Avventure di dicembre: Lara e il grande massacro del Charro Café

Domenica sera. Per una volta, i miei amici sono meno virtuosi di me, e decidono che devo uscire, anche se il medico aveva fissato mercoledì come data in cui la porta della prigione (casa mia) si sarebbe aperta. Così, imbacuccata come se dovesse  girare il remake di Into the wild,  Lara fa  i pochi metri che separano il suo  portone dalla macchina di Leo. Dietro ci sono Marta e Federico, il suo fidanzato. La fidanzata di Leo non è di Roma, e quindi per stasera lui  fa coppia con la zitellona, ovvero Lara medesima. Destinazione: un ristorante messicano. Motivo: festeggiare l’editing dei primi cinque capitoli di Esbat, la fine della malattia, eccetera eccetera.
Si arriva. Il ristorante messicano è un posto tutto di legno vicino al Tevere, la qual cosa  preoccupa un po’, a dispetto delle rassicurazioni del sindaco. Scendiamo. Dietro un cordone di canapa e due ante stile ranch che ricordano in modo inquietante Dal tramonto all’alba, due tizi in camicia bianca ci scrutano.

Primo Tizio: Venite per noi?
(Lara si preoccupa)
Marta: Siamo quattro e vorremmo mangiare
Secondo Tizio: Ma sapete di cosa si tratta?
(Lara pensa: ci siamo! Ci hanno scambiato per scambisti. E’ finita)
Leo: Certo: ristorante messicano.
Primo Tizio: Potete entrare.
(Lara pensa: se le parole d’ordine fossero tutte così facili Q di 007  sarebbe già in cassa integrazione).

Ci danno un tavolo. Di legno. Con sedie di legno. Vicino a un bancone di legno. Tutto intorno, oceani di ragazze e ragazzi vestiti da sera. Lara si guarda i jeans e il maglione blu a collo alto, guarda la fanciulla del tavolo vicino in minigonna di voile nera e scarpe con tacco dieci centimetri e si sente Luciana Litizzetto quando esordisce come conduttrice alle Iene (“Sono Alessia Marcuzzi disegnata da Picasso”).

Ci portano le birre. Coronas. Con uno spicchio di limone nel collo della bottiglia: dovrebbe essere lime, ma fa niente. Ci portano anche gli antipasti.
Ma mentre imbottiamo le tortillas esplode l’Apocalisse, sotto forma di una musica assordante. Ci giriamo. Il Primo Tizio ha afferrato il microfono.

Primo Tizio: Beeenvenutiiiiiiii! Anche questa sera mangeremo e berremo e canteremo e pomicereeeeemo.
Lara: Dove caspita mi avete portato?
Leo: Ehm…uhm…l’altra volta non era così.
Primo Tizio: E adesso vi presento il nostro Hoooot Staaaaafff (con la A, ho controllato sul biglietto da visita).

Detto fatto, tutti i camerieri fanno il trenino agitando il sombrero. Quindi, si fermano davanti al nostro tavolo mostrando le terga. La musica suona Chihuahua.

What can make you move, Chihuahua
Can you feel the groove Chihuahua

Ad ogni Chihuahua i camerieri fanno la mossa.
Lara tace, agghiacciata da otto paia di chiappe che si agitano davanti a lei.
Ma non è finita. Mentre il Primo Tizio riprende il microfono, il Dj spara un mix di canzoni anni Settanta-Ottanta che si interrompono sul ritornello, in modo che i commensali possono proseguire. Immaginate trecento persone che cantano Il triangolo no, Com’è bello far l’amore da Trieste in giù, Gloria manchi tu nell’aria e Tuca Tuca (che il Primo Tizio ribattezza Suca Suca, provocando in Lara un inizio di catatonia) e potete capire quel che sta per accadere.

Accade che uno dei camerieri, evidentemente addestrato all’uopo, si inginocchi con fare adorante vicino al nostro tavolo. Lara lo guarda. Guarda le lucine di Natale che brillano a poca distanza (verde-rosso-giallo-verde). Comincia a immaginare cosa accaderebbe se, in quell’esatto momento, le lucine cominciassero ad espolodere. Prima la fila verde. Poi la fila rossa.
Il Dj propone Rino Gaetano.

chi scrive poesie, chi tira le reti
chi mangia patate, chi beve un bicchiere
chi solo ogni tanto, chi tutte le sere
na na na na na na na na na

Nella mente di Lara il corpo del cameriere viene attraversato dalla corrente elettrica e si dimena sul pavimento.

Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh..

Nella mente di Lara la fanciulla in minigonna prende la bottiglia di Coronas, la spacca sul tavolo e taglia la gola della sua amica in tubino azzurro cielo. La barista con il suo cinturone di bicchieri per la tequila bum-bum viene aggredita da un gruppo di anziani turisti spagnoli. Quando avranno finito, non rimarranno che pochi brandelli di carne attaccati alle ossa.

Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…

Nella mente di Lara, la domenica  sera un po’ coatta della meglio gioventù romana si trasforma in massacro. Perchè? Perchè quella sera i buttadentro hanno lasciato passare qualcuno che non doveva entrare. Qualcuno che da molto tempo non infilava i piedi in un paio di scarpe e non sentiva il solletico dei capelli sulle palpebre. Qualcuno che viene da fuori. Qualcuno.

