Piccola storia di ordinario cinismo

Comincio dalla cronaca. Il fatto accade ieri ad una cara amica, che manda i suoi racconti ad una casa editrice che si propone per selezionare scritti di varia natura.
La casa editrice è Il filo. Il sito della medesima recita così:

Mensilmente o bimestralmente la nostra casa editrice seleziona opere letterarie per la pubblicazione.
La casa editrice Il Filo valuta, per la pubblicazione, opere di poesia (min. 30 componimenti)
narrativa (romanzi o raccolta di racconti, min. 40 cartelle/pag.), o saggistica (min. 40 cartelle/pag.)

Bene. L’amica riceve una lettera. Nella lettera le si dice che i suoi racconti sono stati giudicati meritevoli di pubblicazione. Però. Però le si chiede un contributo di duemila euro circa per acquisto di quota libri.
Cosa si deduce da tutto questo? Molto semplice: quello che è stato raccontato da altri scriventi e scrittori che sono incappati nel Filo.  Per esempio in questo blog:

La casa editrice Il Filo di Viterbo è una casa editrice a pagamento. Nonostante pubblichi annunci sulle prime pagine dei maggiori quotidiani, asserendo di essere alla ricerca di nuovi talenti, questa casa editrice è alla ricerca solamente di polli da spennare, di scrittori esordienti con la folle voglia di veder pubblicare il loro libro, che attira con annunci mendaci e ai quali offre solo la stampa a pagamento delle proprie opere senza curarne affatto la distribuzione sul mercato nazionale. Chi si avvicina al Filo sappia ciò, e chi riceva da Il Filo una proposta di pubblicazione sappia che ciò non significa affatto una valutazione, tanto meno positiva, della propria opera.

Il blog, di Ettore Bianciardi, è stato portato in Tribunale dal Filo stesso, che lo riteneva diffamatorio. Bianciardi è stato assolto. E la sentenza del tribunale contiene un’osservazione interessante:  che i post avevano il fine di mettere in guardia gli autori esordienti dalle “false promesse di quelle case editrici che si offrono di pubblicare le loro opere solo a fronte di un esborso di denaro”.

Bene, anzi male. Perchè appunto, nonostante il passaparola (digitate “Il Filo” su google e vedrete), i medesimi continuano. Nonostante, anche, la presenza di editori a pagamento dichiarati e assai più utili come lulu.com.

Due cose mi fanno rimuginare, anzi tre.
La prima l’ha scritta Angelo su Facebook, ieri pomeriggio, chiedendosi come mai le pubblicità a pagamento dei filatori vengano accettate dai maggiori quotidiani. Che certo non ignorano la faccenda.
La seconda la scopro sul sito del Filo. E non mi piace. Perchè nel catalogo dei medesimi figurano, come scrittori o prefatori,  autori come Camilleri, Pinketts. Walter Veltroni, per chi gradisce il genere, non solo scrive la prefazione ma presenta il volume in libreria.
Possibile che tutti questi signori ignorino la faccenda? Non credo. Molto probabilmente, alzeranno le spalle. Come qualcuno ha scritto ieri su Facebook, il senso è che chi abbocca se lo merita.
Non sono d’accordo.
Non c’è nulla di illegale nel sollecitare l’orgoglio di una persona dicendole che è stata giudicata meritevole e poi chiederle soldi. Assolutamente. E’ nelle norme e nessuno potrà mai accusare gli editori di niente.
Ma è ingiusto.
E’ molto più corretto (sarebbe) che qualcuno ti scriva: c’è del buono, ci lavori sopra. Oppure: lasci perdere, si dedichi ad altro. Oppure ancora: si dia tempo e intanto scriva su Internet.
Qualsiasi cosa, ma non questo.


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10 Risposte to “Piccola storia di ordinario cinismo”

  1. Laurie Says:

    In effetti gli scrittori emergenti dovrebbero essere informati che non si pubblica così facilmente.
    Ma anche rendersi conto che non è così semplice.
    Forse alcuni sono persino disposti a sborsare soldi pur di avere il proprio libro stampato e questo lo ritengo insensato.
    Ognuno fa quel che gli pare e piace con il proprio stipendio ma spendere soldi solo per avere una copia cartacea dei tuoi scritti quando esiste internet è quantomeno da idioti.
    (O da persone troppo piene di sè.)
    Se proprio vogliono rendere pubblici i loro scritti, si iscrivano a siti e community per scrittori amatoriali; ce ne sono tanti e sono pieni di cose gradevoli.
    Se ti fanno una proposta editoriale seria ok, ma se ti mettono davanti qualche clausula dove tu devi comprare questo o quest’altro per pubblicare o dove non ti fanno neppure l’editing (ho sentito di tutto sull’argomento!), allora lascia perdere.
    Almeno io la penso così.

