Rileggere

Pigrizia ai massimi, confesso. E una gran voglia di rileggere, più che di cominciare ex novo un libro.
Non mi ricordo più chi aveva speso pagine appassionate sulle gioie della rilettura (Virginia Woolf, mi sembra): di sicuro, ci sono momenti in cui riprendere in mano una storia che si è amata, sia pure per la decima volta, è impagabile.
Per esempio ora. Ora che ho finito il raccontino ma devo limarlo e farlo bello (o almeno presentabile), e che sto per riprendere in mano l’editing. Ora che ho voglia di certezze, almeno da lettrice.
Ieri, dunque, ho cominciato rileggendo Rose Madder, che tutti continuano a definire come un romanzo minore di King, ma che a me sembra magnifico. Inclusi i corsivi.  Perchè tutti i capitoli con i punti di vista di Norman, il bestiale marito di Rose, sono in corsivo.
E qui ci starebbe un bel discorso sul corsivo “pesante”.  Perchè si dice che l’uso del corsivo risulti faticoso per chi legge. Non ne sono così convinta: non sempre, non se quello che viene scritto graziosamente inclinato verso destra è intenso e potente.
La rilettura è stata felice: al punto che da stasera faccio il bis con American Gods

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7 Risposte to “Rileggere”

  1. CaskaLangley Says:

    American Gods *___________*

  2. CaskaLangley Says:

    Io comunque rileggo tanto, ma tanto, ma tanto. Ci sono quattro o cinque libri che ho riletto dalla prima all’ultima parola almeno dieci volte, senza contare le varie letturine.

  3. Lara Manni Says:

    Anche tu, eh? Beh, il Maestro credo di averlo riletto praticamente tutto, tranne la Zona morta.
    E American Gods…sono alla prima rilettura, quindi mi frego le mani come una bambina davanti al pandoro.

  4. CaskaLangley Says:

    beh, la prima volta è sorpresa, la seconda emozione e la terza studio della struttura. POI, dalla quarta in poi, sono riletture…XD

  5. Lara Manni Says:

    E dunque, dalla quarta in poi, totale delizia…

  6. demoniopellegrino Says:

    In mmm, io non sono un rilettore. Troppi libri, troppa poca vita. E’ raro che rilegga. mi è capitato solo con due libri: masada, di Bruno Tacconi, e Norwegian Wood, di Murakami. Per il primo non saprei dirti perché: era più l’oggetto libro che mi attirava, il suo peso, il suo odore, la sua copertina. Come un libro magico. norwegian wood è semplicemente la perfezione fatta storia, fatta scrittura, fatta Verbo. Non mi stancheo’ mai di riprenderlo in mano (il libro, dico…)

  7. Lara Says:

    E invece pensa! Pur adorando Norwegian Wood e altri testi di Murakami, meravigliosi, perfetti…non ho vogia di rileggerli. La sensazione che mi hanno lasciato è troppo forte, troppo intensa. Come un lampo di luce.
    Per altri è diverso: ho la sensazione che fra un rigo e l’altro troverò qualcosa che avevo tralasciato…

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