Marta: Lara? Stai bene?
Lara sorride. Anche se rispondesse, la musica coprirebbe la sua voce.
Leo: Vuoi che andiamo via?
Lara sorride e fa cenno di no. Poi mima il gesto di scrivere qualcosa.
Marta: Oh santo cielo. Ti è venuta in mente una scena.
Lara annuisce.
Leo: Per il terzo romanzo?
Lara annuisce con entusiasmo.
Marta: Dovevamo ordinare una pizza al telefono.

In quel momento, il Dj manda Loretta Goggi.

che importa se
per innamorarsi basta un’ora

Lara balza in piedi e si unisce al coro:

che fretta c’era
maledetta primavera

Marta: La stiamo perdendo.

Ps. E fu così che il primo capitolo di Tanit venne concepito in una fredda serata di dicembre.

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15 Risposte to “Avventure di dicembre: Lara e il grande massacro del Charro Café”

  1. Demonio Pellegrino Says:

    quasi quasi ti sarebbe andata meglio se il locale fosse davvero stato una roba scambista. Sai che primo capitolo eccitante ti sarebbe venuto in mente?

  2. Lara Manni Says:

    Vero! Ma i capitoli eccitanti in genere li metto dopo il primo quarto di libro…xD

  3. Teiresias Says:

    😄
    Non mi viene altro in mente.
    Ricorda dannatamente per certe parti la prima volta che ho portato i miei genitori al giapponese…i camerieri erano a terra cianotici dal ridere, quando siamo usciti ci hanno fatto dei salutoni e da quel giorno, tutte le volte che arriviamo, non facciamo in tempo a parlare che ci salutano e riconoscono subito.
    😄
    Perché non hai mai visto il Dr.Why qua da noi in Romagna, Lara…

  4. Luthien Says:

    Da noi c’è un locale così che si chiama “La Mucca della Zia” Sei stata fortunata, sei sopravvissuta e hai anche scritto Tanit!!!
    XDDDD!

  5. Lara Manni Says:

    La mucca della …zia? xDDD Dr.Why?
    Devo assolutamente diventare più nottambula…

  6. Caska Says:

    bel titolo ❤

  7. kira Says:

    ma in che posto sei finita??? comunque, sempre meglio de “la parolaccia” qui a messina… dove ti insultano e per ordinare puoi usare solo parolacce!!! xDD

    P.S. almeno è arrivata l’ispirazione per tanit…. non tutto il male viene per nuocere!!!

  8. Lara Manni Says:

    La parolaccia l’abbiamo anche a Roma…xD

  9. Roberto (YD) Says:

    Bellissimo 😄
    Mi luccicano gli occhi: commozione o risate? Direi, la seconda che ho detto …
    Ok. Realtà: 1. Fantasia: 0. Alla prossima partita!

    PS se ti metti a cantare “maledetta primavera” vuol dire che stai meglio, va! (oppure che stai peggio?).

  10. Lara Manni Says:

    Che sto peggio, no? 🙂
    Il bello è quando una realtà assurda viene deformata ulteriormente dalla fantasia…diciamo che le mie fonti di ispirazioni sono sempre strane: tipo la balena di gomma in Sopdet…xD

  11. Mele Says:

    Non era lime ma non era neanche limone…
    Ma i camerieri erano almeno carini? (effettivamente Chihuahua può suscitare reazioni omicide…)
    Complimenti, per l’editing, la guarigione e l’idea. Ma non smettere di prendere le medicine ancora, eh.
    (Ma che bello, a te passa, a me viene la tonsillite… v_v)
    (E comunque, io ho sempre ragione. I signorini biondi, invece, mai!)

  12. Rohchan Says:

    Ohssanta…ma…ma…#o.O# ma in che razza di posto sei finita? O.O
    E passino chiuaua e rino gaetano…ma maledetta primavera?! Che c’entra???
    E pensare che è stata la mia prima canzone italiana cosciente…nel senso..la prima che ricordo mi sia mai piaciuta.
    E l’ho persino cantata al festival della scuola…
    Mah…
    Però, però…se ti è servito per Tanit, ben venga…non vedo l’ora di leggerla…-come se già prima non ti stessi mandando messaggi subliminali del tipo scriviscriviscriviscrivi…^O^-
    Brava. Bene bene bene. Ma non ti sforzare troppo…^_^ sei ancora convalescente, TESORINO! ^*^
    Debby

  13. Laurie Says:

    *___*
    Il Sommo approva.
    La Somma idem.
    (Anche se ha evitato durante la sua breve vita le tentazioni ambigue di un ristorante messicano, la Somma adora dare ragione al Sommo e adora sopratutto quando il Sommo fa esplodere le lampadine)

  14. Lara Manni Says:

    Oh Lau, e chi ti dice che sia lui? xDDDD
    Debby, sai che quella canzone piace anche a me? E’ buffo, ma l’ho canticchiata pure io e ogni tanto mi torna in mente.
    Scrivoscrivoscrivoscrivo.

  15. Laurie Says:

    Il Sommo c’entra sempre ROTFL

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