meglio, anche se molti hanno ancora difficoltà a trovare un equilibrio fra la “principessina da salvare” e la “virago”. Io lo vedo spesso nei videogiochi, più che altro, dove è davvero difficile trovare qualche personaggio femminile per cui valga la pena di tifare. Nei libri penso dipenda dai generi, ma a me viene in mente subito un personaggio come Amelia Sachs per Deaver, che è uno dei miei preferiti. Anche nei film è lo stesso.
    La Mazzantini non l’ho mai letta, ma ho visto il film Non ti muovere: non mi è dispiaciuto, ma forse è solo perché a me piace Castellitto XD io mi sto consolando con il cofanetto dei 4 film di Indiana Jones XD

  4. Caska Says:

    Poi il fandom ha il coraggio di lamentaris dello yaoi: scusate se non ho interesse a mettere i protagonisti in competizione epr il cuore di un’ameba deficiente XD

  5. Lara Manni Says:

    Questo è vero, Teiresias: mi stupisce che molte autrici maschiliste siano donne, comunque…
    QUanto all’Occidente…mah! Forse per mia distrazione, ma davvero non vedo grandi esempi: Amelia Sachs è un’altra illustre eccezione, temo.
    CAska!!!! Ma sai che hai ragione? Almeno finchè le amebe non si trasformano in qualcos’altro….xD

  6. Caska Says:

    Uh, teiresias! Ciao XD

  7. Laurie Says:

    Più che la scarsa intelligenza di Misa, quel che mi lascia perplessa è la sua scarsa autonomia: ora Misa è una ragazza bella, con un lavoro da modella, orfana precoce è vissuta per conto suo ed è riuscita anche a sfruttare il DN però… però alla fine si affida a Light che la tratta come più gli pare e piace.
    Per lui farebbe tutto.
    Per lui rinuncia a ogni indipendenza.
    Ora a me sembra che Misa sia il sogno incarnato della donna ideale giapponese – bella e disponibile a tutto pur di accontentare il suo lui.

  8. Lara Manni Says:

    Vero. Ma c’è da dire che in DN, in effetti, le signorine son tutte così. Vogliamo parlare della mamma di Light, in adorazione del figlio perfetto? Della sorella? Di Takada, persino!!!!
    L’unica decente è la fidanzata di Ray Pember (non mi ricordo mai il nome) che quanto meno tenta di svolgere indagini da sola, e quasi ci riesce…

  9. Teiresias Says:

    Peccato si faccia sfruttare come una deficiente da Raito e non le viene mai il dubbio che forse, ma proprio FORSE, un ragazzino di 17 anni non possa essere mai ingaggiato da un corpo di polizia…anche lei è su quei livelli.
    Questo è anche il motivo per cui nei manga c’è tanto yaoi, la saggia Caska ha ragione…eppoi anche Caska (quella di Bersek), comunque, prima di svampare era una grande…

    Caska XD XD XD non ti vedevo più da un pezzo!

  10. Lara Manni Says:

    Vero anche questo. Anche se meno catastrofico rispetto a Misa…xD

  11. Roberto (YD) Says:

    Cincischiando il cappello con un po’ di nervosismo … xD
    Devo confessare che io sono sempre un pochino in difficoltà quando si vuole che un racconto debba essere … mmm … “-ista” qualcosa: maschilista, femminista, o qualunque altro “-ista” immaginabile; specialmente un racconto che è narrativa, come sembra sia il caso di DN (non l’ho letto, ergo dovrò colmare la lacuna prima o poi …).
    Mi vengono sempre in mente quelle spassose paginette di IT in cui King si diverte a sfottere la lezione di “letteratura creativa”, quando mette in bocca a Bill una frase che ricordo sempre “Non capisco. Non capisco assolutamente …. Non potete lasciare che un racconto sia semplicemente un racconto?”
    Detto questo, non avendo letto DN non conosco il personaggio; ma un personaggio (di qualunque genere) così, già so che con tutta probabilità lo odierei per la semplice ragione che … beh … è un bozzetto, una macchietta, qualcosa che sa di fasullo in quanto “monodimensionale”. Se questo ha a che fare col maschilismo non so (sarebbe discorso lungo e complesso – mi verrebbe da quotare in toto quel che ha scritto Angelo, per cominciare).
    Comunque c’è sempre Kikyou per tirarsi su il morale, o no??

