De te fabula narratur

De te, de te.
Sto scrivendo un racconto, per vari motivi.
Un po’ per mettere il cervello in pausa prima di affrontare la seconda parte dell’editing e, quando sarà possibile, il famigerato Numero Tre. Un po’ per vedere come me la cavo al di fuori della Trilogia e al di fuori dell’esercizio di stile giocoso. Un po’ per esorcismo personale.
Ecco il punto.
Il racconto è una cosa un po’ strana. Un mini-horror, naturalmente. Molto claustrofobico. Molto cattivo. Un po’ schizzato. Scherzando, l’ho definito Horla ai tempi di Facebook: ma non scherzavo troppo.
Ieri ho buttato giù di getto e in due ore quattro cartelle. Un bel po’, anche se ce ne vorranno altrettante per finire e soprattutto ci sarà un gran lavoro di lima. Il tutto, peraltro, con destinazione incerta: non so nemmeno se lo manderò davvero al magazine a cui avevo in mente di inviarlo, se lo metterò mai in rete, se sarà soltanto una palestra per scritti futuri, se. Se.
Però fa abbastanza paura buttare fuori, su file, i mostri del pozzo: quelli che stanno giù e alzano il capino appena vedono un po’ di luce e ne vengono risucchiati, grazie al cielo, invece di continuare ad agitare zampe e code là al buio, pronti a mordere quando meno te lo aspetti.
Racconto terapeutico, oltre che allenamento, chiamiamolo così.
Perchè solo quando ho chiamato i mostri per nome, trasformandoli in una storia, mi sono sentita veramente bene, per la prima volta dopo molto tempo.
E libera, finalmente.
(O forse, è la volta che darò fuori di zucca come Guy de Maupassant?)

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2 Risposte to “De te fabula narratur”

  1. Angelo Says:

    Che ti devo dire? Sono ansioso di leggere questo racconto, allora 😉
    Trasportare su carta determinati mostri è una impresa molto utile, per l’autore, ma anche per il lettore quando il tutto va in porto: fondamentalmente, al di là delle rappresentazioni personali, le vie degli uomini sono tutte molto simili, e i racconti finiscono per parlare di tutti.

    Ps. come si chiama questo magazine?

  2. Lara Manni Says:

    Molto giusto, anche se io tendo a pensare che le mie vie siano un po’ troppo a zig zag. xD
    Ps. Horror Magazine, va da sè 🙂

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