  2. Demonio Pellegrino Says:

    bisognerebbe dirlo a Striscia. Secondo me un bel servizio ce lo farebbero

  3. Lara Manni Says:

    Laurie, tu hai ragione. Il problema è che questi “adescamenti” avvengono in modo ingannevole, in molti casi. Una cosa è decidere di pubblicare a pagamento (e anche secondo me non ha senso alcuno, per i motivi che dici tu). Una cosa è finire nella rete senza saperlo prima. Tra l’altro la distribuzione è inesistente, in questi casi. Di editing non parliamo proprio.
    E, sì, Demonio, bisognerebbe. Bisognerebbe anche che i quotidiani facessero dei servizi sull’argomento, in effetti.

  4. Anghelos Says:

    L’adescamento ingannevole, però, è all’inizio, da quel che ho visto: ti chiedono di spedire i tuoi manoscritti e decideranno se farti una proposta editoriale. Però quando poi la proposta editoriale arriva, la richiesta di soldi è nero su bianco, e a quel punto la responsabilità ricade tutta sull’autore, e ci riportiamo a quanto detto da Laurie

  5. Lara Manni Says:

    Certo. Infatti la prassi è decisamente astuta: ti invito a mandarmi qualcosa per vautazione, ti scrivo, ti dico che sei “meritevole” e zac, ti chiedo i soldi. E’ ovvio che l’indice si punta sull’autore vanesio qualora decida di sborsare i soldi. Ma questo non assolve, moralmente parlando, nè l’editore. Nè Veltroni.

  6. simone Says:

    purtroppo non c’è solo Il Filo tra gli editori che si comportano così, ma sicuramente è il più visibile. Penso anche ad AltroMondo Editore. Come fanno ad avere banner su internet o pubblicità sui maggiori quotidiani? Beh, basta pensare a quanti libri hanno in catalogo e fare due conti sui soldi intascati… La mia idea è che bisogna informare il più possibile gli esordienti per aiutarli a non cadere in simili tranelli (almeno che non si voglia pubblicare un libro per i propri amici, ma allora basta un tipografo o un POD). Scrittori Sommersi (www.scrittorisommersi.com) è un gruppo nato proprio per dare informazioni di questo tipo, oltre che per cercare di costruire una rete di “autosostegno” degli scrittori che hanno pubblicato con piccoli editori e che non trovano spazio in un mercato già troppo inflazionato…

  7. Lara Manni Says:

    Simone, grazie per l’informazione. L’auto-aiuto mi sembra un’ottima idea. Perchè è verissimo: c’è un problema di visibilità enorme, che vale a maggior ragione per i piccoli editori. Un libro, oggi, è davvero una goccia in un oceano…

  8. Laurie Says:

    Laruccia, hai ragione. E’ qualcosa di riprovevole quel che fanno MA finché non fanno qualcosa di chiaramente legale purtroppo gli autori incauti si faranno gabbare.
    (Anche se si fanno gabbare un po’ non li assolvo. Insomma, sarò paranoica io, ma meglio paranoica che truffata XD)
    Sì, qua ci vorrebbe una lista di case editrici a pagamento. Ne avevo scovata una a random cercando su google.

  9. Chiara Says:

    Salve ragazzi, ahi ahi ahi, che argomento dolente!!! Sono una scrittrice, e da meno di un mese è stato pubblicato il mio primo libro… pubblicato SENZA CONTRIBUTO! Intanto vi consiglio questo sito:
    http://scrittoriesordienti.wordpress.com/
    dove troverete una certa lista “eap”, ovvero Editori A Pagamento.
    Quante ne ho viste in questi anni… ahi! Avrei mille cose da dire, riempirei pagine e pagine. Riassumo dicendo che gli esordienti NON devono pagare, sia per i motivi che avete citato, sia perché pagando non sapranno mai se valgono davvero qualcosa.
    Spesso le case editrici architettano vere e proprie truffe, perché non si limitano a chiedere soldi, ma una volta ottenuti, neppure stampano il libro. C’è anche chi ha speso 5000 euro per non avere neppure tra le mani il proprio libro stampato. Cose assurde, che fanno arrabbiare, così come fa arrabbiare la situazione da altri punti di vista. Lo sapete che le librerie non collaborano quando si tratta di esordienti? Non vogliono i libri! Beh, che dire di più? Da scrittrice, sono amareggiata e preoccupata.
    Se volete dare una mano, date un’occhiata al mio sito, e se ne avete voglia, datemi una mano, o aggiungendomi tra i siti amici nei vostri blog, o comprando il libro. Lascio a voi la scelta… però direi che se tanto vi interessa l’argomento, vi interesserà anche fare qualcosa di concreto perchè le cose comincino a funzionare come dovrebbero. Smuoverò mari e monti, ma arriverò dove voglio. E poi avrò molto da dire sulle case editrici a pagamento…MOOOOLTO da dire!
    Ciao a tutti

    Chiara

    http://www.chiaravitetta.com
    http://chiaravitetta.com/2009/01/10/altro-che-nostradamus/

  10. Lara Manni Says:

    Ciao Chiara, il tuo commento era finito in moderazione perchè wordpress è capriccioso con i link. vengo sicuramente a visitare il tuo sito. E, sì, DICIAMOLE queste cose sulle case editrici a pagamento.

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