  12. Anonimo Says:

    certo che è difficile creare un personaggio femminile che non cada né nel “Mary Sue” né nell’inutilità… c’è poca varietà…

  13. Lara Manni Says:

    Oh, saggio. Questo è verissimo: incaponirsi a scrivere tenendo in mente un modello (nel bene o nel male) è sbagliato comunque. Però, ecco, in quanto esponente della categoria Femmine mi dispiace un po’ quando in una storia bella come questa si incappa in un gruppo di fanciulle sceme. E Misa, sì, anche a me dà l’impressione di essere TROPPO per non essere stata pensata come macchietta voluta, come meta-presa-in-giro delle ragazze tipiche dei manga. L’autrice è troppo brava per scivolare su questo, credo.
    Ps. Sì, c’è Kikyou, che Budda ce la conservi…

  14. Faffy Says:

    Non ha mostrato la firma nel messaggio precedente… vabbè comunque ero io… nonostante questa pecca però mi sto veramente appassionando a Death Note. A proposito di maschilismo… proprio Pember aveva un che di maschilista quando ha detto alla fidanzata (Naomi, se non erro) qualcosa tipo: “Come farai a lavorare quando metteremo su famiglia?” io: -__-” questo mi sta già sulle scatole…

  15. Roberto (YD) Says:

    Sì, certo, in effetti immagino che la cosa faccia prudere parecchio le dita, vista dal POV Fm XD
    Beh, pensaci tu a cambiare le cose, nooo?

  16. Lara Manni Says:

    Faffy, hai ragione! Mentre scrivevo di …Naomi? mi sono ricordata quella frase. Per questo ho la sensazione che l’autrice abbia forzato volutamente la mano…O forse sono un’ottimista. Non dimentichiamo che Takahashi vede il matrimonio come unico destino femminile…xD
    Saggio! Sì, fa prudere le dita in effetti: e io…io conto poco!!! Ahimè!

  17. Caska Says:

    Dovete anche considerare che prtroppo, sarà per cultura, ma le giovani ragazze giapponesi in media SONO sceme come delle capre XDD E’ vero, anche l’adolescente media da noi non è proprio una cima (è anche inutile a fare i grandoni definendoli ‘bimbiminkia’, sti cazzi, non li ha mai avuti nessuno quattordici anni, erano già tutti degli intellettuali da piccoli?!), ma diciamo che ha un senso di se stessa molto più forte, per quanto “impecorato”…le ragazze giapponesi invece vengono su fatte e finite per essere delle oche. Il prototipo è esattamente la ragazza semi-angelicata di Katsura: carina, gentile, che gesticola e non troppo sveglia, magari con delle ambizioni, ma che è disposta a gettare per un uomo XD
    In questo senso era molto controcorrente la Yazawa, una volta, a adesso non più: dite quello che volete, ma Nana è un tripudio dei luoghi comuni su quanto le donne siano minchione, sembra un manifesto per incoraggiare le persone ad abbatterle. Mi piace la caratterizzazione: “oh, ma è fichissimo perché Hachi sembra tanto facilotta e superficiale, ma in realtà è fragile! L’altra Nana sembra sì determinata e dura, però è fragile anche lei. E Reira sembra perfetta e felice, ma in realtà è la più fragile di tutte!” – stamminchia, che palle XD C’è Reira che piange di frustrazione, piange di gioia, piange se è triste, se ha comprato un gatto…Ma perché come intercalare c’è sempre una donna che piange, non è l’unica reazione che abbiamo, cazzo XD!
    Mi fa pensare il fatto che un’autrice che si distingueva per l’originalità di figure femminili volitive e con una forte identità (malgrado non le robotizzasse o estremizzasse mai -riconosceva, alle donne, la loro innegabile dimensione emotiva, senza però renderle schiave) sia passata a queste frigne cacacazzi e tutti a elogiarle. D’altra parte comincio a pensare che sia quello che le ragazze vogliano: l’identificazione, non la caratterizzazione.
    Death Note è molto shonen nello stampo (è triste constatare che spesso intelligente = shonen XD) e probabilmente l’inserimento della figa vuota come una biglia (che veste pure pseudo-punk, e se qualcuno lo chiama lolita lo MORDO) è lì apposta per far dire alla lettrice media: oh, è sexy spregiudicata ed è una vera alternativa che però farebbe di tutto epr amore, proprio come me!

