La rivoluzione dei Secondari

Venghino, signore e signori, che oggi qui si parla di personaggi di secondo piano. Come? Siete affezionati solo ai protagonisti? Seguite solo le vicende di quei fortunati che vengono fatti camminare sulla strada principale, per tortuosa che sia, della storia? Ah, che peccato! Vi perdete il meglio!
Scherzi a parte, mentre mi perdo felicemente fra le prime sei cartelle del Numero Tre, penso proprio a quanto mi piacciano i personaggi secondari: quelli che magari appaiono solo in mezzo capitolo, per essere testimoni di qualcosa che avviene agli altri (i Primari), e magari muoiono, oppure determinano qualcosa che risulterà importantissimo ai fini della vicenda senza neanche saperlo.
Chi non ama Eowyn, ne Il signore degli anelli? Per me resta uno dei personaggi più cari.
E anche scrivendo, i piccoletti  sono quelli a cui mi dedico con più amore: le amiche di Chris in Esbat, l’infermiera ucraina in Sopdet, il tassista infelice che apre Tanit. Perchè fanno parte della nostra storia di tutti i giorni, e perchè senza di loro la storia principale non esisterebbe. Secondo me.

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10 Risposte to “La rivoluzione dei Secondari”

  1. Rohchan Says:

    Hai ragionissima.
    I personaggi principali vengono seguiti d’istinto. Il nastro della storia gli si srotola davanti ai piedi, e noi ci incamminiamo dietro di loro. I personaggi secondari che incontrano lì per lì possono passare inosservati, ma credo che a volte siano come il vino buono.
    Lasciano il sapore in bocca per molto più tempo, li senti anche sotto il gusto di altre pietanze (oddio…scusate la metafora da cuoca…^^)

    AGH! Mi viene in mente ora…come ho potuto scordare Allanon….il mio Allanon???? T^T se ci ripenso, mando ancora adesso le gobbe al signor Brooks…ma chissà quanti ne ho persi per strada…

  2. Anghelos Says:

    Per caso hai letto in questi giorni il forum di Efp? Stavano appunto discutendo dei personaggi secondari snobbati 😄
    I personaggi secondari spesso sono più affascinanti perché aprono più possibilità al lettore: non essendo “scavati sino in fondo” (a meno che l’autore non sia il Re XD) su di loro sono possibili più domande, più opportunità; e di sicuro i loro meriti e i loro difetti appaiono meno rispetto a quelli dei protagonisti, quindi c’è più roba da far emergere, più personalità da esplorare.
    Non solo, ma i protagonisti, anche quando sono descritti come persone comuni esattamente come noi, finiscono per vivere vicende diverse da quelle comuni, causando inevitabilmente un po’ di straniamento; molti personaggi secondari, invece, no, sono comuni in tutti i sensi, pur nella loro individualità, e per questo è più facile anche identificarsi e apprezzarli.
    Tutto questo per dire che secondo me il modo migliore per valorizzare i personaggi secondari è proprio quello di lasciarli secondari: senza snobbarli o ridurli a manichini, ma senza nemmeno trasformare ogni comparsa in un nuovo centro di descrizioni e riflessioni, quello spetta al lettore.

  3. Lara Manni Says:

    No! Non l’ho letto e adesso vado a vedere. E’ che io ho una predilezione particolari per i numero due, e sono quelli che curo di più, sapendo che la loro vita, alas, sarà breve.

  4. Luthien Says:

    I numeri due sono quelli senza i quali non esisterebbero i numeri 1…
    A parte la facile ironia “sportiva”, in letteratura vale un po’ quello che nel cinema ha il ruolo del “caratterista”, illuminano la pagina/scena con tagli di luce e presenza dando sale e succo, senza distogliere l’attenzione dai personaggi principali o dalla trama.
    Hai citato Eowyn di Rohan, uno dei personaggi “minori” del SdA, dove Tolkien rivela in poche righe e gesti tutta l’essenza di una donna. Eppure rimane indimenticabile.
    Come la tua infermiera in Sopdet.
    🙂

  5. Lara Manni Says:

    Se mi paragoni al Professore posso svenire, sappilo.
    Comunque sì. E’ la luce che danno alla scena la cosa importante. La luce è la chiave.

  6. Narcisetto Says:

    Salve, date retta a un povero diavolo, non è saggio paragonarsi a un comprimario se si può essere un protagonista. Fra Leporello e Don Giovanni chi dei due vorreste essere? Mentre cambierebbe tutto se l’interrogativo riguardasse chi “potreste essere”. Ma per fare questo prima bisognerebbe conoscersi.. anche solo per qualche pagina. Anche il buio apre.

  7. giovannacosenza Says:

    Moooolto apprezzabile questa tua attenzione per gli umili.
    🙂

  8. Laurie Says:

    Visto che a me i protagonisti fanno generalmente noia, concordo. Certi secondari sono adorabili.
    Comunque, noto che tu li usi in un modo molto particolare. Alcuni sono proprio personaggi di passaggio ma che in un modo o nell’altro hanno un peso nella storia. Mi piace questo. Mi ricordo King e Martin.
    E poi, diamine, se inserisco un personaggio, meglio sfruttarlo, no? Non sopporto i personaggi quando stanno lì a fare numero.

  9. Lara Manni Says:

    Non è solo attenzione per gli umili, Giovanna! 🙂 magari fossi così buona…è…ecco…vocazione alla coralità? Boh. O forse l’influenza di King, come nota giustamente Laurie.
    Narcisetto…il buio apre? Vero, però.

  10. jekka Says:

    Influenzata da Stoppard, lara? 🙂

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