    Teiresias: sì, sono in riposo dopo la consegna delle prime cento pagine, e per me riposo è scrivere il nuovo capitolo di Wasukara XD

  18. Laurie Says:

    Sempre più contenta di leggere josei °_°

  19. Roberto (YD) Says:

    Beh, in effetti mi pare di ricordare una cosa osservata da Mele … la letteratura è scritta soprattutto da uomini e per uomini. Anche se è una donna a scrivere può darsi che si ponga il (legittimo) problema di dare ai suoi lettori quello che i suoi lettori vogliono, o che crede che essi vogliano.

    Però: proprio un’osservazione volante. Quel che mi preme sempre è, innanzi tutto, chiedermi: il personaggio ha senso all’interno della storia? Per decidere della “validità” di un personaggio, io credo che prima di tutto bisogna interrogarsi su questo. Perché la storia viene sempre, sempre, prima di qualsiasi altra considerazione.
    Non conoscendo DN devo per forza andare a casaccio, ma mi pare che il villain (stiamo parlando di lui, no?) sia un pazzoide geniale che vuole un mondo a “sua immagine e somiglianza”. Ora mi chiedo: che donna si sceglierà un uomo così? Di quali persone si circonderà? Costui (mi pare) non tollera altre visioni che la sua, non concepisce altro che sé. Se è così, lui si sceglie la sua donna. Sarà stato lui a corteggiare e conquistare, credo. Immagino sia il suo stile, poi. E cosa ci dice di lui la sua scelta? Sceglie una donna che è un’oca persino per gli standard di un manga – a quanto capisco. Poteva scegliere una donna diversa? O non ha forse senso che si scelga una bella oca? Tollera, costui, quel che è diverso da sé? O non vuole piuttosto un’adorante gnocca?
    Questa scelta mi dice, dunque, che in fondo costui, al di là di tutto, è un debole. Che può accettare accanto solo una visione identica alla sua, o nessuna visione del tutto. E l’oca (pardon, mi sfugge il nome xD ) non può che venerarlo, perché costui è bello (vero o no?? Ci scommetto …) geniale, potente eccetera … e lui l’ha scelta proprio per queste sue caratteristiche.
    E se la storia è incentrata sostanzialmente sui due “titani”, allora è giusto che gli altri personaggi siano nella sostanza cornice di costoro, come tutto il resto della “scenografia” (almeno, se ho capito bene quel che ha scritto Angelo).
    Con questo, non conoscendo la storia se non per qualche spizzicato sentito dire, potrei aver detto una boiata senza né capo né coda.
    E’ solo per dire, di nuovo: primo, la storia. Se poi, invece, anche dopo aver ragionato sulla storia, si riconosce che il personaggio è uno stereotipo, allora, ok. Massacriamola xD

  20. Blackvirgo Says:

    Complimenti per l’analisi su Light, Yoda, ma il problema è che è Misa a scegliere lui non il contrario! Anzi, lui accetta la corte solo perchè trova il modo di sfruttarla a suo uso e consumo (e, fino al numero 5 almeno – dove sono arrivata a leggere – senza sesso).
    Anche a me dà fastidio questo maschilismo o misoginia o chiamatela come vi pare, anche se qui meno che altrove. Forse perchè ho trovato Light e L alquanto asessuati… non so come spiegarlo: sono menti, sono intelligenze a scontrarsi, La fisicità trova poco posto. Secondo me, ovviamente, e per ora.
    Certo che io neppure ero chissà che a 14 anni (e non lo sono neppure adesso) ma trovo molto triste il fatto che esistano ragazze che si identificano con Misa,
    E, tornando a un vecchio discorso proprio su questo blog, viene sempre fuori che la donna ideale è un burattino. In questo tipo di letteratura almeno. Lo stereotipo a questo punto non è un’oca come Misa, ma è il fatto che le donne siano sentimentali (nell’accezione peggiore del termine) e gli uomini intelligenti. Una shakerata alle due cose no, eh?

  21. Caska Says:

    A me piace l’asessualità di Raito e L, sono sessuali come due comodini e va bene così XD Rende molto l’idea dei personaggi, Raito in particolare sembra che tragga piacere fisico dall’essere macchiavellico XD Insomma, è caratterizzazione anche questa, più che altro non vedo invece il motivo di cambiare la cosa…

    Roberto ha ragione sulla letteratura; basta pensare che un uomo che scrive di una donna crea donne spesso complicate e credibili (mi riferisco a Cunningham, che potrebbe essere definito avvataggiato eprché gay XD -che assurdità- o anche “solo” King), ma quando una donna ha un protagonista maschile (cosa che non capita quasi mai XD) sono sempre esseri o stonzissimi o, nella stragrande maggioranza dei casi, inzerbinati smidollati e che si muovono all’ombra dell’inevitabile protagonista femminile, come sopraffatti da lei.
    L’unica cosa che mi viene in mente è che le donne probabilmente siano più emotive e per tanto, purtroppo, più egocentriche: penso che tre quarti delle donne che scrivono scrivano di loro stesse -come sono o come vorrebbero essere- e esordiscono con l’autobiografia il doppio degli uomini. Questo purtroppo, a mio parere, grava spessissimo sul risultato finale: le storie sono autoreferenziali e addirittura irritanti, pernon parlare della pericolosissima mancanza di ironia ò_o L’autrice femminile più divertente che abbia mai letto (e non n senso che fa battute sugli uomini che lasciano alzata la tavoletta del water o che ridicolizza il suo sesso mettendolo in situazioni buffe) è Jeanette Winterson, il che…è come se una donna fosse incapace di essere ironica su se stessa, mentre gli uomini spesso ne fanno il perno. E questo, mi viene da pensare, influisce anche il loro modo di caratterizzarsi: forse ci sono autrici che creano donne insignificanti perché non riescono a distaccarsene, mentre invece la distanza naturale dagli uomini permette loro di raccontarli in modo più disincantato e interessante. In questo senso apprezzo che Misa abbia un ruolo tutto sommato marginale, nell’azione, ed è èiù che altro uno strumento al servizio della trama.

  22. Teiresias Says:

    Il discorso sembra quasi del tipo: scrivono meglio del sesso opposto perché non usano l’autobiografia…possibile. C’è anche chi, magari, col fatto che deve scrivere del sesso opposto si concentra moltissimo su di lui, a discapito dei personaggi del proprio sesso (…succede anche a me, a volte, lo ammetto XD), che infarcisce di luoghi comuni…
    Madò, che roba ._. e il problema è che a mio parere sono proprio quelli dello stesso sesso dell’autore ad odiare i personaggi: perché non si trovano in nessuno di loro. Escludiamo Twilight che è fatto su misura per ragazzine appena arrivate alla pubertà, ma di solito è così.
    So che sembra un discorso strano, ma a me ad esempio il maschilismo di certi libri (o anche il femminismo, se è per questo) mi sta sulle palle, a meno che non sia proprio ai fini della trama come Paura di volare o simili u_u mi fa passare la voglia di appassionarmi a un personaggio perché lo vedo piatto e insopportabile.
    E comunque sono felice di vivere in Italia e non in Giappone XD
    Ah, non mi dite che Misa è punk, sennò vi sgozzo. Neanche Nana lo è, cazzo!

    Caska, sono felice per le tue cento pagine riuscite e pronte (*_* un romanzo tuo! Un sogno divenuto realtà!), e ti auguro un buon lavoro con WasuKara XD mi manca tanto tanto quella storia ;_;

  23. Lara Manni Says:

    Discussione che mi delizia.
    Verissime molte cose. Stavo pensando ai due rovesci della medaglia indicati da Roberto e da Caska.
    Vero: il punto di vista maschile quasi sempre crea personaggi femminili anzitutto molto “fisici”. Difficilmente si trovano eroine asessuate come comodini (mi piace questa cosa) e fatte di puro genio. In genere le fanciulle sono O molto sentimentali, appunto, O molto zoccole. O le due cose. Insomma, le eroine vengono raccontate nella loro relazione con il personaggio maschile, non autonomamente.
    E il contrario non si verifica per forza, invece: Raito-L sono uno degli esempi, ma nella narrativa questo avviene spessissimo.
    Con poche eccezioni illustri: riprendo King perchè le sue eroine vengono trattate quasi sempre con più accuratezza (Susannah nella Torre nera, Rose Madder per citarne due).
    Ma è arcivero quel che dice Caska: quando sono le donne a scrivere le cose non migliorano AFFATTO. Parlano di se stesse, appunto, e della loro piccola vita, quasi sempre. Quasi. Yourcenar, grazie al Cielo, non lo fa. Ma quanti altri esempi riusciamo a citare?
    Il che, ancora una volta, non vuol dire che bisogna mettersi a tavolino e dire: “oh oh, scrivo un romanzo politicamente corretto”. Sarebbe orribile. Però, magari, scrivere non di “vi racconto il mio shopping e i miei amori” aiuta…

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